PREMESSA: a valle dell’ultimo articolo pubblicato su questo sito in questa sezione, “Introduzione ai Colombi Gozzuti” [LINK – I GOZZUTI – il portale indipendente di informazione avicola (confraternitagallus.com)], ho voluto approfondire la tematica con uno zoom dettagliato riguardante una razza appartenente proprio a questa categoria di colombi: poco prima che iniziassi a scrivere questo documento ero molto indeciso su quale razza approfondire tra le tante disponibili ed affascinanti; poi alla 35° mostra dell’Associazione Colombofila Toscana [LINK – 35esima Mostra Colombofila Toscana- Empoli 2-3 dicembre 2023 – il portale indipendente di informazione avicola (confraternitagallus.com)] sono rimasto affascinato da un esemplare di Gozzuto di Norwich, riconosciuto anche dai giudici come best in the show, e così ho selezionato questa razza per l’articolo di oggi.
Storicamente i COLOMBI GOZZUTI hanno sempre affascinato l’uomo, il quale nel ruolo di colombicoltore ha saputo cogliere una specifica mutazione genetica cercando di selezionare questo carattere, perfezionandolo e differenziandolo nelle tante diverse razze che poi contraddistinguono il mondo dei colombi ornamentali. Questo aspetto quindi “curioso” nel tempo è divenuto sinonimo di eleganza ed apprezzamento, soprattutto negli ambienti del Nord-Europa: nel Regno Unito il carattere “gozzuto” è arrivato attraverso l’Olanda con l’immigrazione e l’ipotesi è proprio che i primi colombi con queste caratteristiche fossero estremamente simili al Gozzuto di Norwich (nei Paesi Bassi questo colombo era denominato “Uplopen” ovvero “saltare verso l’alto”). Ad oggi è considerata la razza di gozzuti più antica allevata in Inghilterra (metà ‘700) e per questo il nome deriva dall’area in cui ha avuto il primordiale e consistente sviluppo, ovvero la contea di Norfolk e nel suo capoluogo, Norwich. Oltre a queste aree geografiche, sempre in Inghilterra, anche Suffolk ed Essex sono contee in cui questo gozzuto è sempre stato allevato in purezza.

dal libro “Illustriertes Prachtwerk aller Taubenrassen”
di Schachtzabel Emil ed immagine di Schöner Anton – 1906
Proprio il concetto di “purezza” assume un valore molto importante in questa razza: ciò che maggiormente salta all’occhio, osservando anche immagini e disegni datati di oltre 100 anni, è di come questo colombo sia molto simile a quello che oggi è visibile in mostre e fiere. Denominato originariamente dagli olandesi “pallone danzante”, questo volatile ha saputo con le proprie caratteristiche e la sua personalità non subire modifiche naturali e soprattutto artificiali. E’ particolare ed insolito come, pur essendo un colombo tra i più antichi allevati in Gran Bretagna, al Gozzuto di Norwich, solo nel XX secolo sia stato assegnato il nome proprio: zoologi e colombicoltori lo descrivono nei loro documenti storici del XIX secolo confrontandolo con gozzuti più diffusi e più grandi, dove rispetto ad essi la forma più leggera, slanciata, verticale e rotonda del gozzo ne fanno le caratteristiche distintive del Norwich.

a sinistra miniatura tratta dal libro ‘‘Fancy Pigeon‘‘ di James C. Lyell – 3a edizione del 1881
a destra il disegno dello standard del Gozzuto di Norwich approvato dall’Entente Europeenne del 2022
Il GdN rientra ovviamente tra i colombi Gozzuti, quindi grande attenzione in fase di allevamento selettivo e giudizio in mostra a punteggio deve essere dedicata al gozzo: questo elemento, prima di entrare nel dettaglio di come debba essere per calzare a pieno lo standard, è importante che sia ben bilanciato sull’intera forma e struttura dell’animale (taglia media), senza che per esso diventi un impedimento o un handicap e l’impressione complessiva sia quella di un animale sofferente o sproporzionato. La posizione deve essere quindi leggermente protratta in avanti, ma non tendente all’orizzontale; mai sbilanciato su un lato: non tanto importante che sia grande, quanto invece che sia sferico nella sua complessità.

(a sinistra colombo e foto di Benni Andrea
a destra colombo e foto di Claudenti Marco)
Il gozzo quindi, come tutti i colombi inglesi di questa categoria, in questa razza esprime al meglio caratteristiche di rotondità/sfericità e viene mantenuto gonfio con perseveranza. Nell’insieme complessivo il Norwich presenta il gozzo più grande in rapporto alla dimensione totale del colombo tra i gozzuti: questo significa che a livello visivo e fisico è netta la predominanza di questa parte anatomica sul resto del corpo; la testa (che comunque deve rappresentare la sommità dell’animale) di piccole dimensioni affonda insieme al becco nel rigonfiamento, quasi fosse un cuscino, che ad ogni modo non la sforza mai verso l’alto, ma sempre mantenendolo su una linea parallela al terreno. Il gozzo si stacca nettamente dalle spalle (che sono anch’esse leggermente coperte fino alla zona dell’attaccatura con l’ala) e dal petto (che non tende ad allargarsi avvicinandosi al gozzo, ma è parallelo al dorso, e forma lateralmente un angolo retto col gozzo). La parte retrostante è supportata da un collo piuttosto lungo (garantisce lo sviluppo volumetrico del gozzo) e flessibile, così che la linea retta coda-dorso subisca un netto cambio di traiettoria proprio in concomitanza del rigonfiamento che è invece una linea curva fino alla nuca: in questo modo il gozzo risulta sia visto frontalmente che lateralmente sferico. Importante che la coda non tocchi il suolo.

Colombo valutato come “best in the show” in occasione della
35esima Mostra Colombofila Toscana- Empoli 2-3 dicembre 2023
Il corpo è snello ed affusolato, così che a tutti gli effetti non debba presentare per l’osservatore un punto di distrazione e favorire il focus sul gozzo: l’armonia e la linearità sono le parole chiave in fase di selezione; le ali per esempio devono essere ben chiuse, molto aderenti al corpo e di profilo nella parte centrale devono rientrare nella sagoma del busto. Nel rispetto della leggerezza anche le zampe devono essere portate verticali e non subire il peso della parte alta del corpo: un’ipotetica linea perpendicolare al suolo partente dall’occhio del colombo dovrebbe arrivare al dito medio. Inoltre i tarsi e le dita sono implumi.
Il piumaggio nella parte strutturale del corpo è da ricercarsi aderente, anche se è tollerato se leggermente allentato sul gozzo, in particolare sotto: questo deriva dal fato che essendo questa zona di pelle soggetta a dilatazione anche il piumaggio, che a riposo è compatto, una volta in estensione si dilata naturalmente.

(colombi e foto di Claudenti Marco)
Oggi le varietà di razza riconosciute sono molte di più e sono qui di seguito riportate testualmente dallo standard:
Unicolore bianco. Con mezzaluna e rosette alari nei colori nero, pietra scura, rosso, giallo, bruno, khaki, rosso spread, strawberry (fragola), blu andaluso, blu vergato nero, blu martellato, blu argento a verghe scure, rosso vergato, rosso martellato, giallo vergato, giallo martellato, bruno vergato, bruno martellato, khaki vergato, khaki martellato, blu indaco vergato, blu indaco martellato.
Per ulteriori dettagli specifici per ognuna delle colorazioni sopra elencate si rimanda al documento ufficiale, recuperabile dal sito ufficiale F.I.A.C. – Federazione Italiana Allevatori Colombi.

nero, cannella (un rosso ruggine, ndr), giallo, grigio topo (pietrachiara, ndr), blu, dun (pietrascura, ndr), crema, e argento.
[dal libro ‘‘Fancy Pigeon‘‘]

Il Gozzuto di Norwich generalmente è un colombo molto vivace e vitale: probabilmente tra i più attivi tra gli ornamentali. Sia nella voliera che al di fuori di essa è sempre in movimento: questa sicuramente è sia una caratteristica peculiare di questo volatile sia è data anche dal suo essere gozzuto; come è stato sottolineato nell’articolo introduttivo a questa cerchia di colombi, essi sono stati selezionati per la loro docilità e le loro qualità di “volersi far vedere” sia con il gozzo sempre gonfio, sia proprio come attività motoria. Lo stesso vale anche in fase di esposizioni a mostre e fiere: difficilmente si vedranno Gozzuti di Norwich fermi dentro la propria gabbia, ma saranno sempre con il gozzo gonfio a muoversi a destra e sinistra.
Al contrario di quanto un neofita possa pensare i GdN sono anche ottimi volatori: il gozzo infatti è solo un grosso volume leggero e non crea loro impedimenti in fase di spostamenti aerei. Inoltre le sue medie dimensioni lo collocano in una posizione tra i colombi pesanti, incapaci o limitati nel volo, ed i colombi piccoli, leggeri ed abili “artisti celesti”.

Per quanto riguarda lo stile di allevamento è importante precisare che naturalmente il Gozzuto di Norwich è un buon riproduttore da un punto di vista di deposizioni annue e se la selezione primaria punta ad ottenere soggetti sani e dediti alla cura della prole, si avranno anche coppie capaci di allevare i propri pulli in autonomia. Se questo non avvenisse è logico pensare che si possa far uso di balie, anche se ciò comunque non deve essere prioritario per il colombicoltore: dare priorità alla salute degli animali rispetto all’estetica favorisce linee genetiche più sane nel medio-lungo periodo. Questa filosofia garantirà quindi di avere GdN capaci di deporre anche in pieno inverno e garantire all’allevatore un numero più consistente di colombi nati nell’annata, quindi un numero maggiore si soggetti da selezionare e così una più alta qualità di animali in colombaia. Le uniche settimane quando ovviamente si ha un importante rallentamento di deposizione e dell’intero ciclo riproduttivo nella coppia è il periodo della muta, dove non sarà raro trovare uova chiare nel nido.
La selezione dei soggetti, scartati quelli con evidenti difetti posturali (troppo basso per esempio) e di gozzo (sbilanciato per esempio), può avvenire intorno ai 7-8 mesi d’età a completa maturazione dei giovani. Si opererà con la formazione delle nuove coppie, chiudendo i soggetti nella posta, intorno ai primi mesi dell’anno (gennaio-febbraio).

(foto e soggetto di Benni Andrea)
A livello di salute i Norwich sono una razza piuttosto robusta: unica accortezza sono le patologie legate al gozzo, in particolar modo l’indigestione. Ne parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo: anticipiamo comunque che si tratta di un disturbo legato all’alimentazione eccessiva del colombo il quale non riesce a richiamare acqua e cibo proprio dall’ingluvie; molto spesso questa problematica non deriva da una semplice voracità del soggetto, ma dalla coccidiosi che genera nel colombo un bruciore dell’apparato digerente, tale che il volatile cercherà di sedarla bevendo continuamente acqua e andando in contro ad una indigestione.
A livello di gestione all’interno della voliera il GdN rappresenta una razza dal temperamento pacato: se si esclude il suo naturale ingombro dovuto proprio al gozzo, questo colombo non rappresenta un “pericolo” nella colombaia. Questo significa che è raro avere i soggetti che litigano tra loro e nessuno invade il nido altrui. Nel caso in cui ci siano in voliera con soggetti dal temperamento più vivace, i Norwich potrebbero essere disturbati dai coinquilini, dato che la loro indole pacifica e docile li porta spesso ad essere vittima dei soprusi altrui: nidi invasi, uova rotte, pulli feriti o uccisi. Pratica suggerita se la voliera diventasse troppo nervosa è chiudere i riproduttori nella loro posta non appena apparirà il primo uovo, fino a quando i pulli non avranno le piume: così ci si assicura una crescita sana senza disturbi.

(foto e soggetto di Benni Andrea)
Da non sottovalutare il ruolo dei posatoi, il cui numero deve essere proporzionato al numero dei colombi in voliera, questi non dovranno avere caratteristiche specifiche, se non quello di essere posizionati così che nessun colombo sporchi gli altri. Il GdN in quanto abile volatore non disdegna anche posatoi e poste posizionate in alto: questi ultimi è suggeribile che siano chiusi completamente con il foro di ingresso di 20-22 centimetri e le ciotole all’interno di una dimensione media (22-24cm di diametro esterno) con imbottitura artificiale (paglia, foglio di gomma piuma, sabbia…) oppure lasciandone libera gestione ai riproduttori.

PAROLA ALL’ESPERTO
In questo articolo abbiamo intervistato il sig. Gallio Agostino, attualmente campione italiano con i Gozzuti di Norwich, queste le sue parole in merito alla razza ed alla storia che lo lega ad esso:
“Il Gozzuto di Norwich l’ho scoperto casualmente nel 1973 alla fiera MAV (Mostra Avicola Veneta) di Padova quando ero in cerca di colombi gozzuti inglesi taglia standard; girando quel giorno non avevo trovato ciò che cercavo: li volevo bianchi ed invece ce ne erano solo di colorati. Ed allora una macchietta bianca la vidi all’interno di una gabbia di conigli da ingrasso: erano proprio una coppia di Norwich bianchi dal gozzo grande. Li comprai subito colpito dalle loro caratteristiche estetiche. Quello che me ne fece innamorare fu quando arrivai a casa: questi soggetti sembravano ammaestrati, tanta era la loro docilità che mi saltavano in mano o sulle ginocchia. Uno spettacolo!
Non ebbi fortuna però con questa coppia: deponevano solo uova chiare. Li tenni per 2-3 anni nel tentativo di cercare altri soggetti con cui unirli per vedere di riprodurli, ma non riuscii.”

“La svolta avvenne nel 1988 alla mostra nazionale a Padova, dove nelle vesti di giudice, mi ritrovai proprio a giudicare i 30-40 soggetti di Norwich: i colombicoltori che si sarebbero contesi il primato italiano erano Mario Magi con i suoi Norwich neri (soggetti corti, molto verticali e dal gozzo sferico) e Claudio Graziani con i suoi rossi (lunghi, non verticali e dal gozzo grande). Suggerii loro di unire le due linee genetiche per migliorarle rispettivamente, ma non accolsero piacevolmente la mia proposta…così lo feci io: presi un maschio nero di Magi ed una femmina rossa di Graziani. Da questa prima coppia ottenni molte soddisfazioni: tra le tante una nuova colorazione Spread (argento) ed incrociando poi Spread X Spread anche bianchi (sporchi); quegli stessi bianchi che poco più di 10 anni prima non ero riuscito a riprodurre.
Ovviamente dopo il cambio di sangue nel ceppo fu necessario: qualche anno dopo ad una mostra colombofila tra le vie della fredda cittadina di Wasserburg, in Germania, [la cui apertura era a mezzanotte ad un temperatura di -25°C] incontrai Martin Huber, allevatore di Passau (D), il quale mi cedette 5 colombi bianchi. Questi una volta tornati in Italia mi permisero di pulire i bianchi ottenuti dagli argento e nelle successive mostre nazionali presentare Norwich bianchi ottenuti dai primordiali ceppi di Magi e Graziani, destando stupore in tutti!”

Il mondo dei colombi ha ampia diffusione soprattutto nel nord-Europa: qui ovviamente non mancano i club specializzati anche del Gozzuto di Norwich e tra i più noti vi è quello tedesco, Sonderverein der Züchter des Norwichkroepfers. Molti sono i colombicoltori che allevano questa razza nella zona sud-est della Germania, ma ci sono rilevanti estimatori anche in Austria e Repubblica Ceca.

Foto in copertina :
Gozzuto di Norwich blu vergato, maschio adulto p.97 Proprietario: Malgras Marc Olivier
Périgeux (F) Nazionale francese, 13-14 Gennaio 2018, foto di Comi Roberto
Un sincero ringraziamento a chi ha contribuito alla scrittura di questo articolo:
– F.I.A.C. – Federazione Italiana Allevatori Colombi di razza (fi-ac.it)
– Gallio Agostino
– Trinci Tiziano
– Comi Roberto
– Claudenti Marco
– Benni Andrea
BIBLIOGRAFIA
– “The Pigeon Standard” – di C.E.Twombly, Boston – 1900
– SCHEDA GOZZUTO DI NORWICH 2022.pdf (fi-ac.it)
– “OUR DOMESTIC BIRDS: elementary lessons in aviculture” di John H.Robinson – 1913
– “Illustriertes Prachtwerk aller Taubenrassen” di Schachtzabel Emil – 1906
– “COLOMBI DOMESTICI e la colombicultura” di Paolo Bonizzi – 1887
Scritto e curato da Guido Monciatti


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