Il 15 Gennaio era una domenica e per l’occasione mi sono alzato molto prima del solito: erano le 05:00 e mentre sorseggiavo il solito tè che ogni mattina mi dà il buongiorno, fuori dalla finestra il sole definiva il perimetro delle colline senesi all’orizzonte. Poco alla volta mi sono reso conto che quella giornata avrebbe sancito per me un nuovo inizio: per la prima volta avrei assistito ad una mostra di colombi fuori dalla mia regione.
Breve premessa: la mia passione è cresciuta giorno dopo giorno durante il lockdown 2020 e fino ad oggi sono riuscito a visitare, per vari motivi, solo la mostra della Associazione Colombofila Toscana il 20 novembre 2022 ad Empoli. Quello fu il primo contatto diretto con i colombi ornamentali ed ancora oggi la ricordo come “la prima volta”. Quella di domenica 15 sarebbe stata l’occasione per conoscere realtà più lontane di quelle familiari conosciute lo scorso autunno quindi.
Ampiamente documentato sulle mostre nazionali degli ultimi anni, viaggiavo in direzione Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC), sede della 2° mostra Intersociale ed Interclub organizzata da Assirelli Davide e Conficoni Davide (membri del direttivo FIAC – Federazione Italiana Allevatori Colombi), ed ero consapevole che quanto visto in dépliant, online o sui social non sarebbe stato nulla in confronto a poter ammirare tanti animali di razze diverse, colori variegati e forme differenti dal vivo.
La prima tappa era fissata a Dicomano, dove avrei incontrato il mio compagno di viaggio per la parte restante del percorso: Marco Claudenti, esperto allevatore di colombi ornamentali, più volte campione con i suoi colombi in Italia ed all’estero, forte promotore nel nostro Paese del colombo Fiorentino e presidente dell’Associazione Colombofila Toscana.
Saliti su un’unica automobile ci aspettava il tratto Appenninico Tosco-Emiliano e poi saremmo arrivati finalmente a destinazione. Una strada impervia tra i monti, in un mix di tornanti e paesini mi ha permesso di conoscere la figura di Marco oltre quello che mi ero potuto immaginare chattando con lui qualche volta su whatsapp: una persona aperta, sincera, disponibile e gentile; ad ogni mia domanda mi ha offerto una valanga di informazioni, pillole di conoscenza e parte della sua esperienza come se ci conoscessimo da una vita ed io ne facevo grande tesoro vista la mia situazione di neofita in questo mondo.
Un viaggio, che da solo sarebbe stato noioso e lungo, in compagnia è sembrato un semplice spostamento: quando si parla di colombi, o di qualcosa che amiamo davvero, il tempo sembra quasi fermarsi…o forse siamo noi che vorremmo che si fermasse per sempre in quell’attimo!
Quando ormai i monti erano quasi alle nostre spalle ed il ruggito scalatore della macchina è stato solo un ricordo, siamo arrivati a destinazione: la location, non facilissima da trovare per la posizione leggermente decentrata rispetto al centro del paese, ma alla fine alle ore 9.20 abbiamo parcheggiato, pronti a goderci la mostra.
L’esposizione era ancora più grande di quanto mi sarei aspettato: suddivisa in due ambienti separati, aveva come grandi protagonisti di questo evento alcuni club italiani di razze per un totale di 951 colombi esposti (per una capienza massima esaurita):

– Texan Club Italia (335 colombi) – pres. Assirelli Davide
– Club del Romagnolo e Piacentino (160 colombi) – pres. Tarantola Carlo
– Union King Club e Modena Tedesco (126 colombi) – pres. Ronconi Michele
– Modena Club Italy (60 colombi) – pres. Goletto Mauro
– Club Italiano del Romano (20 colombi) – pres. Tona Luciano







Oltre ai colombi legati a questi club vi erano circa 250 colombi di altre razze: Sottobanca, Bergamasco, Viaggiatore Italiano da esposizione, Viaggiatore Tedesco da esposizione, Lince di Polonia, Carnoso, Cauchois, Triganino Modenese, Cravattato Rondone, Cravattato Italiano, Damasceno, Show Racer, Indiano, Cappuccino Olandese, Cappuccino, Ricciuto, Ciuffolotto, Capitombolante Danese e Capitombolante Tedesco Pica.

Avere la possibilità di girare tra le gabbie insieme a Claudenti per me è stato un vero onore: un po’ come entrare al museo con la guida che ti spiega ciò che stai ammirando, con Marco, giudice FIAC di colombi gozzuti e colombi Italiani di taglia grande, è stata una continua lezione, in cui ho cercato di memorizzare il più possibile. I miei occhi si sono illuminati di fronte ad ogni animale, dato che, come ho scritto sopra, si rendeva in quell’istante tangibile un mondo che fino a quel momento era stato per lunghi tratti solo “digitale”. A fianco del mio compagno di viaggio il mio sguardo si muoveva su peculiarità e difetti dei vari colombi sempre con un occhio attento a quello che era il cartellino, documento di valutazione rilasciato dal giudice FIAC designato il giorno precedente in fase di valutazione.

con cartellino di giudizio
Proprietario: Conficoni Davide
Giudice: Bartoletti Filippo

con cartellino di giudizioProprietario: Frassineti Aldo
Giudice: Assirelli Davide
Il clima rigido-umido dell’Appennino che si respirava fuori era tutt’altro rispetto al piacevole ambiente che si viveva dentro: tanti appassionati che si muovevano nei corridoi, si confrontavano di fronte agli animali, scambiavano abbracci e strette di mano; anche perché le mostre alla fine sono una piacevole scusa per permettere ad allevatori che vivono lontani di incontrarsi e condividere ogni volta, come fosse la prima, l’hobby che amano.
A tal proposito ho avuto modo di intervistare il presidente FIAC, Assirelli Davide:
“Per me la mostra di oggi è la vera dimostrazione della forte volontà di un gruppo di persone molto motivate di voler perseguire la propria passione. Ho sentito commenti sul fatto che a fine ottobre era troppo presto (la 40° Esposizione Nazionale Campionati Italiani di Colombicoltura si è tenuta il 29/10/22, ndr.) e la seconda settimana di gennaio sarebbe stata troppo tardi per una mostra: allora mi chiedo quando sia il miglior momento?!?! Personalmente non credo che a fine ottobre sia troppo presto in quanto vi erano colombi molto in forma, come erano in forma in questo momento a gennaio.
Purtroppo l’aviaria è un problema molto grave per le associazioni hobbistiche come la nostra: quindi dobbiamo far fronte a questo aspetto con cui non è facile convivere ed anzi ci limita! Anche se credo personalmente il problema che dobbiamo temere maggiormente sia la voglia degli allevatori di partecipare e ieri sono stato felice nel vedere tanta passione in chi è venuto alla mostra; molte persone che avevano voglia di esporre, tante persone che avevano voglia di vedere i colombi, tante persone che avevano voglia di scambiare e cedere animali e questo è quello che mi è piaciuto di più!
In questo momento vorrei trasformare la FIAC, oltre che in un gruppo di persone che hanno la stessa passione, in un gruppo di AMICI: siamo una Federazione che non conta molti soci e quindi ciò è possibile; amici propensi all’allevamento del colombo che sappiano mettere da parte rancori e ruggini, visto che non è più il momento di queste cose! Adesso è il momento di coesione, di volontà di intenti ed unità di pensiero. E’ quello che abbiamo fatto col Texan Club Italia, allineandoci allo standard europeo in poco tempo: ciò è stato possibile perché avevamo tutti lo stesso intento, e la mostra di ieri ne è un’ulteriore concreta dimostrazione.”
Sono felice di poter testimoniare e confermare le parole del pres. Assirelli: la mostra è stata un ottimo momento per fare gruppo; era evidente lo spirito di condivisione tra gli allevatori: le risate, i sorrisi, le strette di mano (… ed anche qualche brindisi 😊) hanno sicuramente rafforzato il gruppo allevatori. Anche io stesso, estraneo a tutti, con in mano un panino alla mortadella e un bicchiere di vino offerti mi sono sentito parte dell’evento e non un semplice visitatore: pur non avendo ancora colombi di mia proprietà, ho percepito la sensazione di “VOGLIO ESSERE PARTE ANCHE IO DI TUTTO QUESTO!” perché mi piace lo spirito, oltre che la colombofilia.
Ovviamente la mostra è sempre occasione di confronto e di valutazione dei propri animali: gli allevatori portano i loro colombi per capire come stiano selezionando e migliorando la propria razza; questo porta logicamente ad una competizione: se questa “rivalità” la si percepisce positivamente il percorso di crescita è sicuramente dietro l’angolo.


Il momento di ripartire è sempre un dispiacere, perché si rimarrebbe volentieri ancora qualche minuto, ma la strada da fare era tanta: avrei voluto portare a casa qualche colombo, ma non avendo ancora uno spazio idoneo dove mettere gli animali, ho desistito. Ci saranno ancora occasioni quando il momento sarà propizio.
Le mostre stimolano la voglia, la curiosità, l’inventiva dei tanti allevatori: questo è quello che ho percepito durante il mio viaggio di ritorno, non tanto per il tratto condiviso con Marco, quanto quello in solitaria fino a Siena; raccogliendo le idee ho elaborato quale fosse l’effettivo aspetto di certi animali che credevo fossero in un certo modo ed invece si sono dimostrati in tutt’altro. Per esempio il Cravattato Rondone me lo immaginavo più piccolo ed il Viaggiatore Tedesco da Esposizione non pensavo fosse così elegante con le sue linee rotonde, il Capitombolante Tedesco Pica ed il Cappuccino sono stati una vera sorpresa, ma anche animali che avevo visto ad Empoli alcuni mesi fa, come i Texani, i Modena (Inglesi e Tedeschi) ed i Triganini hanno permesso un ampliamento dei miei orizzonti conoscitivi



Colombo razza CAPPUCCINOcol. Arlecchino, femmina, classe A (96)Proprietario: Dragoni Salvatore




Ovviamente la mente è andata anche verso le cose che dal mio punto di vista potevano esaltare ancora di più gli animali esposti e l’evento nel suo complesso: l’ambiente ed il contesto dell’esposizione non credo abbiano valorizzato i colombi , in particolare le luci e gli spazi. Una migliore illuminazione avrebbe garantito un’ottima valorizzazione delle colorazioni di alcuni piumaggi e corridoi più larghi la possibilità di ammirare animali da maggiore distanza per un’idea più generale e senza che percepissero l’osservatore come un pericolo, muovendosi, girandosi o agitandosi. E’ comunque importante sottolineare che in momenti come questi dove sia l’aviaria che il costo dell’affitto dei locali sono l’ago della bilancia tra poter fare e non fare certe mostre, la priorità rimane organizzare la mostra, dare spazio ai colombi e soddisfare gli allevatori. E’ necessario sapersi accontentare ed i più esperti rispetto a me questa voglia l’hanno colta, indipendentemente da dove sia avvenuta la mostra stessa. Poi come ha detto il presidente Assirelli: se c’è la volontà di esporre da parte degli allevatori ed i colombi sono belli ed in salute abbiamo tutti gli ingredienti fondamentali per divertirci, il resto senza dubbio arriverà!
Guido Monciatti


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