La Schiusa: consapevole e informata

Molti sono i momenti della vita di un avicolo in cui la sopravvivenza è messa a dura prova, ma uno dei più affascinanti e intensi resta la schiusa.
Dopo la fase di incubazione delle uova il pulcino ormai completamente formato e con buona parte del sacco vitellino riassorbito si prepara a compiere il primo respiro di aria fresca.
Durante le ultime fasi di crescita, ormai alle strette, posizionerà il becco oltre l’ala destra per garantirsi un facile accesso alla camera d’aria nel polo ottuso dell’uovo, da lì iniziare ad aprirsi la strada verso il mondo.
Un aiuto fondamentale di madre natura è dato dal “dente da uovo”, piccola formazione calcifica posta all’estremità del becco ancora morbido dell’animale che si rivela necessaria per rompere la membrana che lo divide dall’ossigeno e successivamente il coriaceo guscio. L’assenza per problematiche genetiche di questa struttura porta alla morte in uovo del nascituro.
Alla schiusa la qualità delle uova incubate gioca un ruolo fondamentale.
Le uova dalla forma più tondeggiante, con un guscio omogeneo alla speratura e di dimensioni maggiori (rimanendo nel fisiologico) hanno più probabilità di schiudere in modo corretto.
Delle uova che vengono incubate almeno il 70% dovrebbero essere correttamente fecondate (parametro di valutazione dei riproduttori, che può variare un base alla stagione o alla razza), e di queste l’80% dovrebbe portare ad un pulcino nato vivo e sano.
Genitori con carenze nutritive, anziani e/o di selezioni con eccessivo inbreeding possono andare a far calare in modo tragico questi parametri. In questo caso si nota un forte calo della fertilità delle uova, aborti precoci tra l’8^ e il 10^ giorno di incubazione, aumento di pulcini nati deboli o morti in guscio.
Grosso ruolo nelle perdite può essere giocato dai patogeni, tra i più rilevanti S. Pollorum e Gallinarum portano a altissime percentuali di morti in guscio, uova scoppiate e animali morti poco dopo la nascita.
Ultimo ma non meno importante sono i parametri di incubazione.

le uova per sviluppare al meglio necessitano di corretta umidità e temperatura, in caso di mamma chioccia non ci sono problemi… ma se l’incubazione avviene in modo artificiale errori nella gestione di questi valori può portare a risultati disastrosi come bassa schiudibilitá delle uova, pulcini con deformità o splaylegs e animali formati morti in guscio.

Patogeni della schiusa

  • Salmonella enterica (Gallinarum-Pullorum): La pullurosi, è una malattia acuta che causa alta mortalità, che causa minor schiudibiltà delle uova con possibili rotture in macchina e contaminazione dell’intera nidiata. I pulcini si infettano attreverso l’utero materno (via vertivale) o per contatto con altri animali infetti o materiale contaminato (tramissione orizzontale). I pulcini malati sono abbattuti, con feci pastose, lucide e biancastre che possono andare a ostruire la cloaca, durante la defecazione manifestano spesso dolore con chiusura degli occhi e pigolii acuti di disconfort. Dopo pochi giorni (1-2) i pulcini iniziano ad avere difficoltà respiratorie con animali che boccheggiano in fame d’aria e muoiono. I pochi pulcini che sopravvivono diventano reservoire di malattia, cioè portatori sani che però in periodi di stress possono tornare a contaminare il pollaio con il batterio.
    Questa Salmonella per quanto non pericolosa per l’uomo può creare forti danni economici e in caso
    di positivià è rischiesta la segnalazione e sono previste misure sanitarie.
  • Newcastle (NDV): La malattia di Newcastle rientra tra quele sotto segnalazione e gestione
    ministeriale, è causata da un virus e presenta ceppi ad alta e bassa patogenicità. I polli infetti hanno sintomi estremamente simili a quelli di influenza aviare (sintomi nervosi, torsione del collo, tremori, scoli nasali, fame d’aria (boccheggiano). Si presenta di interesse per uova e pulcini in quanto il virus può replicare nel tratto riproduttivo delle galline e contaminare quindi direttamente le uova.
  • Micoplasmi: i due principali di interesse avicolo sono gallisepticum frequente nelle galline ovaiole e synoviae frequente in riproduttori, broiler e tacchini (altri rari da trovare sono meleagridis e iowae). L’infezione porta in generale ad una minor efficienza alimentare (animali crescono menoad un calo della fertilità e della schiudibilità delle uova e alte mortalità nei pulcini. Negli animali danno sintomi respiratori con tosse e rantoli ma molto caretteristiche sono le loro influenza sul guscio. Le galline malate spesso producono uova dal guscio deforme e fragile (nello specifico inoltre gallisepticum
    Pulcino di coccincina morto in uovo, con corretto posizionamento della testa, foto di Donneschi Anna

genera uova depigmentate in modo disomogeneo, mentre synoviae crea un fenomeno detto
eggshell apex).

  • Agenti batterici: Escherichia coli, Stafilococco, Enterococchi e Campylobacter sono solo alcuni dei
    batteri che possono causare morti in schiusa o bassa vitalità dei pulcini, in genere per tenete a bada queste infezioni è sufficiente avere un ottima igiene dei macchinari e non incubare uova che abbiano materiale fecale sul guscio (queste uova possono essere incubate ma è necessario corretto lavaggio in acqua tiepida). Importante ricordare che i batteri della flora intestinale normale comprendono anche alcuni di quelli citati, i pulcini appena nati però non presentano una flora batterica già stabile e normalmente la creano tramite contatto e ingesione di piccole parti di feci della madre, in incubazione artificiale ciò non avviene e risultano quindi più suscettibili a dismicrobismo e forme enteriche.

Deformazioni e problematiche dei pulcini

  • Splayed Legs – tipica malattia con una combinazione genetica+ambientale, i pulcini si presentano con una lassità dell’articolazione dell’anca e una debolezza muscolare agli arti, questo fa si che si pongano “a spaccata” con zampe lontane dal corpo, senza risucire a
    sorreggersi (questo non va scambiato con la posizione accucciata sulle zampe tipica dei pulcini appena nati). Tipica causa è una predisposizione genetica + incubazione ad eccessiva concentrazione di umidità.
    La problematica è curabile costringendo il pulcino a tenere le zampe nella posizione corretta tramite una costrizione (elastico, scotch, tecnica della tazzina) per 20-30 ore in modo da dare
    tempo ai legamenti e ai muscoli di recuerare la loro struttura in una posizione fisiologica. Se il pulcino non riesce a reggersi una volta legato sarà cura dell’allevatore liberarlo o sostenerlo per farlo alimentare e bere se il trattamento chiedesse più della prima giornata post schusa in cui il
    pulcino ha riserve sufficienti (ideale isolarlo dai fratelli per evitare schiacciamento) causato da una combinazione di alta temperatura e carenze alimentari (anche dei genitori) con elemento centrale la riboflavina, è una condizione che non mette sempre a rischio la sopravvivenza del pulcino, importante dare mangime corretto con integrazione se necessaria ed è possibile creare una “scarpina” di scotch o cartone per costringere le dite a stendersi per un principio simile a quello dello splayed legs. Gli animalo che restano con le dita arricciate se riescono a camminare e mangiare spesso sopravvivono ma sono ovviamente esclusi da qualsisi gare o mostra.
  • Dita arricciate – causato da una combinazione di alta temperatura e carenze alimentari (anche dei genitori) con elemento centrale la riboflavina, è una condizione che non mette sempre a rischio la sopravvivenza del pulcino, importante dare mangime corretto con integrazione se necessaria ed è possibile creare una “scarpina” di scotch o cartone per costringere le dite a stendersi per un principio simile a quello dello splayed legs. Gli animalo che restano con le dita arricciate se riescono a camminare e mangiare spesso sopravvivono ma sono ovviamente sclusi da qualsisi gare o mostra.

Impastamento cloacale – può derivare da pulcinaia con ambiente troppo umido o da una condizione intestinale del pulcino che rende le feci appiccicose e pastose. Le feci sporcano il piumino e si accumulano occludendo la cloaca, se questà è ostruita completamente il pulcino va incotro a morte. La soluzione è però semplice, basta staccare delicatamente (bagnando con acqua se necessario) il tappo e liberare la piccola cloaca.

Torcicollo e “ Stargazing chicken”- possibili cause sono carenze di vitamine del gruppo B (specialmente tiamina) e/o errori nel giramento delle uova. Se di causa alimentare la correzione della dieta del pulcino (e dei riproduttori per prevenire il probema) può portare a completo recupero del pulcino. Porre attenzione che stati di torcicollo o torsione della testa in un pollo
adulto possono derivare anche da infezioni dell’orecchio e malattie con sintomatologia nervosa come influenza e NCD etc o setticemie batteriche.

Quali sono quindi le regole d’oro per avere buone schiuse?


1 – Selezionare i riproduttori ponendo attenzione alla loro salute, alla dieta in stagione riproduttiva e alla genetica da cui provengono, linee consanguinee per quanto utili per la fissazione di alcuni caratteri possono portare se mal gestite a riproduttori ipofertili o alla manifestazione di deformazioni e malattie congenite. In preparazione alla stagione riproduttiva può essere utile unire un integrazione settimanale di multivitaminico per compensare eventuali carenze stagionali e durante il picco primaverile di deposizione aumentare del 2% gli apporti proteici nella dieta.


2 – Selezionare le uova, fare infatti una speratura preventiva per valutare il guscio alla ricerca di crepe o disomogeneità porta a un aumento dei risultati in schiusa; vanno selezionate uova dal guscio omogeneo alla speratura e dalla forma più compatta e tondeggiante evitando quelle estremamente allugate o con deformazioni del guscio.
Considerare inoltre il loro peso rispetto alla media della razza, va considerato che il pulcino si stima pesare alla nascita circa il 76% del peso dell’uovo, quindi uova di dimensioni maggiori producono prole più pesante e tendenzialemente con maggiori possibilità di sopravvivenza.


3 – L’igiene della macchina e delle uova è un parametro basilare, dopo ogni ciclo l’incubatrice deve essere lavata da feci, piumino e residui di uova e igienizzata completamente. Similmente uova sporche di feci o fango vanno lavate in acqua tiepida (38-40°C) con possibile aggiunta di disinfettanti appositi ai Sali quaternari di ammonio o varechina diluita, passate con un panno morbido e ascugate bene tamponandole.


4- Porre attenzione ai parametri di incubazione artificiale, e seguire le istruzioni del produttore del modello in uso e controllare sempre con una sonda secondaria la veridicità dei valori indicati.


5- Monitorare il peso delle uova, esse infatti perdono fisiologicamente dal 10 al 12% del loro peso iniziale (misurato al giorno di stop rotazione uova), questo può essere un indicatore indiretto della gestione dell’umidità in incubatrice, pesare alcune uova a inizio incubazione e ripesarle al 18° giorno (per le galline) puù aiutarci a miglirare la nostra gesione della macchina; le uova che perdono più del 13% del peso sono state poste in ambiente troppo secco che rende difficile al pulcino l’uscita dall’uovo, mentre uova che perdono meno del 9% sono state incubate in ambiente troppo umidi e rischiano di produrre pulcini con deformazioni agli atri.


6 – Speratura. Per quanto in realtà sia opzionale e sia possibile incubare senza mai osservare le uova, una speratura a 8 o 10 giorni può essere utile ai meno esperti o a chi sta incubando uova di cui non conosce lo stato sanitario per togliere uova chiaramente non fertili e che possono correre il rischio di rompersi e contaminare l’intera nidiata. È’ utile inoltre per valutare la fertilità dei riproduttori impiegati e contare il numero di uova bianche (sterili) e di aborti precoci. Tra 8° e 10° giorno l’embrione è molto facile da identificare ed è abbastanza stabile da poter resistere qualche minuto a temperature inferiori a quelle di incubazione. Ovviamente questa procedura deve essere svolta abbastanza rapidamente per evitare un calo troppo drastico della temperatura interna dell’uovo.


7 – Lasciare il tempo agli animali di bucare l’uovo e non toccare le uova in schiusa. Forse la parte più difficile per un novello allevatore è vedere un pulcuno in difficoltà e lasciarlo a se stesso. Intervenire in una schiusa soprattutto se inesperti può portare a una alta mortalità dei pulcini manipolati. L’aiuto ad un animale incastrato nell’uovo deve essere valutato solo dopo 30h piene dalla bucatura dell’uovo ed anche in questi casi comporta dei rischi rilevanti (pulcini prematuri, rottura del vitellino, emorraggia e lesioni cutanee, disseccamento della membrana testacea con incollamento del pulcino). Inoltre i pulcini con difficoltà in schiusa sono spesso fragili e nel caso la problematica sia di natura ereditaria possiamo correre il rischio di introdurre nei nostri animali soggetti che vadano ad indebolire la forza riproduttiva dei gruppi.

8 – Garantire un ambiente asciutto, caldo e igienizzato ai pulcini, che vanno spostati in pulcinaia solo una volta che sono completamente asciutti e sicuri sulle loro zampe, pulcini ancora asciutti ma che non riscono a raddrizzare le gambe (se esse sono sane) andrebbero lasciati ancora alcune ore in camera di schiusa.
E’ possibile fornire agli animali tolti dall’incubazione mangime e acqua, prestando attenzione che il contenitorire dell’acqua sia basso e con poco volume, i pulcini infatti (soprattutto quelli di animali piccoli come qualgie e colini) tendono ad annegare con estrema facilità.

Conclusioni

Se tutto è andato al meglio avrete tra le mani uno splendido mazzo di pulcini sani e forti! Se invece tutto questo vi sembra un carico di lavoro eccessivo potete sempre puntare sull’incubatrice di madre natura… ma ricordate che la vostra fidata chioccia necessita a sua volta di cure dedicate, attenzioni!

Scritto e curato da Dr.ssa Anna Donneschi

Foto e soggetto in copertina pulcino di Cocincina nana Splash di Anna Donneschi

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