INCUBAZIONE NATURALE (cova)

Con il termine incubazione si definisce una serie di operazioni con lo scopo di permettere all’ uovo fecondato di proseguire lo sviluppo embrionale fino ad arrivare alla nascita del pulcino.

Chioccia di Mugellese con pulcini di Brahma. (Foto e soggetti di Linda Forasassi)

La durata del periodo di incubazione e schiusa è correlato alla razza, specie (quaglie, fagiani, polli) e ad agenti esterni come la temperatura di incubazione.

Principalmente ci sono due tipi di incubazione: NATURALE ed ARTIFICIALE. In questo articolo ci soffermeremo sulla prima, mentre per la seconda dedicheremo uno spazio specifico più avanti.

Incubazione naturale

L’incubazione naturale, che come si può dedurre è il metodo più antico e un tempo il più diffuso, si realizza utilizzando galline o tacchine, animali con spiccata propensione a questo tipo di attività. Quando si decide di voler utilizzare questo mezzo di incubazione vanno fatte tre operazioni essenziali:

1) Scelta della chioccia, esistono razze più adatte allo scopo di altre, come ad esempio  Mugellesi, Moroseta o Cocincine. Le Tacchine (soprattutto di razze rurali leggere) sono nettamente migliori rispetto alle galline. La scelta ricade su una razza o specie piuttosto di un’altra in base anche alla quantità e dimensione delle uova: una gallina può arrivare in base alla sua dimensione a 11/15 uova, una tacchina può arrivare tranquillamente a superare 19 uova. Negli anatidi, per i quali in alcuni casi la cova richiede alcune caratteristiche diverse come un’umidificazione regolare delle uova, si scelgono spesso le Anatre Mute per a loro attitudine.

2) Scelta del Nido, sembra scontato ma creare un buon nido può fare la differenza di una buona schiusa:

A) le giuste dimensioni, spazi esterni per poter permettere alla chioccia di muoversi e nutrirsi possono garantire un habitat tranquillo e non stressante, così da permetterle di poter portare a termine la cova ed avere in seguito alla nascita uno spazio sicuro e privo di pericoli naturali e di altri animali per i pulcini, anatroccoli…; in molti casi le chiocce in fase di cova vengono separate dal maschio e dal resto del gruppo di femmine, in quanto potrebbero disturbare l’animale, spingendola a lasciare il nido, montandola dentro il nido o deponendo nuove uova sotto di essa ed avviando un nuovo ciclo di cova con tempi sfalzati rispetto alle uova già presenti dall’inizio;

B) avere la giusta conformazione per permettere alla chioccia di entrare ed uscire agevolmente senza rompere le uova;

C) la scelta del luogo dove posizionare il nido è fondamentale per evitare temperature eccessivamente alte o basse, predatori che possano arrivare alle uova e compromettere la schiusa: in alcuni casi certi animali potrebbero essere innocui per la covatrice, ma estremamente pericolosi per le uova (piccoli topi, ricci, cornacchie…);

Anatra muta in cova (foto e soggetto di Milena Giari)

3) Le cure e attenzioni alla chioccia sono fondamentali. I parassiti (come pidocchi, acari,ecc..) sono spesso presenti se non si prendono le dovute precauzioni igieniche, il controllo e la pulizia periodica del nido e della chioccia, sono fondamentali! E’ da considerarsi una fase splendida dove la Natura porta a compimento il suo ciclo vitale, ma è sempre importante ricordare che per la chioccia è anche un medio-lungo periodo (a seconda della razza) ricco di stress, data l’attenzione che pone nel difendere il nido, l’impossibilità di muoversi per lunghi tratti della giornata (anche se ovviamente in alcuni momenti del dì l’animale si alza per mangiare, bere, sgranchirsi e defecare lontano dal nido così da non contaminare le uova).

Aspetti positivi e negativi della cova naturale

I principali aspetti positivi sono:

– se rispettate le regole sopra citate si avranno risultati difficili da eguagliare con un incubatrice artificiale, schiuse prossime al 100% (non è difficile affidare una dozzina di uova (ovviamente feconde) e veder nascere 12 pulcini);

– quasi assoluta autonomia, una volta fornito il cibo e acqua, sarà la chioccia stessa che alla nascita si occuperà dei pulcini fornendogli sia il calore e insegnando loro a mangiare, portandoli in giro nello spazio disponibile… ;

– i pulcini nati da chiocce solitamente sono più “vigorosi” soprattutto nei primi giorni di vita, sempre sia disponibile un luogo con adeguato igiene;

– costi di gestione praticamente azzerati, gli unici costi sono il cibo e l’acqua, a tutto il resto ci pensa la chioccia!

Gli aspetti “negativi” se si possono definire tali, sono principalmente:

– non si po’ “programmare” la stagione riproduttiva, ma solamente seguire i tempi della natura: importante sempre tenere sotto controllo il numero di giorni in cui la gallina cova, giusto per capire approssimativamente in che data le uova schiuderanno;

– se si è deciso di fare più covate, difficilmente le chiocce coveranno in contemporanea, dunque si dovranno avere spazi adeguati per gestire i polli di diverse età, specialmente i giovani galli;

– un limite è il numero di uova per ogni chioccia specialmente se di razze nane, ma questo si può ovviare con una tacchina dato che può raggiungere un numero considerevole di uova partendo dal fatto che può arrivare a due dozzine di uova.

– non sempre si conosce le capacità della chioccia, può capitare che abbandoni il nido senza un reale motivo (parassiti, nido scomodo o disturbata), che sia maldestra e rompa le uova, ma può anche arrivare a uccidere i pulcini. Dunque se si devono incubare uova particolari o a cui teniamo particolarmente la buona riuscita una raccomandazione è di affidarle ad una chioccia di cui conosciamo le doti. In ogni caso è buona regola tenere monitorato spesso la chioccia ed avere un incubatrice sempre pronta al bisogno per trasferire le uova o pulcini in caso di bisogno.

– impossibilità di eseguire un corretto ciclo vaccinale (se si ha l’esigenza), su questo aspetto vi consiglio di farsi consigliare dal Veterinario.

Questo breve decalogo spero possa essere utile a fare chiarezza e valutare se si hanno le condizione e possibilità di far covare con successo una gallina, esperienza davvero affascinante e gioiosa sia per i più piccoli ma anche per noi amanti della Natura!

Come detto seguirà un articolo sulla incubazione artificiale. 

Buon allevamento!

Paolo Cortopassi

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