MINOHIKI

Era Aprile 2023 la prima volta che vidi un pollo di questa splendida razza, ne rimasi affascinato immediatamente, specialmente da quel gallo rosso lucente con la coda completamente nera e dal portamento fiero e rilevato, un amore a prima vista.

La parola giapponese “Minohiki” è composta da due parole che caratterizzano l’aspetto di questo pollo in maniera molto giapponese: Mino = Lanceolate della Groppa, Hiki = trascinare.

Tradotto approssimativamente la parola Minohiki si riferisce a un pollo che trascina a terra le lanceolate della groppa. Nella letteratura giapponese esiste qualche teoria su come sia nato questo pollo ma probabilmente i progenitori di questo pollo sono Shamo e Shokoku.

Fortunatamente erano molto allevati per i combattimenti tra galli e quindi molte fonti storiche sono arrivate ai tempi nostri, infatti questo pollo pare molto cambiato dalle sue origini. Tuttavia degli studi genomici condotti da un Team di scienziati giapponesi sul DNA dei polli odierni escludono la parentela con lo Shamo: gli odierni Minohiki come li conosciamo noi sono strettamente imparentati con Satsumadori e Jitokko.

Il fatto che il Minohiki sia così distante da Shokoku e Onagadori come parentela è stata una vera sorpresa, ma probabilmente gli animali utilizzati per questi studi erano stati per qualche motivo incrociati con degli Satsumadori facendo sparire il gene dello Shamo. Queste purtroppo rimangono solo teorie visto che precisamente è molto difficile stabilire con precisione dove e con che modalità è nata questa razza. Da alcuni dipinti del periodo dell’Edo (1602 – 1868) sembra che questo tipo di pollo fosse già presente e anche in maniera importante. In un libro della fine del 1800 si trova la descrizione di un pollo chiamato Minohiki-Jidori, le cui caratteristiche portano in tutto e per tutto al Minohiki.

II. Letteralmente la parola “Mino” in Giapponese significa “Mantello antipioggia fatto di paglia di riso”. Nella foto una rappresentazione di queste mantelle nel museo popolare della città di Yamato

Questo periodo è strettamente legato a un evento molto importante: nel 1954 infatti gli statunitensi sbarcarono a nel golfo di Tokyo costringendo i giapponesi a firmare un trattato di amicizia noto come Trattato di Kanagawa. Qualche anno dopo un missionario francese introdusse a Parigi dei polli che venivano dal porto di Yokohama che probabilmente contribuirono alla nascita dell’omonima razza. Tra i polli nativi giapponesi il Minohiki è uno di quelli che sono stati esportati relativamente presto. La Yokohama è uno dei suoi discendenti che in Europa ha avuto un particolare successo.

Per parlare di Minohiki non è sufficiente che abbia delle lunghe falciformi e delle lanceolate della groppa che tocchino terra, anche se si possono creare polli con la forma del corpo di una Shokoku che assomigliano sotto certi versi a un Minohiki, dal punto di vista di un giapponese non assomiglieranno mai ad esso. Di seguito vorrei presentare le caratteristiche principali, secondo tradizione giapponese, che rendono così affascinante questo pollo, ritenuto estinto durante la seconda guerra mondiale ma “riportato alla luce” dal signor Hirotuki Muramatsu.

III. Testa di un Minohiki. foto di Stanisław Roszkowski

Innanzitutto i lineamenti del viso non sono morbidi come quelli di una Shokoku o un Onagadori: la parte superiore degli occhi risalta vistosamente, sembrano quasi ammaccati, acuti e lucenti, di un pollo di dignitoso aspetto.

IV. Set di tazze da Sakè proveniente dall’isola sacra di Miyajima

Il viso non è liscio ma presenta rughe, entrambi i lobi e gli orecchioni sono piccoli, queste caratteristiche sono in comune con lo Shamo. La parte superiore del corpo è piuttosto eretta e quindi diversa dalla Shokoku, il torace è molto solido, mentre la parte posteriore ha delle dolci curve che collegano la schiena con la coda senza formare un angolo retto. La linea della coda ruota all’indietro formando un angolo di 15/25 gradi con la linea orizzontale del dorso.

Per ottenere questo flusso così delicato di piume è necessario osservare la quantità di esse ed è necessario che il rachide sia estremamente elastico, le falciformi non dovrebbero cadere direttamente dalla parte del coccige ma alzarsi appena da esso e fluire dolcemente all’indietro.

V. Studio sulla testa di un Minohiki. Disegno di W Marc King

Dall’inizio del periodo Meiji (1868-1912) ci sono documenti secondo i quali la cresta del Minohiki è una cresta a noce o a pisello, è stato molto difficile decidere quali delle due adottare o se nel caso accettarle entrambe. Oggi lo standard accetta il “pettine sakazuii” (tazza da sakè): cioè una cresta a noce con una forma speciale (una sorta di calice). Non si sa perché sia stata esattamente scelta questo tipo di cresta ma si crede che sia perché aggiunga dignità alla faccia di questo pollo. Il Minohiki, allevato fin dai tempi antichi nella regione di Shizuoka, ha questa cresta Sakazuki, raramente escono creste a pisello. La maggior parte dei Minohiki allevati in questa regione è di colore originario Shojo (Fulvo Coda Nera), gli antichi davano il nome Shojo a un leggendario mostro giapponese dall’aspetto di una scimmia con dei peli lunghi gialli e un volto simile a quello di un umano, questo mostro ha la voce simile al pianto di un bambino, è goloso di sakè e comprende il linguaggio umano. Si narra che da questa golosità per il sakè è stato deciso che il Minohiki debba avere questa cresta a forma di sakazuii (appunto una tazza da sakè).

VI. Studio sulle tipologie principali di Minohiki. Foto di W Marc King tratta dal libro si Stanisław Roszkowski.

Gli orecchioni devono essere ovali e di media grandezza di colore rosso intenso, bargigli piccoli, semicircolari e di media lunghezza sempre simili e ben equilibrati fra loro. Le Ali dovrebbero esser ben piegate ed aderenti al corpo, che non tocchino terra. Il passaggio collo schiena dev’essere dolce: non va bene che la parte superiore del corpo sia troppo eretta e l’inclinazione della schiena, ripida formando un angolo di 90 gradi. Le piume della sella si sviluppano a partire dalla parte anteriore dell’uropigio, sono strette e crescendo si abbassano, vengono chiamate piume Mino e possono essere spesse e sottili a seconda alla parte in cui crescono e alle loro forme. Non è una distinzione assoluta ma quelle che crescono vicino all’Uropigio sono larghe mentre quelle che crescono sopra di esso sono corte.

Sono distinte anche in larghe o strette: larghe possono far apparire la sella più abbondante ma saranno più deboli nella crescita, mentre strette saranno più abbondanti nella crescita visto che il giovane gallo sembrerà povero di questo gruppo di piume. L’ideale è che le piume siano strette e ricche. Un altro carattere a cui c’è da fare attenzione sono le piume “Waki Mino’’ cioè delle penne Mino che crescono vicino alla coda, relativamente corte e hanno l’attaccatura nella parte superiore ed esterna dei femori.

Quelle che si sviluppano notevolmente pendono dalla parte inferiore delle ali ripiegate. Le Waki Mino tendono a svilupparsi notevolmente quando il pollo possiede una forma corporea vicina a quella ideale, si pensa che queste Waki Mino abbiano una correlazione con la quantità di Mino. Le piume della sella delle femmine sono molto ricche, sono strette e ben appuntite. Per quanto riguarda le piume della coda devono essere di media lunghezza e con un rachide ben solido. Quando queste piume cadono tutte leggermente all’indietro mostrano in vero carattere del Minohiki. Ciò deriva dalla forma distintiva del corpo rispetto a quello di polli derivanti dalla Shokoku.

A differenza di altre razze ha piume della coda molto abbondanti, questo va a determinarne la tipica forma. Il peso standard degli adulti è tra i 2/2,5 kg nei maschi e i 1,3/1,8 kg nelle femmina ma in Giappone vorrebbero lavorare per aumentarne leggermente la taglia.

VII. Minohiki Selvatico Argento. Foto di Stanisław Roszkowski

E’ stato designato come specie protetta nel 1940. Durante il periodo Showa (1926-1989), si dice che più di 1.500 polli di questa razza vivessero nella regione di Mikawa della prefettura di Aichi e nella regione di Enshu della prefettura di Shizuoka.

Tuttavia, il numero di amanti di questi avicoli è diminuito notevolmente e ora sono sull’orlo dell’estinzione.

Il Minohiki come lo conosciamo ora ha raggiunto l’Europa alla fine del 1900, tramite Knut Roder, ma queste popolazioni sono scomparse misteriosamente. Marc King ha riattivato questo progetto sulla base dei polli di Knut, ricreando il fenotipo incrociando Yokohama, Combattente Brasiliano e Satsumadori. Nei primi anni 2000 più volte sono state importate uova con un discreto successo e molti giovani allevatori si sono interessati a questo progetto, ora in Europa si ha un discreto numero di esemplari provenienti per lo più dal grosso lavoro di allevatori come Marc King, Wanda Zwart, Stanislaw Roszkowski, Knut Roder e molti altri che ancora ci stanno lavorando!

Di seguito qualche scatto del lavoro eseguito da W Marc King per ricreare il Minohiki, senza Minohiki!

VIII. Coppia di Minohiki Foto e Soggetti di Gabriele Marchetti

Incrociando Gigante Brasiliano x Yokohama x Satsuamdori x Yokohama e andandoci a mettere infine del sangue originale di Minohiki Giapponese!

Scritto e Curato da Marchetti Gabriele

Fonti:

Polli Giapponesi, queste bellissime creature. Di Stanislaw Roszkowski

W Marc King

Onagadori Forum

www.feathersite.com

Foto in copertina: I. Minohiki Fulvo Coda Nera foto di Stanisław Roszkowski

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