I MATERIALI PER IL RICOVERO NOTTURNO

Allevare avicoli significa in molti casi avere nella propria aia di casa o vicino al proprio orto un recinto con alcune galline ovaiole, così da poter portare in tavola uova a chilometro zero. In alcuni casi questi pollai si popolano anche di polli da macellare una volta che le dimensioni raggiunte dagli animali garantiscono una buona resa. Altre volte invece si sceglie di allevare pollame perché siamo particolarmente legati ad una razza e ci piace selezionarla per migliorarla e preservarla. In tutti questi casi il mantenimento e la cura di questi avicoli ha come prerequisito di base quello che gli animali stiano bene e vivano in salute. Perché questo possa accadere il focus deve essere rivolto verso una corretta e bilanciata alimentazione, una misurata ed attenta prevenzione delle malattie ed un sicuro ed asciutto ricovero notturno: riguardo quest’ultimo tema in questo articolo ci soffermeremo sui diversi materiali che generalmente sono impiegati per la costruzione delle strutture utilizzate per accogliere i polli durante le ore notturne, descrivendone i pregi ed i difetti di ognuna e partendo dal presupposto che nessuno di esse è la soluzione perfetta, ma sicuramente tra esse vi è una che è la migliore per ogni contesto.

Ogni allevatore ha il proprio materiale favorito per affezione personale, per disponibilità o per capacità nel lavorarlo: c’è chi preferisce infatti costruire con le proprie mani il ricovero notturno, mentre altri preferiscono acquistarli usufruendo delle competenze di aziende affermate nel settore e fare affidamento sul loro “know-how” nel settore. Tra i materiali sicuramente più utilizzati ci sono il legno, il metallo, la plastica e la muratura. Analizziamone adesso uno alla volta, soffermandoci sugli aspetti che maggiormente interessano l’allevatore: coibentazione, facilità nella pulizia, difficoltà annidamento parassiti, durabilità e costo.

LEGNO

Il legno è sicuramente il materiale più impiegato per i ricoveri notturni. Questo ampio utilizzo è dato dal fatto che in molti casi gli allevatori scelgono di costruirsi in autonomia l’intera strutturae grazie al fatto che il legno è facilmente adattabile e con una sega, un avvitatore ed una manciata di viti l’impresa è tutt’altro che impossibile. Molto spesso infatti l’allevatore ha l’esigenza di costruire una “casetta” per le sue galline che abbia determinate caratteristiche personalizzate per il suo pollaio ed in questo il “fai da te” rappresenta una carta vincente.

Modello di ricovero notturno in legno con lato frontale personalizzato per un’ottima ventilazione
(foto tratta da “Poultry houses, coops and equipment” – 1906)

Ciò non significa però che non si trovino ricoveri in legno sul mercato: oggi più che mai online e nelle agrarie esistono in commercio strutture di ogni tipo, dotate anche di un discreto design, così da diventare anche fonte di arredo per il proprio giardino.

Il legno tra i materiali descritti è certamente tra i più economici e garantisce naturalmente un buon livello di coibentazione sia dal caldo che dal freddo, in proporzione ovviamente allo spessore delle tavole o del perlinato utilizzato. Allo stesso tempo però la porosità delle assi di legno o le scanalature per assemblarle insieme sono un sicuro e certo ricovero per i parassiti dei nostri avicoli, in particolar modo quelli che nella notte escono per poi rientrare quando il ricovero è spopolato. Da questo punto di vista la cura del ricovero stesso e la prevenzione dal proliferare di questi insetti ed acari è fortemente raccomandato ed oggi in commercio si trovano moltissimi prodotti adatti a questo uso, ma ad ogni modo il legno da questo punto di vista è il peggior materiale tra quelli trattati in questo articolo.

Per quanto concerne la durabilità questo materiale è fortemente soggetto alle intemperie: sbalzi climatici, umidità, pioggia e sole indeboliscono la struttura legnosa del ricovero. E’ quindi consigliato il trattamento con prodotti che ne migliorino l’impermeabilità, l’uso di un tetto munito di carta catramata e rinforzi per le gambe, così che queste non poggino direttamente sul terreno.

Dal punto di vista della pulizia il legno, in quanto poroso, non è facilissimo da mantenere, soprattutto quando si devono rimuovere le incrostazioni delle feci: è quindi suggeribile spesso usare un fondo in truciolo da sostituire periodicamente. In alcuni casi il basso costo della struttura non sollecita l’allevatore ad effettuare un ulteriore trattamento o una pulizia supplementare, ma potrebbe risultare più vantaggioso da un punto di vista economico e di tempo, costruirne o comprarne uno nuovo da zero (spesso questo avviene per piccoli ricoveri o nel mondo della colombofilia per i nidi).

Tante tipologie di pollai in legno prefabbricati e personalizzabili sono disponibili sul mercato,
spesso dotati di ricovero e piccolo pascolo interno.
Si noti come all’interno di un giardino cittadino diventino anche un elemento di arredo
(foto di Amanda Deni)

METALLO

Se il legno è il miglior materiale per costruirsi da soli il ricovero, il metallo si trova certamente al secondo posto, anche se in questo caso gli strumenti per lavorarlo ed i materiali non sono di così facile utilizzo e reperibilità. Acciaio, ferro zincato ed alluminio sono certamente tra i metalli più impiegati, ognuno con caratteristiche diverse (ossidazione, pesantezza, durezza, costo…). Ogni agraria ha esposte varie tipologie di ricoveri in metallo che più si adattano a contesti amatoriali ed ultimamente si trovano anche ricoveri in metallo per uso professionale, capaci di proteggere un numero di polli oltre il centinaio. La differenza più importante tra legno e metallo è la coibentazione: questo materiale ha la caratteristica di surriscaldarsi rapidamente e raffreddarsi altrettanto velocemente, senza riuscire a proteggere l’interno da sbalzi termici. A tutti gli effetti c’è il rischio che il ricovero in estate diventi un forno ed in inverno un frigorifero. E’ quindi necessario integrare ad ogni pollaio in metallo una coibentazione, che nella maggior parte dei casi tende a far lievitare (raddoppiare o triplicare) il costo del ricovero stesso.

Due esempi di pollaio in metallo non coibentato:
a sinistra serie di box in serie ed a destra box mobile sollevato da terra
(foto di Michele Bizz)

Trattandosi di un materiali “liscio” difficilmente garantisce ai parassiti la possibilità di annidarsi ed essendo spesso costituito da componenti ad incastro può essere smontato per una facile pulizia, anche quando si ha come obiettivo quello di rimuovere le feci dei polli. Ovviamente la durabilità, pur essendo discreta, non è illimitata: con il tempo i metalli si ossidano (alcuni più di altri) e soprattutto a contatto con l’acido delle feci spesso perdono le pellicole protettive (zincatura o verniciatura), avviando così il lento processo di deperimento.

Ricovero interamente in metallo munito di coibentazione.
Questa soluzione permette di poter proteggere gli avicoli da alte e basse temperature (foto e progetto di Paolo Cortopassi)
Alcuni dettagli del ricovero in metallo coibentato: fondo auto-pulente, nidi, capacità di smontaggio…(Foto e progetto di Paolo Cortopassi)

PLASTICA

Negli ultimi anni anche il mercato ha fatto passi da gigante nell’offrire agli allevatori la possibilità di usufruire di ricoveri in pvc, vetroresina o plastica in generale. In questo caso l’opportunità di realizzarsi da soli la struttura è ridotta quasi a zero, dato che sono necessari pannelli termoformati ed accessori ottenuti da stampaggio plastico. Sicuramente per l’alta tecnologia che risiede dietro questi prodotti, non possiamo considerarli tra i più economici e, come il metallo, devono essere ben realizzati in fase di progettazione. Infatti anche la plastica non ha capacità di coibentazione e spesso insieme ad essa alcuni modelli specifici associano al pvc anche materiali isolanti per combattere alte e basse temperature.

Dal punto di vista della pulizia sicuramente il migliore in assoluto tra i materiali considerati: essendo molte volte il ricovero in plastica assemblato ad incastro, questo può essere facilmente smontato e pulito per mezzo di un getto d’acqua o di un’idropulitrice. Il risultato finale è estremamente soddisfacente ed anche per debellare i parassiti la tecnica è la stessa con esito altrettanto positivo.

I ricoveri in plastica coibentata si adattano a contesti cittadini
e capaci di rispondere perfettamente ad alte e basse temperature
((foto di Sander Bauwens)
Dettaglio interno del pollaio in plastica precedentemente mostrato:
a sinistra il nido di deposizione arricchito di paglia ed a destra il fondo autopulente
(foto di Michael Alessi)

Molto spesso si parla di “plastic-free”: è importante però ricordare che la plastica è una risorsa e quando questa è ben utilizzata e di buon qualità permette di salvaguardare l’ambiente anziché danneggiarlo; poter costruire un pollaio in plastica, così che possa durare 10-20-30 anni, sicuramente danneggia Madre Natura molto meno di quanto si pensi. Materiali plastici di buon livello hanno ottime qualità nel contrastare la cristallizzazione della propria struttura in seguito all’esposizione ai raggi UV: pessimi materiali nel breve tempo si scoloriscono, diventano rigidi perdendo di elasticità e si spaccano al minimo urto, andando in frantumi e contaminando l’ambiente, oltre a diventare inutilizzabili.

Il mercato offre tipologie di strutture in plastica riciclata,
soluzione ottimale per cui è attento all’ambiente
(foto di Sander Bauwens)
Tipologie di materiali coibentanti:
sopra pannello sandwich di polistirolo tra 2 strati di vetroresina bianca
e sotto styrofoam azzurro tra una lamina sottile in alluminio e l’altra di legno compensato.

Ultimamente l’HPL si sta diffondendo sul mercato come materiale molto simile al pvc, le cui caratteristiche ricordano la plastica con qualche punto a favore della facilità di montaggio, visto che si tratta in molti casi di pannelli ad incastro, pulizia senza eccessive problematiche e solidità della struttura.

Si deve porre molta attenzione alla giusta progettazione o alla presenza di prese d’aria per il ricambio, date le caratteristiche negative del materiale stesso che tende a creare condensa all’ interno del ricovero: la sua bassa capacità di creare un taglio termico, creando un “effetto serra” nel periodo estivo, non aiuta il pollame che spesso è disturbato proprio da questa situazione “climatica” interna al ricovero; d’inverno la condizione caldo-umida è attenuata, ma sicuramente non garantisce ad animali esposti agli agenti climatici della stagione fredda di trovare nel ricovero un luogo dove asciugarsi e recuperare le energie.

Ricovero in HPL: si nota come i vari pannelli siano assemblati ad incastro
e risultino quindi facili da smontare e pulire
(foto di Giulio Cini)

MURATURA

A differenza degli altri materiali la realizzazione di una struttura in muratura definisce un ricovero che una volta posizionato con le proprie fondamenta a terra, non può essere più rimosso. Oltre quindi a richiedere in fase di pianificazione un attento studio su quale debba essere l’esatta collocazione, deve rispettare sempre le leggi vigenti. Si consiglia quindi sempre di rivolgersi al proprio comune nel caso in cui si scelga di adottare questo tipo di percorso nella realizzazione di un ricovero per le nostre galline.

La muratura è scontato che rappresenti tra i materiali presi in considerazione il più costoso, dato che mattoni, cemento armato e tegole sono sicuramente elementi strutturalmente più consistenti e dal maggior valore. Anche in questo caso vale il detto “maggiore spesa, maggiore resa”: a fronte di un costo più importante si ha la possibilità di disporre di un ricovero la cui durata sarà molto vicina all’infinito o comunque si aggirerà sull’ordine delle decine di anni a fronte di minime manutenzioni periodiche. Inoltre anche il mantenimento è limitato al minimo indispensabile: dal punto di vista della pulizia se si scegliesse di utilizzare un fondo liscio, questo per mezzo di una idropulitrice avrà sempre la capacità di tornare ogni volta come nuovo. La prevenzione dai parassiti è ottimale, se in fase di realizzazione si è attenti a non lasciare pori o fori in giro per il ricovero. Infine la coibentazione è tra le migliori in assoluto in quanto la muratura garantisce un importante isolamento termico, qualunque sia la situazione climatica esterna.

Ricovero in muratura con dettaglio interno
(foto di Michele Bizz)

L’idea di progettare e costruirsi in autonomia il ricovero notturno è sicuramente un’ottima soluzione, tenendo comunque sempre presente quali siano gli aspetti positivi di ogni materiale, ma soprattutto quali siano quelli negativi ed in funzione di questi adottare degli ottimi sistemi di prevenzione.

Se consideriamo poi i pollai n commercio, nulla vieta a noi allevatori di apportare su di esso delle modifiche, così che ci si possa avvicinare più possibile alla situazione ottimale.

Uno degli aspetti che ci piacerà approfondire con un nuovo articolo, sarà proprio su come debba essere fatto un ricovero notturno a livello strutturale, oltre che materiale, per garantire massimo confort per i nostri polli: l’areazione dell’ambiente per esempio è un concetto che in questo articolo abbiamo solo accennato, ma di cruciale importanza per il benessere dei nostri animali.

Guido Monciatti

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