Uno degli aspetti cui notiamo subito in un pollo è sicuramente la cresta, cioè un’escrescenza carnosa che adorna la testa dei nostri amici avicoli, ma, a cosa serve la cresta?
La cresta al pari di altri organi come udito e vista ha la funzione di dissipare il calore corporeo, gli esseri umani hanno le ghiandole sudoripare, i cani usano la lingua, mentre i polli tramite l’ausilio di cresta e bargigli fanno calare la propria temperatura corporea, infatti è una parte estremamente vascolarizzata (questo il motivo del suo colore rosso intenso) e completamente esterna all’animale per essere più all’aria possibile. Possiamo infatti notare che la cresta è più grande nelle razze mediterranee (Livorno, Minorca, Valdarno ecc..) mentre in altre razze tipiche di climi più rigidi è più piccola anche per evitarne il congelamento. In molte razze a cresta semplice è stata selezionata anche la variante con cresta a rosa proprio per questo motivo.
Un’altra funzione della cresta (e anche dei bargigli) può essere quella di attrarre la femmina durante il rituale d’accoppiamento detto anche processo di Tidbitting. Infatti un gallo con la cresta migliore dimostra di essere più invigorito ed in salute, queso in biologia è chiamato anche “segnale onesto”. Degli studi sulla quantità di testosterone hanno rivelato infine, che il gallo e la gallina con la cresta più sviluppata spesso stanno più in alto nell’ordine gerarchico del pollaio e si pensa che creste e bargigli aiutino un gruppo di avicoli a riconoscersi tra di loro.
VARI TIPI DI CRESTA
La variabilità genetica avicola ci ha regalato nel tempo, anche grazie alla selezione umana di alcuni caratteri, svariati tipi di creste che andremo ad elencare.
CRESTA SEMPLICE o SINGOLA (r+/r+ p+/p+)

La cresta semplice è composta da una singola lama che partendo dall’estremità superiore del becco taglia a metà tutta la lunghezza del capo fino alla nuca, è dotata nella parte superiore di un numero variabile di dentelli, a seconda di razza e selezione (è preferito da 5 a 6 nella maggiorparte dei casi e in alcuni casi il numero è ben definito dallo standard) l’ultimo elemento è il lobo posteriore della cresta la cui parte inferiore può toccare la nuca (Figura II) , staccarsi prima di essa senza seguirla (lobo a bandiera figura I) o seguire la nuca senza toccarla. Nel gallo è quasi sempre dritta tranne in alcune razze dove la presenza di ciuffo può renderla anche storta (piega di supporto). È piegata nelle galline (possibilmente dopo il secondo dente) durante il periodo della deposizione, nelle razze con cresta grande. Il gene che fa variare il numero di dentelli nella cresta semplice è He+ che in altri tipi di creste ne va a determinare anche la tessitura e la rugosità. In letteratura compare anche una variabile senza dentelli della cresta semplice ma non si hanno testimonianze recenti della sua comparsa negli allevamenti Hobbistici.
CRESTA A ROSA (R/R)

Questo tipo di cresta può variare a seconda delle razze ed è sempre più grande nel gallo. Generalmente può essere definita larga, quasi piatta all’apice, ricoperta da piccole papille regolari oppure a perlatura e finisce sempre con la spina posteriore appuntita. Ce ne sono molti tipi e può terminare anche con tre spine come ad esempio nella Lionese e nella Barbuta di Watermael. La cresta a rosa è provocata dal gene R, autosomico a dominanza completa. Alcuni studi hanno dimostrato che i galli in possesso di R/R sono meno fertili di quelli impuri R/r+ e dei soggetti a cresta singola r+/r+. Questo problema non riguarda le femmine e non va a influire sulla natalità dei pulcini. Alcune creste a rosa hanno una perlatura fine e altre rugosa, questo tratto è regolato dalle seguenti mutazioni alleliche:
– He+, gene autosomico e dominante, che esprime una cresta rugosa e in omozigosi presenta una perlatura della cresta molto grossolana, trova la sua massima espressione nella razza Derbyshire RedCap in cui si formano dei veri e propri dentelli;
– he. 1 che causa una perlatura molto fine
Questi geni hanno anche influenza sul numero delle punte delle creste singole. Un altro tratto variabile della cresta a rosa lo troviamo nella spina posteriore, infatti abbiamo spine lunghe e coniche, portate alte, come quella della Bantam o della Amburgo, altre creste hanno la spina posteriore portata orizzontalmente che si distacca completamente dalla linea del capo (come nella RedCap) o corta e che segue la linea della nuca (come nella Wyandotte). Un’altra variabile è la cresta a rosa trifida, cioè con tre spine, questa caratteristica la ritroviamo nella Barbuta di Watermael, dopo diversi studi è stato dimostrato che la presenza di queste tre spine è collegata anche alla presenza del ciuffo occipitale, infatti se il ciuffo è assente la cresta presenta una sola spina (come la Barbuta di Anversa). Anche la dimensione del ciuffo può essere un fattore che determina la grandezza della cresta, infatti dopo numerosi studi si è dimostrato che più è grande il ciuffo meno la cresta a rosa si esprime.
CRESTA A PISELLO (P/P)

La cresta a pisello (o cresta tripla) è tendenzialmente piccola e formata da tre linee longitudinali di dentelli o papille che vanno dalla fronte alla nuca, la linea centrale risulta più rilevata rispetto alle due laterali. è tipica di molte razze fra cui quelle di origine asiatica come la Brahma e molte razze di polli combattenti. Il gene che la determina è P, incompletamente dominante che si manifesta anche quando è in uno stato di eterozigosi. Sulla base della loro esperienza, alcuni allevatori sostengono che ci siano due tipi di creste a pisello: quella sudamericana (come quella dell’Araucana) che è più bassa sulla fronte e con la parte terminale ben staccata dalla nuca, come una sorta di fiamma e quella asiatica (come quella della Shamo) che termina ben attaccata alla nuca. Questo tipo di cresta è correlata a bargigli piccoli. Queste due caratteristiche sono tipiche di razze che trovano la loro origine in fasce climatiche fredde: infatti come dicevamo all’inizio la cresta è un dissipatore di calore ma allo stesso tempo è la parte più esposta alle basse temperature, creste a pisello e bargigli piccoli riducono drasticamente la probabilità di congelamento delle stesse. Solitamente le dimensioni delle creste a pisello sono proporzionate con le dimensioni dei bargigli.
CRESTA A NOCE (R+P)

La cresta a noce è il risultato delle combinazioni tra le creste a rosa e a pisello, viene detta a seconda delle razze anche cresta a cuscino, cresta a mora (come nelle Moroseta appunto che viene scurita dalla presenza del gene fibromelanico) e cresta a fragola in base alla struttura e alla superficie con cui si presenta. Ha una dimensione minore rispetto alla cresta a rosa e a pisello e spesso presenta un’infossamento orizzontale frontale, detto anche calice, che divide 1/3 della cresta dai restanti 2/3. Può avere perlatura fine o grossolana a seconda della presenza di He+ o he.
CRESTE DOPPIE
Le creste doppie hanno molte varianti, in alcuni casi, come nella cresta a cornetti, possono essere accompagnate dalla caratteristica delle narici rilevate.
CRESTA A CORNETTI

La cresta a cornetti (o a V) è formata da due protuberanze a forma di corna che si sviluppano partendo dalla parte alta del becco, in alcuni animali anziani si può fondere con le narici. In Sicilia è stata selezionata nel tempo anche la Cornuta di Caltanisetta e si pensa che sia una mutazione della cresta a coppa, i cornetti di alcuni galli infatti possono essere lunghi fino a 15 cm. Queste dimensioni dei cornetti oltre a un fattore di selezione potrebbero essere anche date da un fattore ambientale visto che come dicevamo in precedenza le creste tendono a aumentare di dimensione quando ci troviamo a temperature mediamente elevate.
CRESTA A COPPA

Tipica della Siciliana Coronata e della Augusta è una cresta semplice che si sdoppia a partire dal secondo dente, formando una “coppa” circondata da dentelli, nella parte posteriore può essere chiusa o aperta.
CRESTA A FOGLIA DI QUERCIA

Tipica della razza Houdan, sembra una piccola farfalla con le ali quasi aperte e con l’orlo di esse dentellato. è sempre collocata anteriormente ad un ciuffo. Si può pensare che sia una cresta a coppa selezionata per quel fenotipo.
CRESTA SEMPLICE CON ESCRESCENZE LATERALI

Tipica delle razze Penedesenca e Empordanesa è una cresta semplice che presenta due escrescenze laterali all’altezza dell’inizio del lobo.
LE CRESTE IN FASE DI GIUDIZIO
Molti di noi selezionano avicoli per poi portarli a giudizio durante le esposizioni, di seguito andiamo ad elencare quali sono i difetti delle creste che possono portare a perdita di punteggio o addirittura alla squalifica del nostro animale. A seguire le principali problematiche che possono interessare le creste:

foto di Gabriele Marchetti

foto di Paolo Cortopassi

foto di Lucrezia Muscas









CRESTA COME SEGNALE D’ALLARME CHE QUALCOSA NON VA

La cresta come detto in precedenza è completamente vascolarizzata, quindi osservandola possiamo capire anche come sta l’animale che ci troviamo davanti, infatti alcune malattie che possono colpire i nostri avicoli possono manifestarsi anche attraverso una riduzione di essa, cambiando colore , facendola piegare o addirittura come nel caso del vaiolo con la presenza di alcune eruzioni cutanee su di essa. Lo scurirsi del colore rosso della cresta può essere dovuto nei casi di creste di grandi dimensioni anche solo un fattore ambientale dovuto a un clima particolarmente rigido. In questi casi, in caso di dubbio, è sempre bene contattare il proprio veterinario di fiducia per un riscontro.
Scritto e curato da Gabriele Marchetti

Foto in copertina raffigurazione di una coppia di Italiener del catalogo del 1930 Geflügelhof in Mergentheim (coll.pvt. Cortopassi)

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