Rogna delle zampe: Cause e Gestione

La rogna delle zampe è una patologia abbastanza comune da trovare in allevamento ed è causata da un acaro parassita genere Knemidocoptes specie mutans, Il corpo di questo piccolo aracnide è incolore o color crema chiaro e si presenta convesso sia sopra che sotto. Sotto l’addome delle femmine vi sono sacche genitali con uova e piccoli. La lunghezza dell’artropode è mediamente di 0,34 mm e la sua larghezza è in media di 0,30 mm.
Nell’animale sono presenti quattro coppie di epimeri che servono come punti di attacco per le otto zampe e per alcuni dei muscoli motori delle stesse. Le zampe della femmina sono più corte e tozze mentre quelle di maschi e ninfe sono più longilinee e hanno una segmentazione più evidente.

Patogenesi

Vive sotto le squame delle zampe dei volatili, causando incrostazioni, dermatiti, sollevamento delle squame e provocano crepe e sanguinamento delle cute. La sua azione lesiva fornisce inoltre una via di ingresso a infezioni secondarie di batteri e funghi opportunisti che vanno ad aggravare la manifestazione clinica. Con il tempo la cronicizzazione della problematica porta a zoppia ed i volatili sviluppano artigli lunghi e deformi a causa della mancanza di normale consumo per foraggiamento. Nei casi più gravi gli animali risultano abbattuti per il permanente stato di malessere e disagio e la maggior difficoltà nel raggiungere cibo e acqua. Se il problema viene ignorato a lungo sono riportati casi di necrosi e distaccamento delle estremità o di parte delle dita dell’animale. All’interno delle proliferazioni cutanee casate da questi acari vi sono numerose gallerie (aspetto a nido d’ape al microscopio) dove si trovano le femmine adulte riproduttive, le giovani ninfe e qualche maschio.
Anche se gli acari delle zampe sono stati segnalati in soggetti di tutte le età nei polli sono più comunemente colpiti i volatili anziani. Si teorizza in alcune specie o razze una predisposizione genetica allo sviluppo di infestazioni da Knemidocoptes in quanto in un gruppo di uccelli solo alcuni di essi manifestano la problematica nonostante la costante condivisione dello stesso spazio. Tuttavia questa teoria rimane ad ora non provata, la suscettibilità potrebbe essere dovuta anche a periodi di fragilità immunitaria, altre condizioni dermiche pregresse o animali con minor comportamento di grooming e pulizia.
Importante notare che in alcuni casi sono riportate (spesso in animali pesantemente infestati) lesioni da questo tipo di acaro anche su cresta e bargigli, con sintomatologia similare (croste, ispessimento e rottura della cute).

Gestione:


I metodi di gestione antichi prevedevano l’immersione degli arti in sostanze corrosive come acidi e solventi (benzina, acqua ragia) o rimozione a lama delle proliferazioni e delle croste; questi sistemi arcaici sono dolorosi, scarsamente efficaci e possono peggiorare lo stato della cute e rallentare la guarigione dei tessuti già esposti.

Con l’evoluzione della medicina e della chimica farmaceutica vennero testati nuovi prodotti al tempo innovativi come il DDT e l’esacloruro di benzene. Entrambi con risultati positivi, ignorando però la tossicità e la permanenza ambientale di alcune di queste sostanze al tempo in commercio.
Ad ora la terapia farmacologica prevede antiparassitari testati e sicuri come ivermectina, permetrine, fluralaner etch.. inoltre vi sono soluzioni naturali che hanno una discreta efficacia come co-formulati oleosi con estratto di neem. Questi farmaci vanno somministrati in base ALLA POSOLOGIA SPECIFICA e seguendo la via di somministrazione segnalata nel prodotto. I formulati presenti sul mercato sono di varie tipologie e si possono applicare direttamente in loco tramite spray e pomate, oppure con gocce topiche ad assorbimento sistemico o in alternativa in casi di infestazioni gravi direttamente per via orale o tramite iniezioni.
Per individuare tempestivamente il problema è molto importante osservare i propri animali con attenzione e individuare eventuali zoppie o squame dalla forma alterata e biancastra. Particolare attenzione a tutte le razze calzate, in quanto le penne sugli arti possono nascondere la problematica per diverso tempo!

Metodi casalinghi:

Anche se per la maggior parte delle affezioni dei nostri animali i classici “metodi della nonna” sono assolutamente da evitare… per la rogna delle zampe possiamo fare una piccola eccezione!
Utilizzare infatti la tecnica del soffocamento degli acari con sostanze oleose è efficace per eliminarli in modo definitivo!

Le sostanze migliori a questo scopo sono oli e gel oleosi non alimentari. Gel di vaselina, olio minerale, olio di petrolio e paraffina sono funzionali allo scopo e non sono assolutamente dolorosi o tossici per l’animale (possono volendo essere arricchiti con una piccola percentuale di oli di neem e/o oli essenziali di citronella/garofano per massimizzare il loro effetto) Ovviamente i composti in gel hanno una maggior permanenza sulla cute e tendono ad avere un efficacia più alta degli oli liquidi che si dilavano più rapidamente a contatto con il calore della cute.
Questi composti devono essere presi e applicati sulle aree colpite con cura, coprendo le zampe di una abbondante patina oleosa; questa impedisce all’ossigeno di raggiungere gli acari che in qualche ora vanno incontro a morte. Il trattamento va ripetuto per almeno 3-4 giorni consecutivi in modo da garantire che anche gli acari nelle gallerie più profonde periscano. Ideale è applicare il trattamento nelle ore serali in modo che l’animale mantenga il composto sulle zampe durante la notte.
La cute necessita però di diverso tempo per tornare alla normalità, e anche se gli acari sono stati eradicati con successo in casi gravi ci possono volere fino a 6 mesi per la completa remissione dei sintomi.
Per accelerare questo processo si suggerisce di mantenere l’olio/gel applicato una volta a settimana per un mese, questo aiuta la pelle a recuperare idratazione e elasticità rapidamente, favorisce il distacco delle croste e elimina eventuali acari sopravvissuti al primo ciclo intensivo di cura.

Ma parliamo di cosa NON USARE!!!

Zolfo e olio o Zolfo e burro sono composti da evitare, gli oli e i grassi organici a uso alimentare sembrano una buona scelta ma in realtà sono pessimi in quanto irrancidiscono velocemente e attirano insetti sprofagi e opportunisti come drosofile e mosche che, nonostante normalmente siano innocue, possono deporre uova sulle zampe imbrattate e causare l’inizio di una miasi (infestazioni da larve di mosche/ditteri). Lo zolfo in polvere che viene usato per questi pastoni risulta inoltre irritante e disseccante per la cute e sebbene abbia un effetto fungicida su alcuni miceti non aiuta l’eliminazione dell’acaro,

Da evitare oli vegetali o grassi animali
Lo zolfo anch’esso da evitare

DA EVITARE ASSOLUTAMENTE anche bagni di benzina, gasolio e diluenti vari, queste sostanze hanno un’azione acaricida, ma sono estremamente tossiche e dolorose sulla cute lesionata degli animali. Sono inoltre disidratanti, dilavano gli oli naturali protettivi presenti sulla cute e sono irritanti, andando potenzialmente ad aggravare la condizione del nostro animale.

Ci lasciamo quindi con un importante nota che specifichiamo sempre nei lavori che riguardano l’ambito medico veterinario.

E’ FONDAMENTALE per chi detiene animali avere un contatto veterinario di fiducia. Il professionista potrà visitare gli animali malati, prescrivere farmaci adatti e supportare il lavoro dell’allevatore chiarendo dubbi e domande.

Allevate sempre con passione, cuore, ma anche con tanta tanta testa!

Scritto e curato da Dr.ssa Anna Donneschi – MV

Fonti:

Control of the Scaly Leg Mite in Poultry with Some of the Newer Insecticides – A. D. Lowe

Anatomy of Cnemidocoptes Mutans (R. and L.), the Scaly-Leg Mite of Poultry – F. Reese Nevin

Scaly-leg Mite Infestation Associated With Digit Necrosis in Bantam Chickens (Gallus domesticus) – Teresa Y. Morishita, Grant Johnson, Galen Johnson, John Thilsted, Benjamas Promsopone, Crystal Newcomer

Scaly-leg Mite Infestation Associated With Digit Necrosis in Bantam Chickens (Gallus domesticus) -Teresa Y. MorishitaDVM, MPVM, PhD, Grant JohnsonDVM, Galen JohnsonDVM, John Thilsted

Efficacy of a novel neem oil formulation (RP03™) to control the poultry red mite Dermanyssus gallinae – A. CamardaN. PuglieseA. BevilacquaE. CircellaL. GradoniD. GeorgeO. SparaganoA. Giangaspero

Patologia aviare X edizione – B.W. Calnek

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