Colombo Fiorentino

PREFAZIONE: da quando ho iniziato a coltivare interesse per i colombi ornamentali la mia attenzione si è rivolta principalmente verso le razze italiane. Incentivato da un forte spirito patriottico ed essendo io nato a Siena, sono andato alla ricerca di quegli animali che affondassero le loro radici in Toscana: sebbene sia il colombo Lucchese che il colombo Grosso Livornese facciano ormai parte della Storia passata in quanto entrambe le razze sono oggi estinte, sono riuscito a trovare quello che cercavo nel Colombo Fiorentino, oggetto di questo articolo.

Il Colombo Fiorentino, sebbene il suo nome possa trarre in inganno, ha origini tutt’altro che toscana: alcune fonti dichiarano che nasca nel nord-Italia, nella provincia di Bergamo, altre nella Stiria, una regione nel sud dell’Austria (tanto da assumere anche il nome di “Colombo di Stiria”); solo successivamente, intorno al ‘700, arriva a Firenze dove viene allevato e selezionato per la sua bellezza e soprattutto per la produzione di carne, attraverso l’incrocio con colombi viaggiatori provenienti da Polonia e Regno Unito. Sebbene oggi sia selezionato principalmente a scopo ornamentale ed espositivo proprio per le sue linee e le sue colorazioni, in passato è stato selezionato per le sue dimensioni generose, fortemente apprezzate sulle tavole toscane.

Oggi vanta numerosi estimatori tra gli allevatori esteri, in particolar modo in Austria, Germania e Stati Uniti, rimanendo comunque a livello generale una razza rara. Nel nostro Paese le colombaie che ospitano questo colombo sono poche, correndo così il rischio negli anni passati di perdere un importante patrimonio genetico.

Ultimamente alcuni allevatori insieme alla FIAC e l’Associazione Colombofila Toscana si stanno muovendo per distribuire esemplari di Fiorentino e reintegrare da Club stranieri, disponibili e collaborativi, nuovi soggetti e diverse linee di sangue : nel 2022 la Federazione Italiana ha recuperato da esperti allevatori tedeschi di razza Fiorentino diversi soggetti, distribuiti successivamente nel nostro Paese tra 3 allevatori Toscani, 1 Romagnolo ed 1 Marchigiano per incentivare l’allevamento e la biodiversità.

Il colombo Firentino è riconosciuto ufficialmente dall’Entente Européenne d’aviculture et cuniculture (EE), l’organizzazione europea di allevatori di pollame, piccioni, conigli, cavie e uccelli da gabbia ed ha un proprio standard descritto sul sito della FIAC [Federazione Italiana Allevatori Colombi], del quale trovate il link nella bibliografia. Il Fiorentino era già presente nel 1977 con 8 soggetti di colore nero e rosso alla Prima Esposizione Nazionale e i Primi Campionati Italiani.

Immagine di riferimento recuperata dallo standard FIAC del colombo Fiorentino

A livello di classificazione rientra tra i colombi GALLINA, per la sua forma elegante che ricorda appunto quella di un pollo: in questi colombi è particolarmente evidente la lunghezza delle zampe che sorreggono l’intero animale, mantenendolo lontano da terra ed enfatizzando la rotondità del petto compatto.

In fase di selezione l’allevatore del Fiorentino dovrà porre importante attenzione alle proporzioni: collo-corpo-zampe devono essere sempre in un rapporto di 1:1:1 da un punto di vista di altezza; inoltre le zampe dovranno partire dal centro del corpo ed il petto massiccio non deve portare il colombo a sbilanciarsi in avanti, così da mantenere una posizione del collo eretta con un dorso perfettamente orizzontale. Le spalle larghe e la coda portata leggermente alta sono due ulteriori caratteristiche che enfatizzano la somiglianza tra Fiorentino e gallina.

Questo colombo ha molte caratteristiche (e per questo facilmente confondibile da un occhio inesperto) con altre due razze di colombi: il Modena Tedesco e lo Strasser. Rispetto al primo, il Fiorentino ha un volume nettamente maggiore (750 grammi rispetto a 350 del Modena T.) pur avendo in comune la silouette e le proporzioni tra le parti del corpo; mentre rispetto al secondo è la postura dell’animale stesso che fa la differenza, dato che il Fiorentino è un colombo gallina dalla struttura compatta ed alta, mentre lo Strasser è un colombo di forma con portamento allungato ed inclinato.

Confronto tra Modena Tedesco (Mauro Bettini), Fiorentino (Marco Claudenti) e Strasser (Tiziano Varale Cerreia) [Foto Comi R.]

La descrizione fisica appena conclusa del colombo Fiorentino è figlia di una continua evoluzione di questo volatile: negli anni l’aspetto questo colombo è cambiato drasticamente.

Intorno alla fine del XIX secolo l’obiettivo era quello di ricercare un colombo dalla testa grossa e massiccia, sorretta da un collo che avesse la forma ad “S”, quasi come dovesse ricordare un cigno più che una gallina.

Anche a livello di dettagli le dita dei tarsi si preferivano corte, mentre lo standard attuale suggerisce animali dotati di dita lunghe.

Questi sono alcuni degli aspetti che col tempo sono cambiati, ma è importante sottolineare anche come altri si siano mantenuti identici e siano stati selezionati fin dall’inizio: il petto è ancora oggi portato avanti con una buona massa, il dorso corto e la coda breve è portata chiusa. Anche le ali rivestono un ruolo importante oggi come “ieri”: larghe e corte con le punte che sormontano la coda.

Proprio per la sua posizione della coda rivolta verso l’alto, in passato questa tipologia di colombi (in alcuni casi anche i Triganini Modenesi avevano questa caratteristica) nel reggiano e nel modenese venivano chiamati “scavezzati”, ovvero muniti di una coda rivolta all’insù.

Colombo Fiorentino in una raffigurazione su “I colombi domestici e la colombicoltura” nel 1887

Il Fiorentino è un colombo che è stato selezionato per la produzione di carne e per questo la sua struttura pesante con ali corte non gli permette grandi voli, ma semplici spostamenti aerei all’interno della voliera.

Particolarmente fedele alla monogamia della coppia ed alla propria prole è un tipo di colombo con buona capacità produttiva (7-8 covate all’anno), dove i pulli raggiungono il mezzo chilo intorno al mese di vita. La fecondità riproduttiva si protrae fino a 6-7 anni di vita dell’esemplare.

Scorcio di una voliera popolata prevalentemente da colombi Fiorentini
[foto Claudenti]

All’interno della vita sociale nella voliera il Fiorentino risulta piuttosto indisciplinato: spesso alcuni soggetti sono particolarmente territoriali, tanto da difendere il proprio nido in modo talmente ostinato che alcune volte si dimenticano di covare le proprie uova per un tempo sufficiente ad indebolire l’embrione, fino in alcuni casi a lasciarlo morire. Così battaglieri ed agitati nel proteggere il proprio nido da altri colombi o dal colombicoltore, da correre il rischio che i loro movimenti frenetici e scoordinati di ali e zampe passano rompere le uova o farle cadere dal nido.

Tutto questo nei colombi Fiorentini succede spesso, ma non sempre: l’esperienza dell’allevatore lo aiuterà a conoscere i propri volatili e lasciare liberi nella voliera in compagnia degli altri piccioni le coppie più docili e chiudere in un parchetto delimitato da rete i colombi più asociali, così da mantenere serena la vita nella colombaia.

Altra particolarità caratteriale ed istintiva del colombo è il luogo di cova: non sempre il nido assegnato alla coppia dall’allevatore sarà quello preferito dalla coppia, che tenterà (anche dopo aver abitato il nido per un medio-lungo periodo) di annidarsi altrove, indipendentemente dal fatto che la nuova “casa” sia già occupata da altri colombi. La prima immediata soluzione è quella di riprendere la coppia e chiuderla nel loro nido originario, come in fase di annidamento, così da freddare questo temperamento “rivoluzionario”.

Colombo Fiorentino
maschio classe B (96 Campione Italiano) Proprietario: Claudenti Marco
Mostra: 35° Campionato Italiano di Colombicoltura FIAC, Reggio Emilia, 2015
[foto Claudenti]

A livello di colorazioni il colombo Fiorentino in Italia ed all’estero è allevato con la marcatura “gazzo”: in questo caso la testa, lo scudo alare e la coda (copritrici e cuneo) sono le uniche parti colorate, mentre le parti restanti del corpo sono bianche ovvero prive di pigmento. Le piume e penne devono quindi essere colorate a seconda di dove si trovino sul corpo dell’animale, così da definire nell’insieme un disegno generale elegante, preciso ed in standard.

Definiti i punti in cui sia distribuito il colore è importante specificare che i mantelli sono vari; in Italia sono allevati prevalentemente Fiorentini neri, ma lo standard ne riconosce molti altri (estratto dallo standard FIAC):

nero, rosso, giallo, blu con o senza verghe nere, blu chiaro con verghe bianche, blu argento con o senza verghe scure, bruno con verghe, rosso con verghe, giallo con verghe, blu martellato di nero, blu argento martellato di scuro, rosso martellato, giallo martellato, blu chiaro a squame rosa.

Indipendentemente dal colore in ogni contesto è sempre importante selezionare colombi con piumaggio dai toni puri ed intensi.

“Colombo Fiorentino” in varie colorazioni
dal libro “Illustriertes Prachtwerk aller Taubenrassen”
di Schachtzabel Emil ed immagine di Anton Schöner – 1906

PAROLA ALL’ESPERTO

Marco Claudenti, presidente dell’Associazione Colombofila Toscana, alleva colombi di razza Fiorentino, grazie alla quale è riuscito a conseguire importanti risultati a livello italiano ed europeo:

Nel 2010 sono andato a Norimberga ad una mostra insieme ad altri soci dell’Associazione Colombofila Toscana, perché volevamo riportare in Italia il Fiorentino. Lì abbiamo acquistato delle coppie nere e blu vergate: personalmente presi i colombi da un allevatore cecoslovacco e le portai nella mia colombaia dove le ho selezionate.

Tre anni dopo ho presentato i miei colombi Fiorentini al 37° Campionato Italiano di Colombicoltura FIAC a Reggio Emilia insieme agli altri amici dell’associazione: in quest’occasione ho vinto il campionato di razza.

Dall’ottimo risultato conseguito è iniziata la mia personale “ascesa” con questa razza, mentre gli altri allevatori con il tempo hanno mollato: in questi anni ho avuto circa 25 campionati italiani tra classe A, B e gruppi. Poi nel 2015 mi sono presentato in Francia alla mostra europea ed anche qui ho vinto con un bellissimo maschio. Inoltre sono riuscito ad ergermi sopra gli altri allevatori per il miglior gruppo (5 colombi): grandissima soddisfazione, dato che 1 soggetto bello in una colombaia può essere una casualità, ma un gruppo di più elementi significa che l’intera linea sia di ottimo livello.

Infine nel 2018, prima del COVID, abbiamo fatto la rassegna delle razze italiane al Campionato Europeo a Reggio Emilia ed ho vinto sia con un maschio facendo il Campione, ma anche con il miglior gruppo, questa volta di 10 elementi, per un appagamento massimo!

Oggi il mio obiettivo è di inserire nella mia colombaia anche altri colori: quest’anno ho preso una coppia formata da un giallo ed un rosso [gli stessi di cui si è parlato nella parte iniziale dell’articolo in riferimento all’incremento della biodiversità in Italia ad opera di FIAC, ndr], così da poter ottenere sia gialli che rossi, ma anche per accoppiarli con i miei neri per un cambio di linea di sangue.”

Fiorentino nero
maschio classe A (96) Proprietario: Claudenti Marco
Mostra: 38° Campionato Italiano di Colombicoltura FIAC, Reggio Emilia, 2018
Questi sono solo alcuni dei tanti trofei vinti da Marco Claudenti con i suoi colombi Fiorentini

BIBLIOGRAFIA

– “Illustrierte Prachtwerk aller Taubenrassen” di Schachtzabel Emil – 1906

SCHEDA_FIORENTINO.pdf (fi-ac.it)

NOT_OTTOBRE 2019 DEF.pdf (fi-ac.it)

Florentine Pigeon: Breed Guide – Pigeonpedia

– “I colombi domestici e la colombicoltura” di Paolo Bonizzi – 1887

– “Atlante delle razze avicunicole autoctone” di Zanon e Bigi – 2022

– “The pigeon standard” di Clarence Twombly – 1900

– “Conservation of Italian Autochthonous Domestic Pigeon Breeds” di Antonio Pizzuti Piccoli

Foto in copertina:

Fiorentino nero

maschio classe B (96) Proprietario: Claudenti Marco

Mostra: 37° Campionato Italiano di Colombicoltura FIAC, Reggio Emilia, 2017

[Foto di Comi R.]

Scritto e curato da Guido Monciatti

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