La Nostrana di Morozzo

Mi sono appassionato a questa razza nel lontano 2014, da sempre allevatore dei classici polli commerciali (Kabir, collo nudo, livornese utilitaria, ISA, ecc) ero alla ricerca della mia prima vera razza da allevare e selezionare. Forte sostenitore delle razze autoctone cercavo appunto una razza italiana con cui iniziare questa avventura.

La primavera dell’anno successivo mi recai in Piemonte dall’amico Pietro Testa per reperire i primi soggetti. Partii da uova fertili, che misi subito in incubatrice non appena tornato a casa. Nacque dunque la prima generazione del mio pollaio di razza.

Da allora sono tornato in Piemonte altre volte per ricercare altri animali per rinsanguo, ogni seconda domenica del mese a Fossano si tiene un mercato di piccoli animali dove è possibile trovare allevatori professionali che vendono i propri soggetti, sono animali utilitari bisogna quindi saper scegliere.

Descrizione

Partiamo però dall’introduzione di questa razza, nata nei territori del Cuneese, soprattutto paesi limitrofi al comune di Morozzo, come Sant’Albano Stura, Beinette, Centallo, Castelletto Stura e Fossano.

Le galline depongono circa 150 uova dal peso tra i 55 e i 65 gr all’anno tra la primavera e l’estate, mentre in inverno rallentano o interrompono del tutto.

Piumaggio molto lucente non ancora molto definito, in genere le tonalità sono riconducibili alle colorazioni selvatico, frumento e perniciato nelle loro anche possibili combinazioni, con galli in cui non è ben visibile la differenza, presentando tutti petto nero e dorso rosso con il caratteristico triangolo alare. Nelle galline è possibile invece notare tutte le possibili combinazioni.

Molto robusta e rustica, è un animale molto vivace e diffidente nei confronti dell’uomo. Se lasciata in libertà non sarà difficile vederla andare a dormire sugli alberi. (https://www.agraria.org/).

L’indirizzo per la selezione deve essere quindi quella del tipico pollo ruspante, dalla forma raccolta, precoci, dall’elevata capacità di deposizione ed un’intensa pigmentazione gialla della pelle con creste e bargigli il più sviluppati possibile. Data questa caratteristica richiesta non è difficile trovare galli con creste leggermente piegate nella parte posteriore e colpi di pollice, oltre a bargigli aperti a farfalla. Non disperate, sono caratteri tollerati nella selezione (https://www.aiaoavicoltori.it/).

Il peso degli animali varia da 2,5 a 2,8kg per il gallo e 2,0 a 2,3kg per le galline (https://www.aiaoavicoltori.it/).

Gli orecchioni devono essere di media grandezza e ben visibili, allungati, da bianco crema a gialli.
Collo con ricca mantellina che finisce su spalle larghe ed arrotondate cosi come il dorso, largo e portato orizzontale.
Ali forti, orizzontali o appena inclinate ed aderenti al corpo.

Petto: pieno, largo, profondo, con ventre ben arrotondato.
Coda di lunghezza media, portata mediamente aperta, molto rilevata; 65/70° nel gallo e di 60° nella gallina con la linea del dorso; nel gallo falciformi di media lunghezza, ben ricurve e lanceolate della groppa ben sviluppate.
Zampe molto carnose, nella gallina sono nascoste dal piumaggio dei fianchi; nel gallo sono invece poco visibili. Di media lunghezza, giallo intenso. Quattro dita (https://www.aiaoavicoltori.it/).

Come la sua cugina, la “Bionda piemontese”, conosciuta anche come “Bionda di Villanova”, utilizzata per produrre il cappone di San Damiano d’Asti, questa razza viene impiegata per la produzione del famoso Cappone di Morozzo (Presidio Slow Food) (https://www.agraria.org/).

Cappone di Morozzo

Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Cappone di Morozzo e delle Produzioni Avicole Tradizionali opera sul territorio di tredici comuni: Morozzo, Margarita, Castelletto Stura, Montanera, S. Albano Stura, Trinità, Magliano Alpi, Rocca de’ Baldi, Mondovì, Villanova Mondovì, Pianfei, Beinette e Cuneo (https://www.agraria.org/).

I maschi vengono castrati chirurgicamente all’età di circa 70 giorni e macellati tradizionalmente quando raggiungono i 6-7 mesi di vita, cosicché la distribuzione e la quantità di grasso sia ottimale.
Fin da pulcini sono allevati a terra e rinchiusi al coperto solo di notte, con uno spazio minimo di 5 metri quadrati per capo. Per garantire l’artigianalità della produzione è stato stabilito che ogni allevatore possa detenere non oltre 200 esemplari.
Le caratteristiche morfologiche del cappone di Morozzo sono il piumaggio lucente e variopinto (sinonimo di buono stato di salute), la testa piccola di colore giallo privo di bargigli e cresta, le zampe sottili di colore giallo arancione, la pelle di colore giallo paglierino (indice di congruo ingrassamento) e il peso variabile tra i due e i tre chilogrammi (https://www.agraria.org/) (https://www.capponedimorozzo.it/).

In base alle recenti normative sul benessere animale, subito recepite dagli allevatori del Consorzio, non vengono più tagliate, come in passato, le creste ed i bargigli (https://www.capponedimorozzo.it/).
E’ molto apprezzato per le sue carni morbide, tenere, delicate ma allo stesso tempo anche molto ricche di gusto (https://www.agraria.org/).

Immagini raffiguranti capponi di Morozzo, fonte: https://www.capponedimorozzo.it/

Esperienze di allevamento

Tornando a noi, questa è una razza con molti pregi ma anche molti difetti, che la fanno odiare e adorare allo stesso tempo.

È di facile allevamento e riproduzione, con un’alta fertilità delle uova (22 pulcini nati su 24 uova incubate è una buona media). Sono però animali irrequieti fin da pulcini e soffrono la reclusione anche se necessaria per scongiurare possibili perdite nei primi giorni di vita. La pica (cioè l’ingestione di materiale che non sia cibo) è una cosa a cui fare attenzione perché i pulcini possono ferirsi tra loro strappandosi le piume. Di contro una volta adulti e liberi si avventurano anche lontano dal pollaio in cerca di cibo, sono dei gran razzolatori e animali molto indipendenti!

L’aspetto più difficile da selezionare è il colore, essendo animali da utilità le colorazioni sono originariamente allevate in promiscuità e ogni generazione è una sorpresa. Personalmente sono anni che ho puntato sulla selezione del colore selvatico bruno melanizzato, colore che si può riconoscere in altre razze come nell’Araucana ad esempio. Questa colorazione è stata comunque raggiunta e stabilizzata da alcuni allevatori come il già citato Pietro Testa il quale è riuscito a farla riconoscere di recente.

Alleli del locus E
in ordine decrescente di dominanza

E

estensore del colore

ER

bruno dorato

eWh

frumento dominante

e+

dorato

eb

perniciato

es

speckled

ebc

buttercup

ey

frumento recessivo

Lo Tabella illustrativa delle basi di colorazione dei polli, fonte: https://www.summagallicana.it/Volume3/C.I.htm

Immagini dalla galleria personale, sopra, pulcini e sotto pollastra di Nostrana di Morozzo

Le basi di colore ricorrenti nella razza sono principalmente tre come detto precedentemene: frumento, selvatico (nominato dorato nello scritto di Summagallicana) e perniciato, a cui si aggiungono molti altri geni modificatori come il columbia (Co), raro ma possibile da vedere nei ceppi commerciali, soprattutto nelle femmine.

Questo gene sia nel maschio che nella femmina circoscrive il nero al collo, alle ali, alla coda, alle piume dei tarsi, nonché alla sella del gallo ( vedi Sussex, Brahma, Wyandotte) (https://www.summagallicana.it/Volume3/C.I.htm). Ipotizzo che scegliendo i galli con petto nero per la riproduzione il gene in questione rimanga presente solo grazie a qualche femmina.

Il selvatico melanizzato è dato dalla base e+ che dona il piumaggio tipico del gallus gallus, su cui agiscono insieme sia geni intensificatori del rosso che estensori del nero, peraltro presenti in maniera casuale nelle popolazioni commerciali. Questi geni sono:

Mh gene mogano: in entrambi i sessi causa una riduzione del pigmento nero a livello del dorso e delle ali, sospingendolo inoltre verso l’apice di ogni singola piuma. Un effetto addizionale è quello di scurire la il pigmento rosso e con certe combinazioni geniche ne risulta un piumaggio rosso scuro (https://www.summagallicana.it/Volume3/C.I.htm).

ch gene charcoal: conferisce il carattere “testa di moro” oltre a formare una lieve orlatura nera sulle piume dando un effetto di oscuramento del colore di base.

Immagini dalla galleria personale, giovani animali provenienti dal mercato di Fossano

Nonostante la sua natura vagabonda e un carattere più simile ad un fagiano che ad un pollo, è una razza che allevo con piacere ormai da quasi 10 anni, impareggiabile a mio avviso la visione dell’imponenza delle creste e bargigli dei galli di questi animali, che su un fondo scuro risaltano con il loro rosso vivo. Ancora però poco apprezzata al contrario della cugina Bionda Piemontese, già da diverso tempo esposta alle fiere espositive. Spero il suo allevamento così come quello delle altre razze autoctone possa trovare spazio nel pollaio di molte altri appassionati.

Questo è ciò che ho potuto raccontarvi riguardo gli animali che allevo, ora tocca a voi, buon allevamento, magari con la Nostrana di Morozzo, chissà.

Scritto da Riccardo Perego

Foto e soggetto in copertina di Riccardo Perego

Bibliografia

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