LA MUTA NEL POLLO

Foto e soggetto di Linda Forasassi.
In queste due immagini si può notare lo stesso soggetto sopra in muta e sotto a piumaggio completo.


La vita del pollame nel nostro cortile è strettamente legata alla stagionalità: temperature e fotoperiodo regolano infatti l’attività produttiva e riproduttiva, l’accrescimento e lo sviluppo degli animali. Non fa eccezione ogni anno il periodo in cui le nostre galline ed i galli devono cambiare il piumaggio: a differenza della peluria in noi mammiferi i polli sostituiscono completamente il loro “abito” di penne e piume (ad esclusione di alcune eccezioni come vedremo più avanti in questo articolo) per prepararsi al meglio all’arrivo della stagione fredda. Questa fase del ciclo vitale del pollo si chiama muta.

La caduta delle piume agli occhi di neofiti può apparire come un repentino deperimento dell’animale ed un qualcosa di anomalo, in quanto il volume e la forma complessiva del pollo vengono totalmente rivoluzionati, ma è importante essere consapevoli che la muta è un passaggio fisiologico nella vita dell’animale e, seppur necessario, rappresenta per esso un notevole stress per il suo metabolismo con specifici fabbisogni nutrizionali a cui l’allevatore deve dedicare le giuste attenzioni. Le galline nello specifico, per esempio, rallentano nel loro ritmo di deposizione fino alla completa interruzione in molti casi.

Il periodo di muta non si manifesta in un periodo esatto dell’anno, ma approssimativamente può incominciare dopo il gran caldo intorno alla fine dell’estate (ultime settimane di agosto) ed inizio autunno in occasione dell’accorciarsi delle giornate quando le temperature cominciano a diminuire. La durata di questa fase è anch’essa variabile: il pollo infatti inizia a cambiare il proprio piumaggio partendo dalla testa fino alla coda ed il processo stesso termina quando tutte le piume sono cambiate su un arco temporale che può estendersi da 2 a 4 mesi. Ovviamente in questa fase ci saranno parti coperte da piumaggio vecchio (in attesa di sostituzione), piumaggio nuovo in crescita e parti nude: il pollo quindi presenterà su se stesso contemporaneamente piume e penne in stadi diversi di muta.

Esistono principalmente 2 tipologie di muta:

– COMPLETA: in questo caso l’animale si ritrova  ad essere quasi completamente nudo, debilitato, stressato, ma comunque non malato. 

– PARZIALE: dove l’animale subisce dei rallentamenti in fase produttiva ed è minimamente stressato. 

– Non è necessario citare anche la muta FORZATA: pratica spregevole e vietata, spesso adottata in passato negli allevamenti intensivi. In questo caso l’animale è indotto ad andare in muta in seguito alla sospensione voluta dall’allevatore di acqua e cibo per diversi giorni. Lo stress altissimo, con il concreto rischio di morte di alcuni soggetti, è portato avanti quando si hanno grandi gruppi di animali e si ha la necessità di spingerli tutti contemporaneamente ad una muta (per esempio per avere tutte le galline in stop da deposizione simultaneamente e che riprendano in gruppo successivamente). Metodologia estremamente contestabile e che comporta il rischio che le uova prodotte siano affette da salmonella.

Ci possono essere casi eccezionali di muta PRECOCE, essa può avvenire già a luglio e ha una durata molto lunga; in contrapposizione può avvenire una muta TARDIVA nei mesi freddi come gennaio con tempi molto brevi e di tipo parziale. 

Come è stato detto poco sopra, la muta rappresenta per l’animale un processo necessario per affrontare l’inverno, ma anche un fase estremamente debilitante: l’allevatore da questo punto di vista può aiutare l’animale a superare al meglio tale periodo con un mix alimentare specifico per la muta. In particolare galline e galli hanno bisogno di un incremento della percentuale di proteina nel proprio mangime, dato che queste macromolecole sono le stesse che servono agli animali nella strutturazione della piuma. Per ovviare a questa necessità si può utilizzare mangime per pulcini (primo periodo 25% di proteina) o integrare al pastone l’olio di fegato di merluzzo (o salmone), ricco di vitamina A e D (capace di fissare il calcio nelle ossa), ma soprattutto di grassi omega3. Uno o due cucchiai di olio, la cui consistenza ricorda molto una melassa densa, devono essere disciolti in acqua calda e successivamente integrati al pastone. L’impiego di questo ingrediente comporta il fatto che le carni assumano un cattivo odore di pesce: sconsigliabile quindi la somministrazione di questo elemento nel caso in cui poi si preveda una macellazione di alcuni animali nel periodo di muta o immediatamente dopo la fine del processo (attendere almeno 20 giorni dopo l’ultima integrazione).

Nel caso in cui non si abbiano a disposizione le due alternative descritte, è possibile integrare con crocchette per gatto (inumidite ed aggiunte al pastone) oppure insetti, come le camole della farina (secche o vive).

Non meno rilevante, ma questo anche nella restante parte dell’anno, un pascolo libero aiuta l’animale ad auto-regolarsi con l’assunzione di erba fresca, ma anche di insetti selvatici.

Importante considerare che un sovraccarico di proteine per il metabolismo del pollame non è consigliato al di fuori del periodo di muta: gli integratori descritti sopra devono essere quindi interrotti alla fine del cambio di piumaggio.

E’ fondamentale sottolineare che non tutti i polli sono soggetti a muta: solitamente la prima muta si verifica al termine del primo anno di vita, però la sua comparsa è legata alla data di nascita del pulcino. I polli nati a dicembre o nei primi mesi dell’anno, compiono la prima muta non al compimento del 1° anno di vita, ma pochi mesi dopo l’inizio della deposizione. Le galline nate in aprile-maggio compiono la prima muta solo nell’autunno dell’anno seguente.

Inoltre esistono alcune razze come la Onagadori o la Yokohama per cui la muta avviene solo su alcune piume, mentre per altre, nello specifico alcune falciformi della coda e della sella, essa non avviene regolarmente; ogni anno infatti circa una ventina continuano nel loro processo di crescita. Esistono casi infatti di esemplari di galli di queste razze che possono vantare code di oltre 3-5 metri (in giapponese Onagadori è proprio l’unione di vari cangi: O = coda, naga = lunga, dori = pollo).

Gallo di Onagadori (foto e soggetto di Gabriele Marchetti)

Questo fenomeno è dovuto alla combinazione di due geni (i genotipi sono diversi da razza a razza):

– Gt garantisce ad alcune piume di coda e sella la crescita continua senza interruzione;

– mt impedisce la muta di certe piume della coda e della sella. 

Infine un’ultima nota relativa alla muta: in occasione di questo processo le nuove piume e penne presentano cromatismi e perfezioni di forma caratteristiche ed apprezzabili solo in questo periodo. Per questo motivo, molte delle mostre espositive più importanti in Italia ed in Europa si tengono nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre, proprio perché sia possibile godere al meglio degli animali e del loro piumaggio. 

In seguito con l’arrivo del nuovo anno galli e galline torneranno nei gruppi per una nuova stagione riproduttiva con la possibilità di dare vita ad una nuova prole e così il piumaggio tenderà ad invecchiare, in attesa di un nuovo “cambio” con la successiva muta.

 

Guido Monciatti

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