UN PRIMO APPROCCIO ALLA GENETICA BASE
L’allevamento di avicoli ornamentali, soprattutto per la riproduzione di polli di razza, è strettamente legata ad una minima conoscenza dei concetti legati alla genetica base dell’animale, che, con lo studio e l’esperienza pratica, possono rivelarsi di grande aiuto nel nostro lavoro di selezione e riproduzione. Questo apprendimento ci permette di essere consapevoli su quale sia il prossimo passo da compiere, come fissare o meno dei caratteri, capire quali sono le cause di problemi legati all’ereditarietà, sapere cosa fare o cosa evitare ed essere fiduciosi di poter sperimentare.
Il sapere, come in ogni altro ambito, ci rende autonomi, ma soprattutto, ci fornisce la possibilità di migliorare e/o progredire verso nuovi orizzonti grazie al nostro (piccolo o grande che sia…ma pur sempre nostro!) lavoro di selezione sulle razze che più amiamo.
Nel nostro percorso parleremo di vari temi legati alla genetica del pollo, ma oggi partiamo dalla base, cercando di spiegare brevemente e con parole semplici i termini base di questa materia.
OK… PARTIAMO !!
La Genetica è una branca della Biologia, che studia i geni, la loro ereditarietà e la loro variabilità negli esseri viventi. Ciò che definisce come un essere vivente è fatto (sia nella parte visibile che nella parte “non visibile”) è racchiuso nel DNA (Acido desossiribonucleico), spirale a doppia elica situata nel nucleo di ogni cellula: questa intrecciandosi su se stessa genera una sorta di grovigli, detti cromosomi.

Il pollo nello specifico possiede 39 coppie di cromosomi (per un totale di 78): di questi la metà è ereditato dal padre e la parte restante dalla madre.

I cromosomi si dividono in 2 macro-gruppi:
• autosomici (76) 38 coppie: sono quei cromosomi che non differiscono tra animali di sesso maschile e sesso femminile
• legati al sesso: questi sono diversi tra maschio e femmina; nel maschio (ZZ, e non XY come nell’uomo) mentre nella femmina uno dei due è talmente piccolo da non contenere informazioni, quindi è come se ce ne fosse solo uno (ZW e non XX come nella donna). Questo è un dettaglio molto importante per la trasmissione dei geni che vi sono situati.
Il gene è una porzione di cromosoma che contiene le informazioni su come un determinato carattere si presenti in un animale. L’insieme di tutti i geni in un organismo determina quello che viene definito genotipo, ma è importante ricordare che alcuni geni (per vari motivi che approfondiremo) non sono visibili, mentre l’espressione dei geni è il fenotipo.
Capita che i geni possano subire delle mutazioni, dunque un cambiamento. Se un gene subisce una mutazione è in possesso di due varianti: una originale (non mutata) ed una mutata, queste due varianti si chiamano alleli. La posizione occupata da un determinato gene o da uno dei suoi alleli è detto locus.
Come descritto sopra i cromosomi sono sempre generati in coppia: se entrambi hanno, di un determinato gene, lo stesso allele, quel carattere è puro, detto omozigote. Se invece i due alleli dello stesso gene, sui due cromosomi, sono diversi, quel carattere non è puro, cioè è eterozigote.

La mutazione è quindi la variante di un gene ed esso in questa condizione si può comportare in vari modi rispetto alla sua controparte non mutata:
– se il gene mutato copre la parte non mutata esso sarà definito completamente dominante;
– se il gene mutato per coprire il non mutato deve essere omozigote esso sarà definito incompletamente dominante;

– se il gene mutato, quando non puro, viene completamente nascosto dall’allele non mutato sarà recessivo;
– se un organismo possiede un solo allele (e non tutti e due) di una mutazione recessiva, si chiamerà portatore di quella mutazione.
Tutto ciò che è stato descritto fino a questo punto ha bisogno anche di poter essere rappresentato simbolicamente e graficamente: i geni vengono indicati con una abbreviazione del loro nome in inglese (ad esempio il gene del picchiettato si chiama “mottled” e viene indicato con “mo“); presentandosi i geni in coppia in ogni cromosoma, l’abbreviazione viene scritta due volte.
L’allele non mutato viene accompagnato dal segno +.
L’allele dominante si scrive con la lettera maiuscola, quello recessivo con la minuscola.
Queste sono le basi della genetica: fondamenta importanti per poter comprendere al meglio i temi che saranno trattati nei prossimi articoli e che richiameranno ovviamente a quanto spiegato qui, così da addentrarci nel miglior modo possibile in quello che è il mondo della genetica avicola.
Lady Brahma

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