Gene Cp

Cp è un gene che comporta l’accorciamento e l’inspessimento dei tarsi il cui simbolo gli fu assegnato dallo zoologo e genetista canadese Frederick Hutt e deriva dalle parole inglesi “to creep”, in italiano strisciare/andar carponi.

I soggetti in possesso di questo gene, infatti, sono caratterizzati da zampe anormalmente corte. In alcuni casi, tanto che il corpo è portato a pochi centimetri da terra.

Questa mutazione negli anni ha ricevuto l’attenzione di molti studiosi. 

Una gallina a zampe corte fu descritta e illustrata anche nella Monstrorum Historia del naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi (1522–1605).

Successivamente nel 1925 venne descritta da Cutler e poi confermata anche da Landauer e Dunn nel 1930. 

Già nel 1925 lo stesso Cutler, durante i suoi studi, aveva intuito la presenza di un gene di tipo autosomico e letale a causa del quale gli embrioni in omozigosi morivano nei primi giorni d’incubazione. Tutto ciò lo portò alla conclusione che tutti i soggetti a zampe corte si presentavano sempre in eterozigosi. 

Preme specificare che questa particolare mutazione non è esclusivamente presente in una singola razza, né tantomeno in un’area geografica in particolare. Infatti, sono diverse e di varie parti del mondo le razze che possiedono tale caratteristica. Ad esempio: le OhikiGiapponesi, le Luttehøns della Danimarca, le Scots Dumpy dalla Scozia, le Courte-pattes della Francia, le Krüper della Germania ed altre ancora.

Tra le varie e spesso non comuni razze che presentano questo tratto quella che più ha contribuito a far conoscere e diffondere tale peculiarità è sicuramente la Chabo.

Femmina di Chabo colorazione argento a coda blu
Foto e soggetto di Douwe Weening

La Chabo è un’antichissima razza nana giapponese dalle dimensioni veramente ridotte la cui caratteristica delle zampe corte è molto estremizzata al punto che i soggetti sembrano veramente appoggiarsi al suolo.

 

Da un punto di vista genetico, come già detto, Cp è un gene autosomico, quindi non legato al sesso, e pertanto trasmissibile sia dal gallo che dalla gallina, che si comporta da dominante incompleto. Questo gene, come suesposto, risulta letale allo stato omozigote ovvero, quando presente in doppia dose (Cp/Cp).

Negli embrioni eterozigoti (Cp/cp+), tutte le ossa lunghe degli arti inferiori sono accorciate. Di fatti, Cp va interferire con il lavoro delle cellule ossee intente alla formazione e allo sviluppo delle ossa portandole da normalmente lunghe a spesse e tozze.

A sinistra gallo di Chabo bianca con gene in eterozigosi (Cp/cp+), a destra un gallo della stessa razza e colorazione ma con piumaggio serico che non presenta il gene del taso corto (cp+/cp+).
Foto dalla pagina Facebook My Japanese Bantams CDO

Negli embrioni omozigoti (Cp/Cp) invece, nella maggior parte dei casi, intorno al terzo/quarto giorno d’incubazione, la crescita di varie parti anatomiche si arresta portando alla morte embrionale.

In alcune ipotesi le parti non colpite dall’effetto diretto del gene possono continuare a svilupparsi. Ciò porterà ad un embrione deforme che morirà, comunque, nei primi 18 giorni di incubazione.

Detto questo, si può chiaramente desumere che le malformazioni più comuni sono ovviamente quelle legate all’apparato scheletrico, gli arti non si sviluppano correttamente e anche la testa e i vasi sanguigni subiscono delle malformazioni.

Disegno di Jessica Zuzek

Proprio per il comportamento di questo gene e per l’essere letale in omozigosi la riproduzione può essere gestita in diversi modi:

Riproducendo soggetti a tarso corto tra loro, come nell’immagine sopra,
il 25% delle uova non schiuderà in quanto il gene sarà presente in omozigosi e, quindi, letale (Cp/Cp). Un 50% darà vita a soggetti eterozigoti Cp/cp+ che avranno il tanto ricercato tarso corto, mentre il restante 25% sarà omozigote per cp+, con arti di normali dimensioni.
Gallo di Chabo con lunghezza del tarso normale (cp+/cp+)
Foto dalla pagina Facebook My Japanese Bantams CDO

Questi ultimi, anche se non molto apprezzati dagli allevatori di razze a zampe corte, e per tale ragione spesso non usati in riproduzione, non sono necessariamente soggetti da scartare in quanto, in caso di necessità, possono, comunque, essere accoppiati con soggetti a zampe corte.

Da tale accoppiamento, come è possibile vedere nel quadrato di Punnet sottostante, si evita di portare in omozigosi il gene Cp con relativa perdita di embrioni. Così facendo si avrà una percentuale di soggetti a zampe corte del 50% e di soggetti a tarso normale anch’essa del 50%.

Ebbene, come precedentemente specificato, essendo il gene Cp di tipo incompletamente dominante, anche tra i soggetti che presentano il gene Cp in eterozigosi (Cp/cp+), possiamo avere un’espressione variabile del gene.

Infatti, è comune che tra questi animali vi siano delle differenze riguardo appunto alla lunghezza dei tarsi. Alcuni, nonostante la presenza del gene, li presentano relativamente lunghi, altri davvero molto corti. In generale, sono i soggetti intermedi a presentare la giusta lunghezza dei tarsi.

Gallina di Chabo a piumaggio arricciato colorazione cioccolato.
Foto e soggetto di Adrien Bernard

Da quanto detto si evince chiaramente come il lavoro necessario per ricercare questo peculiare tratto morfologico, trattandosi non solo di una caratteristica tipica insita nella razza ma anche di un tratto capace di influenzare struttura e tipo dell’animale, costituisce una delle più avverse difficoltà con cui ogni allevatore si scontra durante la sua selezione.

Di Giovanni Mugavero

In copertina Gallo di Chabo colorazione bianca. Foto e soggetto di Douwe Weening

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