Gene Choc

Il Choc è un gene recessivo legato al sesso e, come tale, si trova sul cromosoma sessuale Z.

Questa particolare mutazione venne osservata per la prima volta dal Dr. Clive Carefoot, matematico e allevatore, che, nei primissimi anni novanta, vide saltar fuori un pulcino, rivelatosi successivamente una gallina, di color cioccolato dal suo gruppo di Orpington nane nere.

Gruppo di Orpington cioccolato (Foto e soggetti di Simona Martinengo)

Secondo lo stesso Carefoot, vi era la possibilità che questa mutazione fosse già stata osservata da un allevatore australiano con il quale tentò non poche volte di mettersi in contatto, senza mai ricevere alcuna risposta.

Così fu lo stesso Carefoot a dimostrare, dopo vari accoppiamenti, che si trattava di una mutazione recessiva e sessolegata.

A confermare l’idea che questa mutazione fosse del tutto spontanea fu il fatto che si manifestò in un ceppo di animali chiuso e composto da pochi soggetti senza la possibilità di immissione di materiale genetico dall’esterno.

Dai primi anni novanta ad oggi questa colorazione si è molto diffusa: tanto che è possibile trovarla anche nelle Chabo, nelle Cocincine nane, nelle Moroseta e in molte altre razze.

Cocincina nana sparviero cioccolato (Foto e soggetto di Alessandro Barale)

Il tipico colore cioccolato di tonalità calda è sempre più frequente sui polli e, come anzidetto, è dovuto ad un gene recessivo e legato al sesso, denominato Choc che, diluendo la pigmentazione dell’eumelanina, crea questa colorazione denominata hobbisticamente anche “Bronzo”.

Il gene Choc non ha molta influenza né sull’oro né tanto meno sulla sua controparte ovvero l’argento ed infatti entrambi non subiscono alcuna variazione alla presenza di questo gene.

Araucane tedesche selvatico oro cioccolato e selvatico oro (Foto e soggetti di Michele Rocco)

Ebbene, come già ampiamente specificato, trattandosi di un gene legato al sesso, che, quindi, si trova nel cromosoma sessuale Z, si manifesta e trasmette nella prole in maniera ben precisa.

In particolare, i maschi, avendo 2 cromosomi sessuali Z (ZZ), hanno bisogno del gene in doppia dose e, quindi, in omozigosi (Choc/Choc), finché le eumelanine (pigmento nero) vengano diluite e compaia il ricercato color cioccolato.

Di contro, le femmine, presentando un solo cromosoma sessuale Z (Zw), anche ereditando una sola copia del gene, manifestano la diluizione cioccolato in quanto sul cromosoma w non vi è la possibilità di avere la variante allelica Choc né tanto meno quella Choc+, ovvero la controparte nera del cioccolato.

In questo caso si parla di emizigosi (Choc/-).

Dettaglio Araucane tedesche selvatico oro cioccolato (choc/-) e selvatico oro (Choc+/-). (Foto e soggetti di Michele Rocco)

Alla luce di quanto detto sopra possiamo arrivare alla conclusione che i maschi possono essere cioccolato (Choc/Choc) o neri portatori di cioccolato in quanto in eterozigosi (Choc+/Choc) l’effetto del gene non viene esplicato ma ciò non toglie che possa essere trasmesso alla prole.

Diverso è per le femmine che possono essere cioccolato (Choc/-) o non esserlo (Choc+/-) ma non possono essere portatrici di cioccolato senza manifestarlo.

Proprio per le motivazioni sopraelencate la trasmissione alla prole di questo gene varia molto sulla base del genitore che ne è in possesso:

Tabella accoppiamenti choc

Ai fini della nostra analisi, è bene specificare, inoltre, che il gene Choc non si limita a diluire il pigmento nero delle piume ma influenza anche la colorazione di altre parti del corpo come il rachide, che tende al bruno/rossiccio, e la colorazione di tarsi e becchi di colore nero o ardisia, verso un marroncino più o meno sostenuto.

Mentre, i pulcini in questa colorazione risultano essere di un colore uniformemente marrone.

Pulcino di Cocincina sparviero cioccolato (Foto e soggetto di Simona Martinengo)

Venendo alla comparazione con altre colorazioni, come già specificato nell’articolo da me precedentemente scritto sul Dun (I^D) (link dun https://confraternitagallus.com/2022/12/06/il-gene-dun-id/), queste due colorazioni vengono spesso confuse tra loro pur essendo molto differenti e scaturendo dalla presenza di due diversi geni.

Di contro, caratteristica sicuramente comune ad entrambi i geni Dun e Choc è che risultano essere molto sensibili all’esposizione prolungata e diretta dei raggi solari che tendono a ossidare e schiarire le piume, rendendole di un bruno molto più chiaro.

Anche in questo caso però si tratta di una condizione temporanea in quanto alla successiva muta le nuove piume ritorneranno della giusta colorazione.

Ancora, con riguardo alla sovrapposizione di altri geni diluitori, quali appunto il Blu ed il Dun, non può non dirsi che da tale mescolanza con il Choc si possano ottenere altre colorazioni come:

Il Beige = Choc +Dun (I^D/i+);

Il Malva = Choc + Blu (Bl/bl+).

A tal riguardo, infine, preme sottolineare come il livello di diffusione sempre maggiore della colorazione cioccolato ha condotto questa diluizione ad essere usata su in ogni tipo di disegno dal semplice sparviero al più complesso orlato passando anche da colorazioni più tradizionali come il selvatico creando numerose varianti cromatiche parecchio interessanti.

Di Giovanni Mugavero

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