ABC SULL’ALLEVAMENTO DELL’ANATRA E DELL’OCA DOMESTICA

In questo articolo approfondiremo gli aspetti e le nozioni fondamentali da sapere PRIMA di iniziare ad allevare dei palmipedi domestici, di come preparare il loro ambiente al meglio e di cosa aspettarsi una volta iniziato l’allevamento, siano esse anatre o oche.

Figura 1 Maschio adulto di Anatra Cayuga

Dobbiamo fare una premessa: questi animali amano l’acqua e, dove vengono allevati, ci sarà sicuramente del fango! Questo perché solitamente tendono a bagnare il terreno per cercare insetti, indispensabili per le loro esigenze proteiche; inoltre sporcheranno l’acqua di vasche e beverini in un batter d’occhio: per questo viene spesso sconsigliata la convivenza con altri avicoli quali galline, tacchini, fagiani, pavoni che, ritrovandosi in un luogo umido e con acqua sporca, potrebbero facilmente ammalarsi.

Ma quindi, se ho già degli altri avicoli non posso avere anatre? Non necessariamente! Con gli spazi adeguati la convivenza è possibile, ad eccezione di animali particolarmente delicati come fagiani esotici, polli a penna setosa o riccia, con calzature o ciuffi abbondanti o in generale non adatti alla vita all’aperto.

Di cosa hanno bisogno gli anatidi?

– ACQUA: i palmipedi hanno bisogno di lavarsi quotidianamente, quindi hanno bisogno di una vasca di adeguate dimensioni e profondità. Fate in modo che più soggetti riescano a farsi il bagno contemporaneamente e teneteli d’occhio il primo periodo. Certe razze possono essere poco agili e potrebbero aver difficoltà ad entrare o ad uscire. La cosa migliore è creare degli scalini sia all’interno che all’esterno della vasca o del laghetto.

– MOLTO SPAZIO: come già detto questi animali, nelle vicinanze di beverini, laghetti o vasche d’acqua andranno a creare molto fango e per limitare il problema serviranno ampi spazi. In alternativa si possono tenere su fondo in cemento, che andrà pulito quotidianamente.

– PASCOLO: se vogliamo allevare questi animali garantendogli il massimo benessere possibile, dobbiamo avere grandi pascoli da mettere a disposizione. Potendosi muovere molto in questo modo anche i giovani cresceranno con arti molto più forti, mangeranno meno mangime (che al giorno d’oggi ha un costo non indifferente) e potranno ricavare dal pascolo elementi nutritivi aggiuntivi a quelli presenti nel solo mangime, auto-regolando la loro dieta.

ATTENZIONE: razze di anatra particolarmente leggere, come le Call Duck o le Smeraldo, possono facilmente spiccare il volo, e per evitare scappino sarà necessario tenerle in grosse voliere o spuntare le remiganti primarie di una sola ala a qualche centimetro dall’attaccatura della penna. L’operazione sarà da ripetere ogni anno, una volta completata la nuova muta (non prima, altrimenti si può rischiare di ferire gli animali o di spuntare le ali in modo inefficace).

Questa operazione è indolore per gli animali se fatta correttamente.

Figura 2 : Denominazione delle principali piume che compongono l’ala degli anatidi.

ALIMENTAZIONE

Questo tema rappresenta un punto focale nell’allevamento degli anatidi. Questi animali in età adulta non hanno esigenze particolari, dato che spesso e volentieri in presenza di pascolo vengono alimentati solamente con granaglie e vivono tranquillamente con una piccola integrazione proteica soprattutto nei periodi di muta.

Figura 3: Giovani Cayuga e di Anatra Muta intenti a divorare un mangime specifico (Secondo periodo anatidi).

Non è però così semplice per chi vuole allevare dei novelli!

Gli anatroccoli crescono molto velocemente e hanno bisogno di un alimento ricco di amminoacidi essenziali, minerali ed energia per sostenere questa crescita impressionante e non gli basteranno pascolo e mais!

Agli anatroccoli in accrescimento è necessario somministrare mangime apposito per anatroccoli (primo e secondo periodo dopo un mese di età). Se non si trovano mangimi specifici può andare bene un primo periodo per pulcini seguito da ciclo unico rigorosamente SENZA COCCIDIOSTATICO.

(Il coccidiostatico, ancora presente in alcuni mangimi per pulcini o pulcinotti, è tossico per anatre e oche, fate sempre attenzione non ce ne sia!).

RIPRODUZIONE

Le anatre domestiche possono deporre tutto l’anno, facendo delle pause nei mesi più freddi e in quelli in cui avviene la muta, a differenza delle oche, che depongono prevalentemente nel periodo primaverile, un particolar modo le razze meno fertili.

La prima deposizione avviene mediante attorno al quarto mese di età se compiuto con fotoperiodo positivo (anche se può variare molto da razza a razza): questo significa che anatre nate a luglio/agosto deporranno per la prima volta nei mesi di febbraio/marzo successivi, quando le ore di luce inizieranno ad aumentare!

L’idea generale che ipotizza che gli anatidi siano animali monogami è una falsità!

Parlando infatti di oche, anatre comuni (derivanti dall’Anas platyrhynchos) e Anatre Mute (derivanti dalla Cairina moschata) nelle varianti DOMESTICHE questi animali possono creare tranquillamente gruppi familiari composti da un maschio e più femmine. Le cose cambiano nelle specie selvatiche, che sono prevalentemente monogame.

L’accoppiamento avviene preferibilmente in prossimità di vasche d’acqua o in pozzanghere e la femmina, una volta avvenuto l’accoppiamento, andrà a fare subito un bagno.

Questi animali nidificano a terra, in zone riparate e tranquille. Meglio creare nidi riparati su 3 lati, mettendo a disposizione degli animali molta paglia. I nidi non devono essere troppo grandi perché, soprattutto se parliamo di animali alle prime esperienze di cova, rischieranno maggiormente di perdere qualche uovo negli angoli del nido stesso; meglio ancora quindi se si riesce a creare un nido tondo. Nella mia esperienza personale ho visto che sono molto graditi i miei nidi (allego foto) creati utilizzando dei cubi di cemento (quelli usati per i tombini) poiché originariamente era materiale inutilizzato che avevo in casa. Per questo mi stimolo e vi suggerisco di dare pieno sfogo alla vostra fantasia e saranno gli animali a farvi capire se il nido è di loro gradimento.

Sarà molto importante fare in modo che, una volta nati, gli anatroccoli riescano ad uscire e rientrare!

C’è un modo efficace per capire se l’anatra sta per iniziare a covare?

Certo che si! Quando si avvicina l’inizio della cova, troverete l’anatra sul nido alla sera e inizierete a vedere del piumino attorno alle uova: spesso le anatre e le oche coprono le uova con la paglia e il piumino che si sono strappate dal petto quando non sono sul nido per proteggerle da cornacchie e altri possibili predatori.

La durata della cova è di circa 28 giorni per le anatre comuni, 35 giorni per le anatre mute e 30 giorni per le oche: in questo periodo, quando possibile, è bene lasciare la possibilità alle femmine in cova di fare un bagno al giorno; per questo basterà anche un sottovaso molto grande o una piccola vasca: personalmente utilizzo anche i fondi in plastica delle gabbie per conigli e questo solitamente aiuta sia la madre che i pulcini nella schiusa, infatti l’umidità, che andrà a crearsi, ammorbidirà molto i gusci facilitandone la nascita.

Altro dettaglio, dalla mia breve esperienza: consiglio di tenere i gruppi riproduttori isolati da altri animali nel periodo riproduttivo, soprattutto se volete che covino.

Inoltre, come si fa con le galline, una volta iniziata la cova consiglio di isolare il nido (senza spostare l’anatra!), in modo che le altre femmine non depongano e non disturbino il nido in cui sta avvenendo la cova, sempre in foto vi mostro la mia “soluzione punk” (Figura 4).

Figura 4: nido protetto dalle cornacchie in prossimità dei giorni di schiusa. La femmina deve avere sempre possibilità di uscire per sporcare fuori dal nido e sgranchirsi. Se per qualche giorno non ha la vasca disponibile non avrà comunque problemi. Una volta conclusa la schiusa ho spostato gli animali in una grossa gabbia con fondo in paglia (protezione dai ratti).

Di seguito foto con didascalia con varie soluzioni da me adottate:

Figura 5: quest’anatra invece ha covato in un angolo del fienile, anche qui, una volta completata la schiusa ho spostato femmina e nidiata in un box, dove i piccoli erano protetti dai vari predatori.

Figura 6: Anatra Muta che ha nidificato all’interno del pollaio mobile, una volta completata la schiusa è stato spostato su fondo in cemento per proteggere gli anatroccoli dai ratti.

GESTIONE DEI PICCOLI E DEI GIOVANI

Sia nel caso di nascita da cova naturale, che nel caso di piccoli nati in incubatrice, solitamente si predispongono o si creano recinti dedicati, meglio se coperti anche sopra finché gli anatroccoli sono molto piccoli (per scongiurare visite da cornacchie o altri predatori).

Figura 7: Cayuga di pochi giorni nati da incubatrice, tenuti in gabbie con fondo pieno (paglia o fieno, no segatura!) e lampada.

Per quanto riguarda i piccoli nati in incubatrice, una volta superate le prime due settimane, in cui li tengo in gabbie con fondo pieno con ampia lettiera in paglia, li tengo di giorno o nelle ore più calde nei recinti esterni per poi tenerli, finché sono molto piccoli, in gabbie con fondo in rete (vi sconsiglio il fondo pieno perché lo allagheranno!). Gli anatroccoli possono essere allevati anche su fondo di rete fin dai primi giorni di vita purché si prendano le giuste precauzioni come l’utilizzo di reti a maglie fini.

Inoltre, scegliete bene i beverini, deve esserci abbastanza superficie per permettergli di bere con il grosso becco che si ritrovano, inoltre devono essere molto capienti perché consumano molta acqua!

Figura 8: cayuga di circa 3 settimane con la loro prima vasca d’acqua in recinzione mobile per permettergli di avere erba fresca il più possibile.

Solitamente dopo un mese di età o più, (a seconda anche della stagione), metto a disposizione dei giovani un grande sottovaso con acqua poco profonda (qualche cm) per invogliarli ad esplorare le gioie dei primi bagnetti.

Figura 9: Cayuga di circa 2 mesi e mezzo spostati in recinzioni mobili per pollame, ottime per potergli fornire un pascolo sempre verde. Recinzione posizionata in modo da fargli avere una zona sempre in ombra nei periodi caldi, vasca d’acqua e mangime h24.

Prima di mettere a loro disposizione una vasca d’acqua, dovete assicurarvi che i giovani inizino ad utilizzare l’uropigio: si tratta di una ghiandola posizionata sopra l’attaccatura della coda che secerne un liquido oleoso, molto più sviluppata in anatre ed oche ma presente in tutti gli avicoli e fondamentale per l’impermeabilizzazione del piumaggio. Bisogna fare attenzione in particolare quando le temperature non sono ancora abbastanza alte o nel caso di anatroccoli nati in incubatrice, che non vengono impermeabilizzati, indirettamente, dalla madre. Vi accorgerete che inizieranno a strofinare testa e collo in questa zona della coda insistentemente, andandosi poi a lisciare e impermeabilizzare le prime piume spuntate dal morbido piumino.

Di Lisa Berno

Foto e soggetti di Lisa Berno

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