l mondo della colombicoltura è estremamente vario e nel precedente articolo abbiamo a tal proposito evidenziato quelle che sono le sottocategorie dei colombi ornamentali (in un futuro contenuto dedicheremo sufficiente spazio anche ai colombi viaggiatori). In merito a questo è bene soffermarsi su quelle che sono le razze italiane che rientrano nel gruppo dei colombi ornamentali: il nostro Paese ha un’importante tradizione storica legata all’allevamento del colombo e troviamo addirittura accenni storici di epoca romana che ci confermano questa tradizione millenaria; durante questo lungo arco temporale si sono delineate specifiche e numerose razze che si sono modificate anno dopo anno. Per acune di esse abbiamo modo ancora oggi di poter godere della loro bellezza, mentre in certi casi si è verificato, purtroppo, che siano andate perse e si sia estinto il loro patrimonio genetico.
Delle razze italiane oggi riconosciute dallo standard italiano ed europeo molte richiamano spesso il loro territorio di provenienza, in particolar modo nel nome: la via Emilia per molto tempo ha rappresentato il principale punto di riferimento per la colombofilia ed oggi è il cuore e l’anima dell’allevamento di questo volatile. (NOTA: il nome italiano di una razza non significa che sia “italiana al 100%”, per esempio il colombo “Romano” è associato alla Francia dall’ente europeo).
Le caratteristiche, come per le razze di pollo italiane, sono estremamente varie da animale ad animale ed il termine “biodiversità” assume un valore ancora più rilevante: un’ulteriore categorizzazione a livello italiano è quindi stata fatta basandosi sulla stazza degli animali, distinguendo quelli di taglia piccola da quelli di taglia grande.
Vediamo qui di seguito una breve introduzione con primo approfondimento per ogni razza, che arricchiremo nel dettaglio in prossimi articoli dedicati.
ASCOLANO (forma): si hanno testimonianze pittoriche di questo colombo già intorno al 1768, esso è divenuto famoso per la sua ampia diffusione nell’Italia centrale, dalle marche all’Emilia-Romagna e persino in Campania, pur avendo il suo massimo sviluppo nella città di Ascoli, da cui prende il nome identificativo. Quella che oggi abbiamo modo di ammirare è soltanto una ricostruzione di quello che originariamente era il colombo del XVIII secolo, quando probabilmente ha svolto il ruolo di progenitore del Romagnolo (razza che vedremo più avanti nell’articolo). Come spesso accade, in Italia, “allevare colombi” faceva rima con “produzione di carne” e l’Ascolano non fa eccezione: la forma e il peso (700 gr. per le femmine e di 750 gr. per i maschi ) ne sono una prova tangibile e nel processo di recupero anche raggiungere e fissare questo aspetto ha rappresentato un punto saliente in fase di selezione. Particolari le zampe, dotate di pantofole e speroni, lo rendono un colombo affasciante per il so aspetto e la sua storia.

col. Farfallato, maschio, classe B
Proprietario: Fiorani Paolo
Mostra: 37° Mostra Colombofila A.C.A.P.
BERGAMASCO (forma):ci spostiamo in Lombardia, dove da un punto di vista di colombofilia il volatile di riferimento è rappresentato proprio da questa razza, le cui origini risalgono al XIX secolo proprio nella città di Bergamo, dove si scelse di incrociare piccioni autoctoni e polacchi di tipo inglese con l’obiettivo di allevare animali che avessero una buona resa di carne. E’ estremamente diverso dalle altre razze italiane per alcuni suoi aspetti estetici: sicuramente il ciuffo dietro la nuca dell’animale, quasi a formare una criniera con alla base del collo due rosette, è una caratteristica unica tra i colombi italiani; saltano all’occhio dell’allevatore o del neofita che per la prima volta vede questo animale, anche le caruncole nasali e perioculari, il cui sviluppo continua con l’invecchiamento dell’animale. Seppur si tratti di un animale grande, è importante sottolineare che visivamente e caratterialmente è un colombo vivace e slanciato.

col. Bianco, femmina, classe A
Foto di Comi R.
Mostra: 38° Campionato Italiano di Colombicoltura, 2018
CRAVATTATO ITALIANO (cravattato): quando si parla delle razze italiane più celebri ed anche più note all’estero sicuramente il Cravattato italiano può dire la sua. Denominato per le sue origini nella città di Reggio Emilia come “Reggianino”, affonda le proprie origini nel 1500, quando gli allevatori emiliani scelsero di sperimentare un incrocio tra colombi africani cravattati e colombi locali (probabilmente il Triganino di Modena, razza che vedremo più avanti nell’articolo). In questo caso, rispetto ai precedenti, si ha di fronte un colombo di piccole dimensioni, con caratteristiche estremamente diverse, basti guardare anche solo la forma della testa e del becco. Ha un carattere vivace, ma anche di facile allevamento, oltre che essere un abile volatore.

col. Blu Argentato Martellato Scuro (Caprato), maschio classe A
Proprietario: Butelli Giorgio
Mostra: 34° Mostra Colombofila Toscana, Empoli, 2022
CRAVATTATO RONDONE (cravattato):razza di colombo da definire quasi un “ossimoro” in quanto è una tipologia di piccione sia vecchia che nuova; le sue origini sono antiche, dato che se ne ha testimonianza già nel XIX secolo nella zona di Reggio Emilia e nelle campagne circostanti (dove ha subito influenze ed incroci con il Reggianino ed il Damasceno), ma allo stesso tempo ha ricevuto il riconoscimento ufficiale solo da alcuni anni, dato che era poco allevato ed anche perché considerato sottorazza del Cravattato Italiano, molto più diffuso in Italia ed in Europa (confrontando i due animali nelle foto qui riportate si nota una forma dell’intero animale, ma soprattutto della testa nettamente diversa tra i due). A livello visivo sicuramente colpiscono molto le sue caratteristiche principali: la presenza di un’evidente giogaia e di una cravatta che lo colloca nella relativa categoria dei colombi ornamentali, la colorazione “ghiaccio”, con le due varietà “vergato” e “martellato”, e la dimensione ridotta.

col. Ghiaccio con Verghe, maschi, classe B
Proprietario: Corradossi Antonio
Mostra: 40° Esposizione Nazionale Campionati Italiani di Colombicoltura
FIORENTINO (gallina):razza di colombo italiano che ha avuto le sue origini nel centro-nord Italia, salvo poi essere esportato all’estero, dove poi ha catturato l’attenzione di molti allevatori ed una conseguente ampia diffusione (oggi sono molte le colombaie in Austria e Germania che lo allevano). A livello estetico è un piccione molto particolare: la forma alta sulle zampe lo rende il colombo gallina italiano per eccellenza (dove le proporzioni tra testa e collo, corpo e zampe deve essere di 1:1:1), ma anche il colore è estremamente particolare e rigido a livello di standard; infatti l’unica colorazione ammessa è il gazzo (che prevede mascherina, le ali (escluse le remiganti) e la coda colorate), in tutte le sue varianti (nero, blu, rossi, giallo…). Dal carattere molto “becerone” e spesso anche combattivo, lo rende un colombo di non semplice allevamento e gestione soprattutto in contesti di voliere con molte coppie all’interno.

col. Gazzo Nero, maschio classe B
Proprietario: Claudienti Marco
Mostra: 34° Mostra Colombofila Toscana, Empoli, 2022
PIACENTINO (forma): le origini di questo colombo affondano nel passato, intorno al 1800, quando l’obiettivo di allevamento non era tanto l’esposizione, ma che l’animale avesse una buona capacità produttiva a livello di carne. I contesti rurali infatti dell’Emilia in quegli anni avevano principalmente questo focus ed il Piacentino ha rappresentato sicuramente a pieno questa pratica in quel contesto storico. Ciò che oggi nel tempo si è definita come razza a sé, originariamente era quella di un ibrido di grossa taglia nato dall’incrocio tra colombi indiani, romani e bagadesi. Il petto largo ed il portamento orizzontale esaltano ancora oggi la forma pesante dell’animale e conferiscono nell’osservatore un’idea di fierezza. Nello standard di razza si precisa un limite minimo per l’animale di 850g per le femmine e 900g per i maschi, giusto per avere un esatto riferimento al concetto di “grande” (non sempre negli standard FIAC si hanno riferimenti al peso che un colombo debba avere). Inoltre la testa, l’occhio a mandorla con contorno rosso vivo ed il becco inclinato verso il basso sono alcuni dei tratti contraddistintivi di questo piccione.

col. Bianco, femmina, classe B
Foto di Comi R.
Mostra: 36° Campionato Italiano di Colombicoltura, 2016
ROMAGNOLO (forma):in questo colombo la prima cosa che si nota è certamente la forma arrotondata e la dimensione dell’animale (800 grammi per le femmine e di 900 grammi per i maschi); anche in questo caso le cascine e le case coloniche della metà dell’800, hanno spinto la selezione di questa razza verso un volatile che potesse garantire una costante e cospicua fonte di reddito, ovvero la carne. Il nome richiama ancora una volta all’area di diffusione: da Bologna fino alla Romagna ha avuto la sua primordiale espansione, tanto che a tal proposito il prof. Alessandro Ghigi nel 1898 conferì a questo colombo il nome proprio con cui oggi è conosciuto. La forma arrotondata e mediamente alto sulle zampe piumate, lo rendono un colombo molto accattivante per chi cerchi un volatile con queste caratteristiche; la stazza infatti non deve ingannare il lettore: come si vede dall’immagine seguente, seppur il peso ed il volume dell’animale siano evidenti, l’animale mantiene una forma aggraziata ed elegante con coda portata alta e petto alto.

col. Blu Vergato Nero, femmina, classe A
Foto di Comi R.
Mostra: 37° Campionato Italiano di Colombicoltura, 2017
SOTTOBANCA (forma): alcune fonti raccontano dell’esistenza di questa razza già nel ‘400, ma la certezza la si ha soltanto quattro secoli dopo, dato che nelle campagne della provincia di Modena si era venuto a creare un tipo di colombo nato dall’incrocio di varie razze il cui obiettivo era sempre la produzione di carne; infatti anche per il Sottobanca il peso è stato uno dei principali focus in fase di selezione primordiale, tanto che lo stesso nome deriva probabilmente dal fatto che spesso facesse il nido a terra sotto una panca o un mobile, data la sua difficoltà di volo dovuta alla stazza. Alcun caratteristiche della testa sono il ciuffo a conchiglia con rosette laterali ed un becco robusto. A livello di allevamento, come per molte altre razze grandi, non è di facile approccio, date le difficoltà di accoppiamento tra i riproduttori e la cura dei pulli.

col. Magnano, femmina, classe A
Proprietario: Giannetti Tonino
Mostra: 37° Mostra Colombofila A.C.A.P.
TRIGANINO MODENESE (gallina):con questo colombo molto probabilmente introduciamo il colombo che da più tempo viene allevato nel nostro Paese; già ai tempi degli antichi Romani, ha avuto il suo massimo sviluppo proprio nelle città di Modena e Reggio Emilia in epoca più recente, quando nell’800 veniva descritto con i nomi di “Modena, Triganica o Triganina pigeon”, tanto da essere oggi identificato come razza progenitrice di altre razze. Date le sue piccole dimensioni è facile intuire che non fosse allevato per la carne come nella maggior parte dei colombi italiani, bensì in questo caso, date anche le sue ottime capacità di volatore, per i giochi di volo di cui era capace. Nel tempo poi, anche se oggi è riconosciuto come colombo gallina per la sua forma, ha avuto ampio successo per la grande varietà di colori riconosciute (oltre 150), i cui nomi spesso richiamano termini derivano dai dialetti locali della tradizione popolare modenese), dando vita ad una varietà cromatica che passa da colorazioni molto particolari e brillanti a disegni ben delineati e definiti .

col. Schietto Vergato Pietragialla, femmina classe A
Proprietario: Trinci Tiziano
Mostra: 34° Mostra Colombofila Toscana, Empoli, 2022
VIAGGIATORI ITALIANO DA ESPOSIZIONE (forma): nell’introduzione al mondo dei colombi ornamentali, abbiamo specificato che l’altra grande branca (se si esclude quella dei colombi selvatici) è rappresentata dai viaggiatori, animali forti e robusti, capaci di percorrere lunghe tratte in volo di ritorno al proprio nido. Nel tempo gli allevatori di colombi hanno però iniziato a selezionare anche i viaggiatori da un punto di vista estetico e quindi ornamentale, dando vita ai colombi viaggiatori da esposizione (expo). E’ successo in vari Paesi, tra cui anche l’Italia che vanta una razza specifica. I colombi viaggiatori italiani da esposizione si sono iniziati a selezionare intorno agli inizi degli anni ’80, cercando di mantenere quelle che erano le caratteristiche peculiari della razza di origine: una struttura muscolosa e di medie-grosse dimensioni che avesse come carattere distintivo delle caruncole ben sviluppate (a Napoli, dove si è lavorato molto nello sviluppo e nel riconoscimento di questa razza veniva denominato proprio “nasone”), di forma conica, le cui dimensioni tendono ad aumentare con l’invecchiamento dell’animale. La forma compatta, ma al contempo robusta, esprime ancora oggi le discrete doti di volatore dell’animale, che a livello espositivo presenta un profilo piuttosto eretto.

col. Giallo Dominante, femmina classe A
Proprietario: Benni Andrea
Mostra: 34° Mostra Colombofila Toscana, Empoli, 2022
Queste razze per come oggi sono conosciute e per come vengono descritte dallo standard in alcuni casi trovano un’estrema differenza estetica e strutturale rispetto a come fossero originariamente: nei secoli i colombi sono cambiati e si sono evoluti sia per questioni naturali proprie dei volatili che artificiali e spesso anche per gusto degli allevatori. A maggior ragione se si considera il fatto che molte colorazioni sono arrivate solo recentemente e sono state riconosciute ed aggiunte allo standard originario nel tempo.
Concludo l’articolo dicendo che l’esistenza e la crescita a livello di numero di animali allevati di alcune razze italiane abbia scarsa diffusione nel nostro Paese, tanto da essere proprio definito “a rischio”: spesso il motivo è dovuto alla difficoltà di riprodurre gli animali a causa del loro peso elevato, al temperamento particolarmente focoso o all’elevata consanguineità tra i ceppi esistenti. A livello europeo però la bellezza delle razze di colombi italiani ha trovato molti allevatori interessati ed infatti, mentre in Italia si contano poche centinaia di animali, in Europa possono esistere numerose colombaie che li ospitino.

presentata nel video Youtube dell’Associazione Pugliese Avicoltori e Colombofili (link tra le fonti)
Aggiornato al marzo 2021
FONTI:
– Video Parliamo di Colombicoltura (1° parte) – YouTube – Associazione Pugliese Avicoltori e Colombofili
– Standard di razza (www.fi-ac.it):
o Ascolano: SCHEDA_ASCOLANO.pdf (fi-ac.it)
o Bergamasco: SCHEDA_BERGAMASCO_2021.pdf (fi-ac.it)
o Cravattato Italiano: SCHEDA_CRAVATTATO_ITALIANO_2018.pdf (fi-ac.it)
o Cravattato Rondone: SCHEDA_CRAVATTATO_RONDONE.pdf (fi-ac.it)
o Fiorentino: SCHEDA_FIORENTINO.pdf (fi-ac.it)
o Piacentino: SCHEDA_PIACENTINO_2021.pdf (fi-ac.it)
o Romagnolo: SCHEDA_ROMAGNOLO.pdf (fi-ac.it)
o Sottobanca: SCHEDA_SOTTOBANCA_2021.pdf (fi-ac.it)
o Triganino Modenese: TRIGANINO_MODENESE.pdf (fi-ac.it)
o Viaggiatore Italiano da Esposizione: SCHEDA_VIAGGIATORE ITALIANO.pdf (fi-ac.it)
– Foto di copertina fornita da Tiziano Trinci (vicepresidente Associazione Colombofila Toscana) – Colombo Sottobanca magnano maschio classe B Campionato Italiano 2017 foto R. Comi (FIAC)
– Foto Colombo Bergamasco, Piacentino e Romagnolo fornite da Tiziano Trinci
– Foto Colombo Cravattato Rondone e Sottobanca fornite da Edoardo Carboni, socio ACAP
Scritto e curato da Guido Monciatti

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