Ordine: Galliformes
Famiglia: Phasianidae
Genere: Lophura
Specie: Nycthemera
Il fagiano argentato è ampiamente diffuso in quasi tutto il Sud-est asiatico ad eccezione delle isole Filippine, della Malesia e dell’Indonesia: il suo areale abitativo comprende la Cina sud-orientale, il Laos, la Thailandia, la Cambogia, il Vietnam e l’attuale Myanmar.
Si parla di questo galliforme già in antiche raffigurazioni dell’età Ming (1600 circa), ma compare anche in raffigurazioni artistiche delle epoche precedenti. Era usato come raffigurazione nei distintivi degli ufficiali imperiali (solitamente il quinto rango) e dato che ogni ufficiale doveva commissionare il proprio distintivo si ebbe una grande varietà nei disegni.
In Cinese è chiamato Baixian che significa letteralmente “uccello bianco calmo e grazioso”.

(Metropolitan Museum of Art – New York)
CARATTERISTICHE E DIMORFISMO SESSUALE
È molto diffuso tra gli allevatori amatoriali grazie alla sua rusticità e adattabilità all’allevamento di campagna: malgrado esistano 15 sottospecie in Natura gli animali che si trovano negli attuali allevamenti e privati, esse sono frutto di ibridazioni passate tra le varie sottospecie ed è quindi molto difficile, se non quasi impossibile, reperire animali di sottospecie pura.
Oltre alla rusticità, di questi animali è nota anche la mole: si tratta di una delle specie di fagiani più grandi con un peso medio che può raggiungere i 2 kg nel maschio e 1,5 kg nelle femmine.
Maschio
Presenta un lungo ciuffo bluastro-nero posizionato sulla sommità del capo e direzionato all’indietro; il becco di color corno risalta sulla faccia grazie a delle caruncole rosso vivo che circondano gli occhi e danno un aspetto regale all’animale. La parte ventrale e la gola sono della stessa colorazione del ciuffo che crea un contrasto perfetto con la parte dorsale e le ali che risultano essere bianche variegate di nero. La coda è portata generalmente ad arco e può raggiungere la lunghezza di 80 cm nei maschi più anziani. I tarsi sono di un rosso pompeiano e risaltano l’armonia dell’animale dando slancio.
Femmina
Sicuramente meno appariscente del maschio, presenta anch’essa un piccolo ciuffo sulla sommità del capo rivolto all’indietro. Le caruncole sono meno visibili del maschio e talvolta di colore più spento. Il colore basilare del piumaggio è un marrone cioccolato ma presenta una pepatura argentata visibile al sottocoda. La coda che può raggiungere i 50 cm nelle femmine più anziane è portata generalmente dritta e non arcuata come nel maschio. I tarsi come nel maschio sono rosso pompeiano.

HABITAT E COMPORTAMENTO NATURALE
In Natura è spesso distribuito in piccoli stormi formati generalmente da un maschio e alcune femmine con la prole, è solito frequentare le foreste, soprattutto quelle montane e pedemontane con vegetazione sempreverde, ma non è difficile però incontrarlo anche in praterie montane e brughiere. La specie è diurna e preferisce spostarsi a terra volando solo in caso di “emergenza” da parte di predatori o pericoli.
In forma selvatica la sua dietra è molto varia e comprende semi, frutti e invertebrati a seconda della stagione (di norma quella riproduttiva).
Le quindici sottospecie presenti in Natura sono:
• Fagiano Argentato di Bolovaen – L. N. Engelbacbi
• Fagiano Argentato di Lewis – L. N. Lewisi
• Fagiano Argentato dell’Annam – L. N. Annamensis
• Fagiano Argentato di Bel – L. N. Beli
• Fagiano Argentato di Berlioz – L. N. Berliiozi
• Fagiano Argentato delle miniere di rubini – L. N. Rufipes
• Fagiano Argentato di Rippon – L. N. Ripponi
• Fagiano Argentato di Jones – L. N. Jonesi
• Fagiano Argentato occidentale – L. N. Occidentalis
• Fagiano Argentato del Lao – L. N. Beaulieui
• Fagiano Argentato del Fokien – L. N. Fokiensis
• Fagiano Argentato dell’Hainan – L. N. Whiteheadi
• Fagiano Argentato dello Szechwan – L. N. Omeiensis
Non si trovano molte informazioni sulla conservazione di queste sottospecie allo stato naturale ma è noto che esse compiono ibridazioni tra loro. Non è difficile trovare in Natura degli ibridi dati anche da due specie differenti: spesso tra Fagiano Argentato e Fagiano di Kalij ottenendo così di norma soggetti sterili.

RIPRODUZIONE
Il periodo di corteggiamento da parte del maschio inizia da Gennaio e finisce con l’arrivo di Maggio, mentre la deposizione da parte delle femmine si ha da Febbraio a Maggio: durante la stagione riproduttiva il maschio si esibisce con parate e rituali inseguendo la femmina e assumendo una posizione impettita, aprendo le ali e facendole tremare.
Il nido solitamente è creato grazie a un avvallamento nel terreno, una sorta di “buca” dove la femmina si mimetizza con tutto ciò che la circonda, di modo da non essere vista. Essa depone dalle 6 alle 9 uova, ma è frequente che in cattività ci siano covate più numerose che superano la decina di uova deposte. La cova naturale in cattività è abbastanza rara ma non impossibile: è bene, quando essa si presenta, lasciate che faccia il suo corso, dato che si potrebbero avere soddisfazioni inaspettate!
Per la nidificazione in cattività si possono fornire delle adeguate “scatole-nido” anche se la fagiana difficilmente le userà come luogo di deposizione preferendo luoghi coperti e riparati della voliera dove può nascondersi.
In presenza di maschi troppo focosi o insistenti è consigliabile separare i partners onde evitare che la fagiana possa subire danni da stress o di tipo fisico (non è rara la morte) e la rottura delle uova stesse da parte degli animali irrequieti.
ALIMENTAZIONE
Il fagiano argentato ha una dieta principalmente granivora costituita in Natura da semi di piante selvatiche (principalmente graminacee) ma non disdegna se ne ha l’occasione di cibarsi di piccoli invertebrati (anellidi, coleotteri, ecc…) o di frutta e/o foglie di piante appetibili.
In cattività la migliore strategia è quella di fornire un mangime studiato appositamente per la selvaggina con integrazioni alimentari di frutta e verdura (due o tre volte alla settimana) e di cibi proteici come uovo sodo bollito e tritato o tarme della farina.
Parlando di alimentazione non si può non far presente che sarebbe opportuno gestire e razionare la somministrazione del cibo, così da evitare l’eccessivo ingrassamento e appesantimento dei soggetti soprattutto nel periodo riproduttivo, in quanto, questo potrebbe provocare diverse problematiche all’animale stesso.
CENNI DI ALLEVAMENTO IN CATTIVITA’
• Indole:
Questa specie è nei testi la più consigliata ai neofiti e a chi si vuole approcciare per la prima volta al mondo dei fagiani da voliera, visto che sono animali estremamente intelligenti, riconoscono il proprio padrone ed è possibile instaurare un rapporto di fiducia come con alcune razze di polli (es. Moroseta, Cocincina nana, ecc…) specialmente con la femmina che può arrivare a cibarsi dalle mani dell’allevatore.
La loro indole di fiducia nei confronti dell’allevatore può avere un risvolto critico nella stagione riproduttiva in cui il maschio potrebbe finire per attaccare chi all’interno del territorio scambiandolo per un rivale.
• Gestione della nidiata:
Durante la riproduzione i piccoli nati da cova naturale sono già vispi e in grado di correre dopo mezza giornata dalla schiusa, in diversi testi, siti di allevatori e forum si consiglia di nutrire la nidiata per i primi giorni esclusivamente con insetti (tarme della farina o camole bollite), passando gradualmente al mangime per pulcini classico, con integrazioni saltuarie dei suddetti.
I fagianotti, se allevati da una gallina possono assumerne il comportamento diventando mansueti come la madre “adottiva”.
• Spazio di allevamento:
Nonostante si tratti di una specie molto adattabile che non richiede eccessivi spazi, è comunque opportuno collocare una coppia o un piccolo gruppo in una voliera con una metratura di 15 – 20 mq e un’altezza di almeno 2 metri; sta però all’allevatore guidato dal buon senso dare uno spazio adeguato a questi magnifici esemplari, valorizzandone l’esistenza, il movimento ed il volo.
Redatto e curato da Nicolò Polo Fattoria “Il Nido”
Fonti:
– https://www.gbp.bio/lophura-nycthemera
– https://ebird.org/species/silphe
– http://www.peafowlpheasantforum.com/
– Fagiani, pernici e altri galliformi da caccia e da voliera (A. Ghigi).
– I FAGIANI Allevamento Alimentazione Malattie (A. Sabbadini).
– L’allevamento amatoriale dei fagiani esotici (G. Palagini).

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