Creata alla Priory Waterfowl Farm, vicino a Ixworth, nel Suffolk, dall’esperto avicoltore Reginald Appleyard a metà del ventesimo secolo, la Silver Appleyard venne selezionata come produttrice di “numerose e grandi uova bianche” e come animale dalle carni fini e dalla pelle bianca, che raggiunge il peso di 3kg all’età di 9 settimane, fino a toccare i 3,4/4,1kg nei soggetti adulti. Sostanzialmente la perfetta anatra a duplice attitudine. Per portamento, taglia e colorazione di base ricorda la Rouen Francese. La sua caratteristica peculiare è certamente la manifestazione del gene Restricted Mallard, che limita la pigmentazione del piumaggio in entrambi i sessi, soprattutto nelle aree della testa, del petto e delle copritrici delle ali. Si conosce poco dell’aspetto delle prime Appleyard al di fuori di qualche sporadico dipinto come quello commissionato a Ernest Wippell nel 1947. Le moderne Silver Appleyard, standardizzate nel 1982, e la loro versione in miniatura, standardizzata nel 1997, sono perlopiù il risultato dell’impegno nel loro allevamento da parte di Tom Bartlett della “Folly Farm”
LE ORIGINI

Quando Reginald Appleyard iniziò la creazione di questa razza aveva come obbiettivo un’anatra “da tavola” di alta qualità, a differenza della maggior parte delle razze create nella prima metà del secolo scorso che avevano un’attitudine perlopiù ovaiola. Si dovette attendere fino agli anni ’40 prima della comparsa delle prime raffigurazioni di questa razza, come dipinti e fotografie, e della prima esposizione ad una mostra nel 1947. Tra i possibili antenati della Appleyard troviamo la Pechino, il Germano Reale, la Campbell bianca e la Rouen, probabilmente degli animali quantomeno molto simili alla Rouen Francese odierna, vista la vicinanza genetica della loro colorazione a quella della Appleyard, anche se le vere origini di questa razza rimangono fumose. Reginald Appleyard non riuscì mai a stabilizzare la sua creazione , ne tantomeno a produrre uno standard di razza, stranamente nemmeno la menzionò nel suo libro “Ducks: breeding, rearing and management”, ma continuò a selezionarla fino alla sua morte, nel 1964. Il dipinto di Ernest Wippell fu fondamentale per la selezione e la conservazione della razza nei decenni successivi, tale dipinto venne creato con l’utilizzo di esemplari deceduti, probabilmente provenienti da dei soggetti vincitori esposti al “Palace” nel ’47, consegnati via posta proprio da R. Appleyard ad E. Wippell, che dovette realizzare il dipinto potendo solo immaginarsi il portamento di tali animali. I soggetti dipinti da Wippell avevano una postura più rilevata e teste più massicce rispetto alle moderne Silver Appleyard, probabilmente a causa di una parentela più stretta con la Pechino. A differenza di altre razze di meno recente selezione, ormai scomparse (come la Orpington nera e blu) la Silver Appleyard riscosse un grande successo e continua ad attrarre appassionati, soprattutto da quando Bartlett selezionò la versione in miniatura alla fine degli anni ’80. Fu proprio grazie agli sforzi di Bartlett che la razza si salvò dall’estinzione e venne ufficialmente riconosciuta nel ’82 dalla British Waterfowl Association. Prima del suo recupero, principalmente da parte di Bartlett e di una manciata di altri allevatori, la sopravvivenza della Silver Appleyard versava in condizioni pietose, quasi scomparse negli anni settanta anche per colpa dell’importazione delle Abacot Ranger (Streicher) in Inghilterra, vendute e spacciate come Silver Appleyard solo per trarre profitto dalla nomea della razza britannica di “perfetta anatra a duplice attitudine”. Oggi la maggior parte dei soggetti esistenti deriva dal lavoro di recupero della razza perpetrato da Bartlett.
La razza approdò la prima volta negli Stati Uniti negli anni 60’ ma divenne disponibile al pubblico d’oltreoceano solo nel 1984, la Silver Appleyard non venne riconosciuta ufficialmente come razza nell’American Standard of Perfection sino al 2000.
ATTITUDINI PRODUTTIVE
Non dimentichiamoci però che l’intento primario di Appleyard nella selezione di questa razza era legato alla produttività, ricercava una combinazione di bellezza, mole, una buona produzione di grandi uova bianche, pelle bianca e petti profondi, lunghi e larghi. In Inghilterra era molto utile per un’anatra da carne avere la pelle bianca, tendenzialmente tali animali, come Pechino e Aylesbury, apparivano più “belli” alla vista di molti acquirenti, rispetto a soggetti con pelle giallastra che potevano sembrare più “selvatici” come le Rouen o le Cayuga. La Silver Appleyard non doveva essere solo un’anatra dalla grande mole, ma soprattutto una razza dalla rapida crescita, questa, unita ad una straordinaria vitalità, erano le chiavi per un buon rapporto “costo-efficacia”. Quando la Appleyard venne inizialmente creata aveva tutti i vantaggi del vigore ibrido, con un’alta resa al macello e una eccezionale tenerezza delle carni, dovuta appunto alla velocità di accrescimento, i soggetti macellati all’età di 9 settimane raggiungevano il peso di 3 chilogrammi spiumati. La grande taglia di un’anatra, però, non è garanzia di una buona resa in carne, difatti la pienezza della muscolatura è di fondamentale importanza per la Silver Appleyard, tanto per la taglia grande quanto per la varietà “miniature”. Appleyard specifica che in questa razza va data molta attenzione nella selezione della principale fonte di carne, il petto, che deve essere molto lungo, profondo e largo. Per quanto riguarda le uova, il mercato inglese preferiva uova di anatra a guscio bianco rispetto a quelle a guscio verde, ciò spinse Appleyard a ricercare nella sua razza uova bianche e di grandi dimensioni (80g), almeno 150 l’anno.
DESCRIZIONE FENOTIPICA DEGLI ESEMPLARI IDEALI
Come già menzionato la Silver Appleyard moderna è un’anatra di grande mole, con tronco ampio, ben arrotondato e di media lunghezza, senza alcuna presenza di chiglia. il portamento è richiesto leggermente rilevato, il dorso è idealmente inclinato di 15-25 gradi rispetto alla linea orizzontale del terreno, le ali sono forti e ben serrate al corpo.


Il collo deve essere dritto e robusto, mai sottile, la testa è forte con il cranio alto, il becco largo, mediamente lungo, la sua colorazione varia in base al sesso, nel maschio è giallo verdastro mentre nella femmina giallo con sella bruna, l’unghiata è sempre nerastra, gli occhi sono brillanti e di colore bruno. La coda è leggermente rilevata e crea un angolo ottuso con la linea del dorso, il ventre è ampio, nella femmina molto profondo, ma non deve mai toccare terra. Cosce e tarsi sono forti e robusti, impiantati leggermente posteriormente nel tronco, i tarsi sono gialli arancio e le unghie scure.

Il piumaggio è ben serrato al corpo ma al contempo molto sviluppato, la colorazione di entrambi i sessi ricorda una versione “sbiancata” della Rouen Francese. Nel maschio testa e collo sono perlopiù color verde scarabeo brillante, cangianti al sole, ma mai completamente verdi, le guance e l’arcata sopraccigliare devono essere lievemente disegnate di bianco argento, così come la gola. A due terzi della lunghezza del collo è presente un collare, di colore bianco puro, ne troppo spesso ne troppo sottile, chiuso anche nella parte posteriore. Il petto e la parte bassa del collo sono color rosso mattone con piumino bianco, ogni piuma è finemente orlata di bianco argento, nella parte centrale del petto il rosso mattone si “spacca” sbiancandosi nello scendere fino a raggiungere il ventre che è completamente bianco argento. il petto completamente rosso mattone e il ventre grigio sono considerati difetti gravi. I fianchi sono bianco argento sporcati da una fine pepatura grigia e dall’estensione del color mattone del petto che ne invade la parte alta, al disotto della quale il piumaggio delle gambe assume una tonalità grigio chiara. Il dorso è color mattone nella parte alta, scendendo vanno via via sempre più ad aumentare le screziature grigio scure fino ad arrivare alla parte bassa del dorso color nero brillante. La coda deve essere grigia, con orlatura esterna delle timoniere larga e bianca, il sottocoda e i riccioli sono neri. Le remiganti primarie sono bianche screziate di grigio con una spessa orlatura bianca, lo specchio alare è di blu molto brillante ed è ben delimitato sopra e sotto da una spessa banda bianca, le copritrici delle ali sono perlopiù grigie ma ogni piuma presenta una spessa orlatura bianca argento, le spalle sono grigie e il sotto-ala può variare da color crema a bianco puro. Remiganti e copritrici delle ali totalmente grigie scure sono da considerarsi difetto.

La femmina si presenta con una colorazione completamente differente, la testa e il collo sono perlopiù bianco argento ma la parte superiore della testa e la parte posteriore del collo sono attraversate da una spessa linea bruno chiaro leggermente macchiettata di bruno grigio che continua ininterrotta partendo dall’attaccatura superiore del becco fino ad arrivare alle spalle. L’occhio è attraversato da una linea color bruno chiaro ben marcata che parte dall’attaccatura laterale del becco finendo idealmente all’altezza del foro auricolare, guance e gola non devono mai presentare sfumature brune. Il petto e il ventre sono color bianco crema, senza alcuna infiltrazione di colore bruno, mentre il piumaggio dei fianchi passa gradualmente dal bianco crema fino al bruno chiaro con una macchiettatura precisa e di forma allungata a mezzaluna di colore bruno grigio del dorso e delle spalle. La coda è di color bruno grigio e le timoniere con spesso orlo di colore bruno chiaro. Le remiganti primarie sono bianco crema con la punta bruna, lo specchio alare è come nel maschio, le copritrici delle ali invece sono di un color bruno chiaro mescolato al grigio bruno ed ogni piuma è adornata di una spessa orlatura bianco argento mentre il sotto-ala va dal color crema al bianco argento. In entrambi i sessi il sottocoda e le remiganti, sia primarie che secondarie, non devono mai essere completamente bianchi.

GENETICA DELLA COLORAZIONEDEL PIUMAGGIO
La caratteristica colorazione della Silver Appleyard, fattore fondamentale nella diffusione della razza sul piano internazionale, è generata dalla concomitanza di due geni mutati ben precisi, collocati su loci differenti, il “restricted mallard” (selvatico ristretto), indicato con la sigla “M^R” e il “light phase” (fase chiara), indicato con la sigla “li”, questa combinazione di geni è probabilmente apparsa per la prima volta nella storia dell’avicoltura moderna proprio nella Silver Appleyard, dando il via alla sperimentazione e alla trasposizione della stessa combo genetica anche su altre razze come la Call Duck e la Corritrice Indiana. Un errore fatto molto spesso è quello attribuire una qualche vicinanza a livello genetico tra la colorazione della Silver Appleyard e la colorazione chiamata in Europa continentale “selvatica argento” presente in moltissime razze tra le quali la più famosa è probabilmente la Streicher (o Abacot Ranger per gli anglofoni), anche se ci può essere un’assonanza tra “silver” ovvero argento in inglese e la colorazione selvatica argento si tratta di due mondi totalmente diversi, infatti quest’ultima è data in particolare dal gene mutato “harlequin phase” (li”^h), ovvero fase arlecchino, mutazione presente sullo stesso locus della fase chiara (li/li) che non vi si può sovrapporre e i due geni non possono essere entrambi in stato di omozigosi in un singolo soggetto proprio perché le due mutazioni condividono lo stesso locus sullo stesso cromosoma. La colorazione selvatica argento oltre ad essere lontana geneticamente dal selvatico ristretto chiaro della Silver Appleyard è anche fenotipicamente ben diversa in entrambi i sessi.

Il restricted mallard venne descritto per la prima volta da Frank Finn del 1913 e poi successivamente studiato ed approfondito da R. George Jaap nel 1934. Il nome “ristretto” gli venne attribuito a causa della colorazione del piumino degli anatroccoli, questi infatti presentano una colorazione quasi completamente gialla con solo una macchia in testa nera, simile alla cresta di un moicano, come se appunto il pigmento si fosse ristretto solo a quella parte del piumino. Si tratta di un gene dominante autosomico presente sul locus “mallard”, quello che si potrebbe indicare come locus delle “basi” nel mondo delle colorazioni delle anatre domestiche, le mutazioni di questo locus determinano soprattutto la quantità e la distribuzione del pigmento nel piumaggio. La colorazione selvatica, la forma naturale del Germano Reale (Anas platyrhynchos), può essere alterata da un’altra mutazione oltre al selvatico ristretto, il selvatico melanico (o dusky) m^d. I tratti distintivi principali del selvatico ristretto in entrambi i sessi sono la presenza di orlature bianche sulle copritrici delle ali e, in generale una tonalità di colore più chiara rispetto alla colorazione selvatica (M+/M+), nel maschio è caratteristica anche la “spaccatura” chiara in mezzo al petto rosso mattone e il collare bianco che a differenza dei maschi M+/M+ è chiuso nella parte posteriore del collo. Nella Silver Appleyard spesso per colpa di incroci passati o per poca competenza da parte degli allevatori si possono trovare soggetti eterozigoti per il gene restricted mallard (M^R/M+), questi animali generalmente hanno una colorazione più scura (anche da anatroccoli), le copritrici delle ali senza o con scarse orlature bianche e il ventre troppo colorato.

Il light phase invece è un gene autosomico recessivo che si trova su un locus differente rispetto al selvatico ristretto, lo stesso locus della “fase arlecchino” come detto in precedenza. Il fase chiara influisce perlopiù sulla distribuzione del pattern (specialmente nelle femmine), la tonalità del colore di fondo e la presenza della tipica “maschera facciale”. Esistono probabilmente dei geni modificatori che influiscono propri sulla caratteristica del disegno facciale, in certe razze che presentano li/li questa si può trovare in entrambi i sessi, come nella Silver Appleyard e nella Canard de Challanse, in altre razze si trova solo nei soggetti di sesso femminile come nella Sassonia e nella Rouen Francese mentre in altre ancora in nessuno dei due sessi come nelle Call Duck colorazione “dark silver”. Anche per quanto riguarda il locus delle “fasi” possono capitare soggetti con fase chiara in eterozigosi con la fase arlecchino (li/li^h), tali soggetti impuri si posso riconoscere abbastanza facilmente per quanto concerne il sesso femminile, in queste ultime si può notare un evidente “cappuccio” di colore crema o bruno chiaro al posto del corretto disegno bianco con parte anteriore di testa e collo bruni tipici di una selvatica ristretta chiara in purezza.

È solo grazie alla commistione di questi due geni che in modi diversi restringono e tolgono pigmento dal piumaggio che possiamo ottenere la famigerata colorazione della nostra Silver Appleyard.
IL PARADOSSO “DELLE” SILVER APPLEYARD NANE
Fu sempre negli anni 40’ che Sir. Reginald Appleyard, dopo la sua già abbondantemente discussa prima creazione, decise di creare la versione nana di quest’ultima, la Silver Appleyard Bantam.
Per la realizzazione di questa sua nuova impresa incrociò una piccola femmina di Campbell kaki utilitaria con un maschio di Call Duck bianca. Le anatre che ottenne qualche generazione dopo ricordavano molto per morfologia una Silver Appleyard in miniatura ma col tempo si scoprì che la colorazione di questi soggetti era geneticamente molto diversa dal selvatico ristretto chiaro (M^R/M^R li/li), si trattava infatti di soggetti di colorazione selvatica argento (m^d/m^d li^h/li^h), la stessa delle già menzionate Abacot Ranger (Streicher), quindi molto più simili ad una eventuale variante nana di quest’ultima razza. Queste anatre erano ottime ovaiole pur essendo minute, caratterialmente molto docili e placide, poco rumorose e le femmine erano anche madri fantastiche, diventò anche una razza abbastanza popolare in Inghilterra intorno agli anni 50’-60’. Appleyard esibì pubblicamente per la prima volta la sua nuova razza bantam nel 1950 al Warwickshire Federation of Young Farmers. La situazione restò invariata e queste anatre vennero chiamate Silver Appleyard Bantam fino agli anni 80’, quando, dopo il riconoscimento della moderna Silver Appleyard da parte della British Waterfowl Association, Tom Bartlett della Folly Farm, nel Gloucestershire, selezionò una vera miniatura della originale Silver Appleyard creata da Reginald Appleyard, facendo corrispondere sia le caratteristiche morfologiche, sia il fenotipo e il genotipo della colorazione della Appleyard taglia grande, ma applicata su soggetti grossi solo 1/3 di quest’ultima. Bartlett espose per la prima volta la sua Silver Appleyard Miniature alla BWA Championship Waterfowl Exhibition nel 1987. Solo dopo 10 anni, nel 1997, venne riconosciuta ufficialmente nel Regno Unito, comportando così una obbligata modifica del nome della “Silver Appleyard Bantam” in Silver Bantam per evitare di creare confusione. Ormai da tempo considerate razze completamente diverse, queste anatre ancora coesistono in Inghilterra anche se solo la Silver Appleyard Miniature ha avuto un successo internazionale al pari se non superiore a quello della cugina taglia grande.
RIGUARDO A SIR REGINALD APPLEYARD
Sir Appleyard fu senza dubbio uno dei maggiori allevatori inglesi del 900’, una figura chiave nel settore dell’avicoltura britannica, in particolare per quanto riguarda l’allevamento e la selezione di anatidi ornamentali, già negli anni 20’ fu lui a dettare le linee guida per la selezione della moderna Corritrice Indiana da esposizione che viene tutt’ora allevata in tutto il mondo, le sue Corritrici Indiane all’epoca fecero incetta di premi e titoli in tutte le mostre inglesi. Dagli anni 30’ in poi Appleyard si dedicò alla selezione di nuove razze incentrando i propri sforzi soprattutto sulla produttività degli animali, contemporaneamente alla creazione della Silver Appleyard e della Silver Bantam curò anche alla selezione della Ixworth, una razza di polli bianchi a duplice attitudine creati a partire dall’incrocio tra Sussex, Minorca, Orpington e Combattenti Indiani e nel 38’ ne creò anche la varietà nana. Nello stesso periodo Reginald Appleyard fu anche uno dei pochi promotori dell’Oca di Sebastopoli, ai tempi razza ancora in via di diffusione nel Regno Unito e tentò di creare, con successo, la prima razza di oche nane di cui siamo a conoscenza, praticamente una versione nanizzata della Embden inglese dal peso di soli 3 chilogrammi all’età di 9 mesi!. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il tenente colonnello A. A. Johnson ritirò la Priory Waterfowl Farm a seguito del pensionamento di Reginald Appleyard, continuando a perpetrare la sua grande eredità in campo avicolo.
Per concludere la Silver Appleyard risulta per molti una razza estremamente affascinante grazie alla sua peculiare colorazione, le sue ottime performance produttive, il suo carattere mite e la sua facilità di allevamento che la rendono una razza incredibilmente adattabile e da non sottovalutare, con davanti un radioso futuro come l’ideale avicolo ornamentale.
Scritto e curato da Michele Rocco
Tutte le foto e soggetti presenti su questo articolo sono di Michele Rocco

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