PREMESSA: la prima mostra di colombi da esposizione che ho avuto modo di visitare fu una vera e propria sorpresa per me: trovai moltissimi colombi diversi da quanto avessi avuto modo di conoscere e vedere dal vivo fino a quel momento. Vivo a Siena e i volatili comunemente osservabili di questa famiglia allo stato selvaggio sono il Colombaccio (“Columba Palumbus”) ed il piccione selvatico, quello “di piazza” per intenderci (“Columba Livia”). Alla mostra invece trovai colombi grandi, rotondi, dal gozzo pronunciato e di tanti colori, ma sicuramente fra tutti mi colpirono dei piccoli uccelli eleganti e belli: i Cravattati Italiani, più comunemente conosciuti come Reggianini.
In questo articolo forniremo un approfondimento riguardante proprio questo colombo, buona lettura.

Opera di Jean Luis Frindel
Il Cravattato Italiano, come il nome può suggerire, ha come elemento caratterizzante proprio la cravatta: una striscia longitudinale di piume divergenti ed arruffate che scende da sotto il becco lungo il collo. La presenza della “fratta”, come viene chiamata questa peculiarità fisica nel luogo d’origine della razza, cataloga questo colombo nella sezione dei Cravattati.
In Italia esistono due razze riconosciute dall’Entente Europeenne d’Aviculture et de Cuniculture di colombi cravattati: sono appunto il Cravattato Italiano ed il Cravattato Rondone. Per molti anni questi due colombi sono stati considerati la stessa razza, ma avendo alcune caratteristiche (forma, portamento, stazza) diverse, sono finiti per essere giustamente distinti nel 2014 durante un incontro tra i giudici europei tenutosi a Treviso.
E’ importante notare come queste due razze italiane e le estere sempre appartenenti allo stesso gruppo dei Cravattati abbiano spesso caratteristiche comuni ed alcune volte per un occhio non così esperto c’è il rischio che i possano confondere tra loro: becco corto, piccole dimensioni, testa rotondeggiante…
Da qui nasce l’esigenza, attraverso lo standard di razza (disponibile sul sito www.fi-ac.it, link in bibliografia), di definire ogni aspetto caratterizzante per ognuno dei colombi sopra citati, partendo dal più diffuso numericamente a livello italiano ed europeo: il Cravattato Italiano.

Immagine dell’artista Anton Schöner
tratta dal libro “Illustriertes Prachtwerk aller Taubenrassen” di Schachtzabel Emil– 1906
Il Cravattato italiano è un’antica razza creata nella città di Reggio Emilia, che, grazie alle sue specifiche caratteristiche come piccolezza, leggiadria e alla sua città di origine, si è guadagnato il diminutivo di “Reggianino”, appellativo comunemente utilizzato da molti appassionati ed estimatori della razza. Il diminutivo amichevole associato a questo colombo fa ben capire che una sua caratteristica peculiare sia proprio la dimensione: a differenza di quanto accade in molte razze italiane, il Reggianino è un colombo di piccola taglia in cui la selezione primordiale ha puntato ad avere colombi abili nel volo, anziché volatili dalle grandi dimensioni per la macellazione come accade in molte altre razze italiane.
A livello complessivo il Reggianino si presenta con posizione alta e orizzontale che gli conferisce un portamento aggraziato e gentile.
La testa è piuttosto corta, larga e spigolosa e, osservata di profilo, risulta di forma squadrata, poiché appiattita nella sua parte superiore, generando un leggero angolo dietro la nuca del colombo che si collega al collo che deve essere dritto e senza curvature: questa caratteristica è particolarmente ricercata, dato che si cerca di evitare il così detto “collo di cavallo”.
Gli occhi, piuttosto rotondi e grandi per la stazza del Reggianino, risultano sporgenti e l’iride nella maggior parte dei soggetti è di colore arancio, più o meno intenso; fanno eccezione i soggetti con manto bianco, la cui iride è scura e nei pezzati, dove può essere o arancio o nera.
Il contorno occhi è evidente, anche se moderatamente largo, di tessitura fine e di colore possibilmente chiaro in tutti i mantelli.
Il becco, di colore vario, in relazione alla colorazione del piumaggio, è quasi corto, ampio alla base, lungo quanto largo, portato leggermente verso il basso, e si stacca dalla fronte formando con essa un angolo evidente. Sotto di esso i soggetti presentano una giogaia ben pronunciata, staccando una cravatta lungo tutto il petto.
Le caruncole nasali sono lisce e di colore bianco.
Il collo, di media lunghezza, è largo all’attaccatura con il petto che via via si restringe verso la testa e si presenta leggermente svasato nella sua parte superiore a contatto con la giogaia.
Proprio nel collo ritroviamo una delle caratteristiche principali e tipiche della razza, ovvero la cravatta, ben sviluppata, formata da una serie di piume folte ed intrecciate, che parte dall’inizio del petto per giungere poco distante dalla giogaia.
La spalla dell’ala sono ben inserite nella rotondità del petto e guardandolo di profilo non devono mai fuoriuscire dalla sua rotondità, mentre le ali sono corte, aderenti al corpo e ben chiuse. Le stesse devono ricoprire bene il dorso, con remiganti corte e sottili, ben appoggiate sopra la coda ma sempre più corte di essa.
Il dorso è largo, corto e piano, con un portamento orizzontale, che, come anzidetto, deve risultare ben coperto dalle ali.
Il petto è ampio e ben arrotondato, portato alto e prominente rispetto alla spalla dell’ala.
Mentre, le gambe, leggermente angolate, sono relativamente lunghe, e lo portano a risultare alto sui tarsi rispetto alle altre razze di cravattati. La postura risulta quindi come se il colombo si poggiasse sulle punte delle dita e fosse sempre prossimo a spiccare il volo.
I tarsi sono implumi, sottili, e di colore rosso. I piedi sono piccoli e ben proporzionati. Le unghie sono dello stesso colore del becco.
Infine, con riguardo al piumaggio, questo, nel complesso, risulta attillato, compatto e ben aderente al corpo.

Col. rosso vergato M
di Marcello Pacitto (foto di R.Comi)
Rispolverando le origini del Reggianino è necessario per capire come questo colombo si sia ampiamente trasformato nel tempo: probabilmente frutto dell’incrocio di colombi cravattati di provenienza africana con colombi locali (come il Triganino di Modena per esempio), ha fuso i caratteri estetici ed esotici dei primi con la forma del secondo. In un processo evolutivo che ha richiesto non pochi sacrifici da parte degli allevatori, anche recentemente alcuni elementi fisici si sono evoluti: sicuramente la lunghezza delle zampe è un elemento su cui si è lavorato, dato che prima erano più corte dando a questo colombo un’impressione di maggiore compattezza; oggi le zampe sono più lunghe dando al Cravattato Italiano maggiore slancio verso l’alto, per un’altezza ed una proporzione equamente bilanciata tra corpo, collo e gambe (1:1:1); l’equilibrio complessivo che ne deriva conferisce a questo piccolo colombo un carattere elegante. Probabilmente il cambiamento sulla struttura della zampa è frutto del lavoro fatto soprattutto dagli allevatori in Germania, che hanno incrociato il Reggianino con il Modena Tedesco. Questo tipo di sperimentazione ha dato però soggetti con teste rotonde e senza cravatta: ancora una volta gli allevatori hanno dato il loro massimo anche per questo aspetto.

(foto e colombo di Canella M.)
Anche il becco, costantemente forte e corto nel tempo, alcuni anni fa era solitamente rivolto verso il basso (detto “becco a pappagallo”): oggi la selezione lo ha portato più in alto con un importante stacco facile da notare al termine della fronte sporgente. Infine ancora oggi si sta cercando di compattare maggiormente coda ed ali nel tentativo di ridurne la lunghezza in un ottimale bilanciamento con le zampe (vedi immagine sotto): questi aspetti sembrano ad oggi due elementi di difficile miglioramento, ma anche tutto questo rappresenta il fascino della selezione nella ricerca del soggetto perfetto.

Col. giallo vergato M
di Mauro Goletto (foto di R.Comi)
Nel corso degli anni gli allevatori di questa razza si sono cimentati nella creazione e selezione di diverse colorazioni; oggi i mantelli riconosciuti in Italia, e menzionati nello standard italiano, sono (lista recuperata dallo standard di razza):
unicolore bianco, nero, pietra scura, rosso, giallo; blu senza verghe, blu con verghe nere, blu martellato di nero, blu martellato scuro, blu argento con verghe scure (“lattato”) con o senza petto d’oro, blu argento martellato di scuro (“caprato”) con o senza petto d’oro, rosso con verghe, rosso martellato, rosso dominante, giallo con verghe (“pastellino”), giallo martellato, giallo dominante, rosso cenere spread (“argentino”); zarzano nei colori: blu argento a verghe scure, blu, rosso, giallo; magnano; blu andaluso; ghiaccio con verghe, ghiaccio martellato; pezzato.

Cravattato Italiano pezzato blu M cl A di Marco Canella (foto di R.Comi)
Cravattato Italiano blu senza verghe F cl A di Nello Notari (foto di R.Comi)

Cravattato Italiano giallo martellato M cl B di Giorgio Butelli (foto di R.Comi)
Cravattato Italiano zarzano blu M cl A di Nello Notari (foto di R.Comi)
Il Cravattato Italiano è un colombo senza dubbio affascinante e molto apprezzato tra i colombofili: tale grande traguardo è certamente da attribuire, non solo alla bellezza e particolarità dell’animale, ma anche alla vivacità che lo contraddistingue; pur essendo infatti un colombo difficile da selezionare è al contrario molto facile da allevare e quindi considerato un ottimo animale da “neofiti”.
Si riproduce regolarmente dai mesi di febbraio-marzo, fino al periodo di muta. E’ robusto e molto attivo ed in colombaia dimostra una spiccata dote di vita in comunità con un accezione domestica.

Il Reggianino, ad oggi, è sicuramente una delle razze italiane più amate e diffuse in Italia e nel resto dell’Europa (Francia, Svizzera, Germania, Austria…): come razza non risulta tra le italiane a rischio estinzione ed oltre tutto il numero di allevatori è in crescita. Tutto questo è stato evidente anche durante il 40° Campionato Italiano di Colombicoltura organizzato da FIAC a Piacenza, dove i Cravattati Italiani erano 125 (102 classe A e 23 classe B) ed al Campionato Europeo “European Show for Italian Gulls” a Interlaken (CH) dove i soggetti erano 200.
A tal proposito segnaliamo la presenza di vari club di specializzazione di razza in Europa: in Italia il club di riferimento è denominato “Club del Cravattato Italiano”. Fondato per rappresentare a tutti gli effetti un punto di riferimento per chi scegliesse di allevare questo colombo, negli anni ha avuto alcuni tra i più celebri colombofili italiani. Adriano Dalcò è stato il primo presidente di club ed oggi è presidente onorario: uno dei massimi esperti divulgatori della razza a livello mondiale. Grazie a lui il Reggianino ha superato i confini italiani, arrivando in Germania, dove l’esperienza e la dedizione degli allevatori tedeschi (come visto sopra) ha dato il suo contributo nell’evoluzione di questo colombo. Anche Nello Notari è oggi tra i massimi esperti del Cravattato Italiano: abile valorizzatore della razza durante la sua attività da presidente ha continuato a mantenere saldo il legame con gli allevatori tedeschi nella selezione del Reggianino a favore di una collaborazione biunivoca.

Oggi il presidente è Marco Cannella, il quale, a dispetto della sua giovane età, sta dimostrando grande dedizione nell’allevamento del Reggianino sull’orma dei suoi predecessori:
“Il Club del Cravattato Italiano Reggianino (poi divenuto Club del Cravattato Italiano Reggianino e del Rondone) è stato fondato a Reggio Emilia nel 1986. Quello fu anche l’anno della prima mostra, sempre a Reggio Emilia, che attirò subito l’interesse e la partecipazione di numerosi appassionati anche dall’estero, a partire dalla Germania e dalla Svizzera.
I principali promotori della fondazione del Club furono figure di assoluto spicco del mondo della colombofilia quali Adriano Dalcò, Delfino Gianferrari, Giancarlo Panizzi e Pietro Bergomi. La nuova realtà contava una ventina di soci.
Il motore dell’istituzione del Club fu la volontà di apportare un netto miglioramento all’operato degli appassionati sia dal punto di vista della valorizzazione e della tutela della razza sia sul piano delle mostre. Un allineamento necessario per rafforzare e dare slancio all’allevamento e alla diffusione del Reggianino. Da subito il Club ha assunto un ruolo fondamentale per far conoscere la razza all’estero e per far giungere esemplari in numerosi Paesi, non solo europei: si pensi al Canada e agli Stati Uniti o all’Oriente. Adriano Dalcò ha rappresentato in questa operazione un importante centro di propulsione, fornendo esemplari rispondenti agli standard di razza che si è sempre puntato a preservare e rafforzare.
È imprescindibile poter far riferimento a uno standard universalmente riconosciuto e condiviso. Si è corso il rischio di perdere i pilastri della razza, ma è importante evitare che ogni nazione selezioni in base a propri criteri, senza rispettare i punti cardine. È dunque fondamentale il ruolo del Club nel raccogliere gli appassionati e nel costruire e mantenere una omogeneità nella selezione.
Per questo la funzione del Club è difendere la razza, salvaguardare e proteggere le caratteristiche del colombo, facendo in modo che diverse figure, allevatori, giudici ed esperti, agiscano, ciascuna per il proprio ruolo in base a una univoca. Deve avere la forza di diffondere anche all’estero i principi e le visioni del Paese d’origine del Reggianino.”
Marco Canella, da quando è presidente del club?
“Sono presidente del Club dal giugno 2019: l’intero consiglio è al secondo mandato. A passarmi il testimone è stato Nello Notari, che, a sua volta, lo ha ricevuto da Adrano Dalcò: due giganti della razza.”
Cosa significa ricoprire questo ruolo in un club storico ed ereditare quanto fatto da figure come Dalcò e Notari?
“È un privilegio seguire le orme di Nello e Adriano, con cui prosegue un costante e regolare confronto e il cui contributo rimane importante per la vita del Club. Da loro mi è stata trasferita la responsabilità di impegnarmi affinché il lavoro di anni non vada perduto e non vengano sperperati un patrimonio di tradizione, cultura e storia della colombofilia italiana, decenni di selezione e di rapporti internazionali a salvaguardia e valorizzazione della razza.”

Col.giallo F cl A
di Adriano Dalcò (foto di R.Comi)
Quanto il “peso” di questo ruolo rappresenta per lei un “onore”?
“Sì, è un onore ricoprire questo ruolo e rappresentare il Club della razza italiana in assoluto più diffusa e allevata all’estero. Ciò comporta anche l’onere di dover essere all’altezza di questo compito, avendo cura di essere sempre preparati e pronti all’ascolto, dinamici e diplomatici con una particolare attenzione anche ai rapporti internazionali, oggi più che mai indispensabili per mantenere unità d’intenti, coesione e visione.”
Cosa significa rappresentare all’estero un Club italiano così storico?
“Rappresentare un Club così prestigioso all’estero significa portare fuori dai nostri confini un’eccellenza italiana: storia e valori che diventano punti di riferimento per allevatori e appassionati di tanta parte del mondo. La nostra missione è far conoscere, apprezzare e diffondere una razza che è così tanto rappresentativa del nostro Paese. La riuscita di questo obiettivo è evidente dalle richieste di informazioni, approfondimenti e di esemplari da parte di tanti colombofili delle più diverse nazionalità, così come dalla nascita di sempre nuovi club, gli ultimi in ordine di tempo soprattutto nell’Est Europa.”
Cosa si impara da vedere il mondo della colombofilia da presidente, rispetto ad essere un comune allevatore?
“Rispetto alla visione da allevatore, il presidente di un Club di razza ha l’opportunità di avere uno sguardo d’insieme e un quadro di più ampio respiro, a fronte dei quali è chiamato all’ascolto, alla mediazione, all’inclusione e alla collaborazione: un lavoro condotto dietro le quinte, che si vede poco ma che è fondamentale per gli equilibri del mondo colombofilo. Conoscendo diverse realtà di allevamento e di pensiero, diventa importante concentrarsi anche sui dettagli e i punti fermi della razza e trovare un momento d’incontro, mantenendo salda la visione del colombo, senza seguire le ‘mode’ del periodo.”


Col. blu vergato nero M cl A
di Nello Notari (foto di R.Comi)
RINGRAZIAMENTI
Un caloroso ringraziamento a chi si è reso disponibile ed ha supportato la stesura di questo articolo, arricchendolo con contenuti di proprietà, esperienze personali e di gruppo:
– FIAC – Federazione Italiana Allevatori Colombi
– Canella Marco
– Trinci Tiziano
BIBLIOGRAFIA
– Home | Italienische Moevchen (jimdosite.com)
– Club del Cravattato Italiano (fi-ac.it)
– SCHEDA_CRAVATTATO_ITALIANO_2018.pdf (fi-ac.it)
– Download NOTIZIARI (fi-ac.it)
– “Conservation of Italian Autochthonous Domestic Pigeon Breeds” di Antonio Pizzuti Piccoli
– Foto di copertina: Cravattato Italiano Reggianino col. blu argento con verghe scure a petto d’ oro M cl B di Adriano Dalcò (foto di R.Comi)
Guido Monciatti – Giovanni Mugavero

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