La possibilità di riprodurre volatili è legata essenzialmente a due metodologie: cova naturale o incubazione artificiale; in questo articolo approfondiremo quelli che sono gli aspetti principali legati alla seconda alternativa, soffermandoci negli esempi pratici alla riproduzione di pollame.
Quando si intraprende l’incubazione di uova si devono tenere in considerazione alcuni parametri, spesso ignorati o sottovalutati, ma di fondamentale importanza e dal significato ben preciso che se rispettati garantiranno un miglior sviluppo dell’embrione ed una maggior probabilità di successo.
Per poter procedere con l’incubazione artificiale sarà necessario disporre di un’incubatrice, macchina specifica per riprodurre più fedelmente possibile la cova naturale.

Principalmente sono 3 i parametri da tenere sotto controllo durante l’azione dell’incubatrice ed il rispetto di essi entro certi valori sarà motivo di fallimento o riuscita dell’intero processo:
TEMPERATURA
Il parametro sicuramente più intuitivo e facile da misurare è sicuramente la temperatura: un’impostazione di essa sulla macchina non corretta (troppo alta/bassa) può compromettere lo sviluppo e la nascita dei pulcini.
Con una temperatura:
• troppo alta lo sviluppo embrionale sarà accelerato, ci saranno nascite anticipate anche al 18°-19° giorno per le uova di gallina e spesso i pulcini prematuri nasceranno con deformazioni alle zampe, edemi addominali, ecc…. Con temperature superiori a 39,5°C per l’intero arco dell’incubazione (in tutti i 21 giorni) c’è un’alta mortalità embrionale (circa il 90%);
• troppo bassa lo sviluppo embrionale è ritardato dunque crea un ritardo della nascita, anche al 24°-25° giorno riguardo uova di gallina. Con temperature inferiori ai 34,5°C, c’è un alta mortalità embrionale soprattutto nei primi 10 giorni (circa il 90%).
Il primo consiglio per evitare di avere problemi di un’errata temperatura, è quello di attenersi alle temperature prescritte dalla casa costruttrice della tua incubatrice (leggere le istruzioni!): non esistono regole assolute o generali per ogni macchinario utilizzato, ma ognuno ha i suoi settaggi specifici;altro fondamentale consiglio è controllare l’effettiva temperatura all’interno della macchina con strumenti di controllo adeguati (misuratori con una tolleranza di max 0,1°C)ed anche far controllare periodicamente l’ incubatrice presso la rete di assistenza.
UMIDITA’
Un altro parametro estremamente importante, ma di più difficile misurazione, è l’umidità relativa all’interno del incubatrice; essapuò variare entro limiti abbastanza ampi e ciò dipende molto anche dal tipo di incubatrice: ad esempio se è di tipo statico(senza ventola) incide meno una bassa umidità in schiusa rispetto ad una incubatrice con aria forzata. Ad ogni modo se vogliamo avere delle buone schiuse dobbiamo rispettare dei range ottimali, quelli dettati dalla casa costruttrice della macchina.
Avere quindi un’umidità:
• troppo bassa può causare una schiusa ritardata e molti embrioni morti all’interno dell’uovo, con l’aggravante se l’incubatrice è con aria forzata (ventola) si avrà un prosciugamento troppo rapido della membrana (cuticola) rendendo difficile al pulcino l’uscita dall’uovo;
• troppo alta la schiusa può essere accelerata e i pulcini nascono estremamente bagnati con difficoltà ad asciugarsi una volta usciti dall’uovo e c’è il rischio di una proliferazione di patogeni all’ interno della camera di incubazione.
Dunque attenendosi alle istruzioni della casa e mantenendo un’umidità adeguata, essa influirà positivamente sul metabolismo e lo sviluppo dell’embrione, dato che aiuteràanche il trasferimento di calcio dal guscio all’apparato scheletrico dell’embrione.
VENTILAZIONE/RICAMBIO D’ARIA
Un aspetto alle volte ignorato ma può fare la differenza è un corretto ricambio d’aria all’interno della camera di incubazione, che garantisce migliori risultati di incubazione.
Un uovo nei 21 giorni del ciclo di incubazione produce 3 litri di Anidride Carbonica e ha bisogno di circa 5 litri di ossigeno! Se la quantità di ossigeno diminuisce sotto il 15% si avrà un tasso di mortalità embrionale elevata. In fase di schiusa, invece, la rottura del guscio dipende anche della percentuale di CO2, infatti se si diminuisce il contenuto di O2 e si aumenta l’anidride carbonica verrà stimolato la rottura del guscio. Dunque un aspetto fondamentale in fase di schiusa è non aprire l’incubatrice e chiudere eventuali prese d’aria (se indicato dalla casa).
Non dimentichiamoci di posizionare l’incubatrice in un locale con un adeguato ricambio d’aria!
Questi sono solo alcuni aspetti che possono influire la nostra stagione riproduttiva; aspetti molto importanti che tratteremo in un altro articolo sono la qualità e la salute dei riproduttori, come gestire la raccolta e la conservazione delle uova da cova.
Buon allevamento
Paolo Cortopassi

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