L’acqua, prima del cibo, rappresenta per gli esseri viventi la risorsa principale per la loro sopravvivenza e nel loro corpo costituisce circa il 70%. Questo vale per noi esseri umani, ma è valido anche nei colombi per esempio. Se l’allevatore saprà rispettare anche le semplici regole descritte in questo articolo, la fonte idrica a disposizione degli animali permetterà loro di mantenersi sani e forti.

Può essere appeso o poggiato su superficie piana
L’acqua, prima del cibo, rappresenta per gli esseri viventi la risorsa principale per la loro sopravvivenza e nel loro corpo costituisce circa il 70%. Questo vale per noi esseri umani, ma è valido anche nei colombi per esempio. Se l’allevatore saprà rispettare anche le semplici regole descritte in questo articolo, la fonte idrica a disposizione degli animali permetterà loro di mantenersi sani e forti.
Un concetto semplice come bere rappresenta un aspetto estremamente importante nell’ambito dell’allevamento dei colombi: questi volatili, a differenza degli altri avicoli che raccolgono l’acqua nel becco per capillarità e la inghiottono inclinando la testa all’indietro, bevono affondando il becco nell’acqua e succhiandola (come noi faremmo con una cannuccia per intenderci). Questa caratteristica si è sviluppata nei millenni con la selezione, così da permettere ai colombi di potersi abbeverare anche quando l’acqua è limitata ed in condizioni di scarsa disponibilità in aree asciutte e desertiche, ambiente in cui i colombi si sono saputi diffondere anche per questo motivo. Inoltre anche la possibilità di assorbire le piccole gocce presenti sulle foglie permette ai colombi di evitare di doversi recare a terra, dove rappresenterebbero una facile preda.
Dato che i colombi assimilano circa l’80% del loro fabbisogno idrico appena conclusa la fase di alimentazione, se si adotta un sistema con due somministrazioni di cibo al giorno, può essere intelligente somministrare acqua pulita in quelle occasioni. E’ fondamentale tenere comunque presente che i riproduttori che curano i propri pulli hanno bisogno di acqua per creare il latte di gozzo. Colombi che non dispongano di sufficiente acqua in questo periodo potrebbero anche abbandonare la propria prole, in quanto impossibilitati nel poterla alimentare, o curarla in modo non ottimale così da avere in seguito piccioni deboli.
Oggi in ambito colombofilo si utilizzano spesso abbeveratoi che possano contenere acqua anche per qualche giorno, dato che è estremamente importante che la fonte idrica sia sempre a disposizione dei colombi (quando il ricambio regolare da parte dell’allevatore non è possibile) ed in particolar modo che questa sia pulita; l’acqua è infatti sinonimo di vita, ma è anche fonte di moltissimi pericoli per i nostri colombi: quando le temperature superano i 20°C, soprattutto in estate, l’acqua diviene terreno fertile per la proliferazione di batteri. I microrganismi arrivano dall’aria e si depositano sui liquidi, ma spesso sono anche trasportati dagli animali stessi, che immergendo il loro becco all’interno sono anche veicolo di batteri e patologie. Nel caso di colombi che abbiano la possibilità di volare anche all’esterno delle loro voliere (viaggiatori, altovolanti, capitombolanti…) il rischio che bevano da altre fonti idriche è molto alto e quindi la possibilità di diffusione di patologie nella colonia si alza esponenzialmente. L’allevatore deve quindi tenere sempre alta la soglia della propria attenzione e monitorare la salute dei propri animali.
Un’ottima alternativa per combattere la diffusione di batteri negli abbeveratoi è sicuramente tenerli puliti: questi oltre ad essere semplicemente sciacquati ogni volta, periodicamente, e più frequentemente in estate, dovranno essere puliti con detersivo per i piatti (NON PROFUMATO, visto che i colombi potrebbero non gradire odori insoliti!) e lasciati asciugare all’aria. Spesso i raggi UV sono uno dei migliori strumenti per disinfettare e combattere la diffusione di nuovi batteri.

e quando lo stagione lo permette lasciarli asciugare al sole
La spugna, che spesso in colombaia rimane per lunghi periodi di tempo sempre la stessa, andrebbe invece sostituita frequentemente, dato che il suo stato poroso non le permette di asciugarsi bene ogni volta che viene utilizzata e quindi anch’essa è ricettacolo di batteri.
Soluzioni naturali al proliferare di microrganismi dannosi ai nostri volatili sono certamente il limone e l’aceto di mele da aggiungere nell’acqua: questi ingredienti disinfettano e sono una buona alternativa quando non si ha la possibilità di una sostituzione frequente; particolare attenzione in questo caso va rivolta al fatto che questi due ingredienti alterano facilmente il pH dell’interno dell’apparato digerente (soprattutto a livello intestinale) dei colombi, causando in essi potenziali disturbi, che se occasionali non dovrebbero comportare problemi, ma alla lunga c’è il rischio che danneggino l’animale.
L’acqua può essere anche un valido strumento con cui somministrare ai colombi vitamine o farmaci: in molte situazioni questi integratori o medicine vengono disciolte ed assunte dai volatili nel tempo. Gli effetti nell’acqua delle sostanze perdono di potere e quindi dopo ogni ciclo è sempre bene pulire gli abbeveratoi.

(Foto tratta da “The illustrated book of pigeons” di Fulton R.)
Il posizionamento dell’abbeveratoio dentro la colombaia rappresenta un aspetto fondamentale: sicuramente nella zona più calda della voliera in inverno, così che solo quando le temperature scendono molto l’acqua si ghiacci impedendo ai colombi di bere; in estate invece sarà importante non porre il contenitore al sole cocente, sia per lo sviluppo di batteri che per la temperatura dell’acqua stessa.
Inoltre il suggerimento è di posizionare l’abbeveratoio sospeso di qualche centimetro dal piano della voliera oppure poggiarlo sopra un piccolo piedistallo, così che gli escrementi del suolo possano entrare con più difficoltà dentro di esso.
Sui libri storici è possibile leggere spesso che il miglior materiale per realizzare abbeveratoi fosse in passato lo zinco: questo metallo tra il XIX-XX secolo era sicuramente il migliore, dato che rispetto a vetro e pietra aveva l’importante capacità di non rischiare di rompersi nel caso in cui l’acqua al suo interno ghiacciasse ed aumentasse di volume. Inoltre lo zinco ha anche l’importante qualità di essere facilmente pulibile, caratteristica che in epoca più recente ha condiviso con la plastica: quest’ultimo materiale moderno ha inoltre il vantaggio di essere più economico e leggero, divenendo così oggi il più utilizzato per la costruzione di abbeveratoi.
Non sempre si sceglie di utilizzare abbeveratoi con serbatoio classico a cisternatta ruotata: è possibile utilizzare, come per il pollame, i nipples. Questo sistema permette di non avere ristagno d’acqua con conseguente formazione di alghe e batteri, dato che il colombo entra in contatto solo con l’acqua che beve.
Spesso in questa soluzione il sistema idrico è direttamente collegato alla rete idrica e questo permette di avere sempre acqua fresca. L’unico svantaggio dei nipples e dei tubi che portano l’acqua è che spesso il volume di liquido che contengono è ridotto e quindi in inverno è molto più facile che ghiaccino. Inoltre rispetto ai classici abbeveratoi hanno un costo maggiore, dato che si tratta di un impianto: spese riducibili se con un po’ di manualità e qualche attrezzo si riesce a realizzare l’intera struttura in autonomia.
Un’ulteriore differenza tra i polli ed i colombi ha ancora come protagonista l’acqua: mentre i primi si puliscono regolarmente dai propri parassiti per mezzo di bagni di terra, i secondi si puliscono con bagni d’acqua. Scenografica ed elegante la danza dei colombi dentro la vasca, è un rituale che spesso il colombofilo neofita tende a sottovalutare: l’errore che si corre è quello di lasciare il recipiente con l’acqua sempre disponibile, così che i colombi oltre a fare il bagno e sporcare l’acqua con le feci attaccate alle loro zampe e sul piumaggio, finiscono anche per berla. Questa è un rischio che l’allevatore può aggirare semplicemente lasciando questo recipiente per il bagno 1 volta a settimana nei mesi più freddi e 2 volte nei mesi più caldi, quando i parassiti sono più attivi e l’asciugatura del piumaggio è più rapida.
Anche la scelta del contenitore è un aspetto da non sottovalutare: i colombi non sono volatili capaci di nuotare e quindi scegliere un recipiente con acqua troppo alta può comportare il rischio che l’animale possa affogare. Tutto dipende dalla razza di colombi che alleviamo, ma in linea generale 7-10 cm di altezza potrebbe essere una profondità ottimale. A seconda della dimensione dei nostri volatili, dovremo scegliere vaschette proporzionalmente grandi, dato che ci sia sufficiente spazio per tutti: i colombi sono titubanti prima di bagnarsi e quindi un bordo svasato è sicuramente migliore.
Concludo l’articolo parlando della pioggia: anche l’acqua che cade dal cielo per i colombi rappresenta un vero e proprio toccasana, grazie alla sua purezza. E’ importante precisare che l’umidità dell’aria nei colombi, come nei polli, è sicuramente uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione per mantenere alto il loro standard di salute. Discorso diverso è per la pioggia: dato che come i bagni essa rappresenta un’ottima occasione per una pulizia dell’animale ed a tal proposito molte sono le voliere che hanno un balconcino esterno; qui i colombi in occasione di piogge leggere vanno ad inumidirsi il piumaggio, mentre nei giorni di sole gli piace scaldarsi e disinfettarsi, grazie anche agli stessi raggi UV.
Scritto e curato da Guido Monciatti
BIBLIOGRAFIA
– “I colombi” di Malagoli Giuseppe – 1887
– “The illustrated book of pigeons” di Fulton Robert
– Trinkwasser für Tauben – Verband Deutscher Rassetaubenzüchter e.V. (vdt-online.de)

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