INDIGESTIONE NEI COLOMBI

In un precedente articolo (ALIMENTAZIONE DEI COLOMBI (confraternitagallus.com)) è stato ampiamente approfondito come i colombi si nutrono e come l’apparato digerente sia composto. In questo documento andremo nuovamente a fornire una leggera infarinatura di quanto già scritto per spiegare al meglio il disturbo dell’INDIGESTIONE, al quale i colombi possono andare incontro.

Immagine dettagliata dell’apparato digerente del colombo:
l’ingluvie o gozzo (d) indicato con una freccia

Partiamo quindi dallo specificare di come un colombo si nutra: questo volatile utilizza il proprio becco per raccogliere ed “assaggiare” le granaglie che trova ed attraverso questo rivestimento corneo introduce nel proprio apparato digerente il cibo, che scorre attraverso l’esofago per poi raggiungere l’ingluvie (gozzo). Quest’ultima è una sacca elastica capace di contenere abbondanti quantità di granaglie ed acqua e dove avviene una prima fase di pre-digestione. E’ importante precisare che l’ingluvie è l’organo dove viene generato anche il latte di gozzo.

I colombi (ma anche altri uccelli) hanno nei millenni sviluppato questa parte perché riesca a contenere facilmente il cibo che in una determinata occasione (magari durante una migrazione) possa essere abbondante e di cui sia necessario fare scorta. E’ proprio qui però che questi volatili possono incorrere nel problema di una vera e propria indigestione! Un colombo affetto da questo disturbo ha a tutti gli effetti “mangiato e bevuto troppo”. Sembra banale, ma alcune volte l’istinto e certe situazioni posso portare proprio a questo problema. In inglese questo disturbo è noto con il termine “gorging” (“gorge” significa proprio “gola”).

Nei colombi gozzuti l’ingluvie è fortemente evidente e particolarmente sviluppata (gonfia di aria)
anche nel caso di un colombo non affetto da indigestione
[Gozzuto Steller ochetta argento femmina – Nazionale tedesca Erfurt 2016 [pt 97] foto di R. Comi]

QUANDO SI VERIFICA UN’INDIGESTIONE NEI COLOMBI?

Questo fenomeno si può verificare quando:

• dopo un medio-lungo periodo di astinenza dal cibo (l’allevatore non ha riempito in tempo le mangiatoie per esempio) i colombi in generale tendono ad alimentarsi con voracità ed a dismisura;

• nel periodo riproduttivo le mucose del gozzo generano il latte con cui “lavorare” le granaglie per alimentare i pulli; questo in alcune tipologie di colombi (gozzuti per esempio) sarà un periodo particolarmente delicato, dato che i riproduttori potrebbero ritrovarsi ad immagazzinare molto cibo nel proprio gozzo con i il rischio che l’ingluvie si riempia eccessivamente;

• generalmente in situazioni di particolare stress (mostre, cambi di clima, cambio di voliera, trasferimenti lunghi…) dove l’animale in preda all’istinto si ritroverà a mangiare senza contegno e controllo; frequentemente ciò accade anche nelle giovani femmine in occasione delle prime covate, dove tendono a nutrirsi in eccesso;

• in situazioni in cui il colombo è affetto da coccidiosi: il volatile percependo un forte bruciore a livello dell’apparato digerente (ventriglio) tende a bere molto, tanto da non riuscire a smaltire tale abuso a causa di un blocco digestivo.

In tutti i casi il pericolo concreto è che il colombo in autonomia non riesca a richiamare tutte le granaglie o i liquidi immagazzinati all’interno del proprio gozzo: in questo stato sul fondo dell’ingluvie il cibo inizierà a depositarsi ed in tempi brevi si avvierà un processo di fermentazione (combinazione granaglie, ossigeno e liquidi) che con il tempo potrebbe comportare complicazioni gravi per l’animale. Il gozzo infatti pesando sempre di più affaticherà il colombo, il quale con il tempo si ritroverà costretto ad una postura orizzontale ed il gozzo stesso poggiato a terra come fosse una zavorra. L’animale apparirà affaticato, pigro ed assonnato. Inoltre muovendosi sarà concreto il rischio che con le unghie delle zampe sfondi il gozzo, lacerandosi la pelle e disperdendo il contenuto marcescente. Da questo punto in poi la salute del volatile sarà in forte pericolo!

COME PREVENIRE e RICONOSCERE UN’INDIGESTIONE

L’esperienza e la capacità di osservare i propri colombi quindi permetterà all’allevatore di prevenire questa problematica: una somministrazione del cibo regolare (2-3 volte al giorno) può anticipare questo pericolo, anche se si tratta comunque di correre un rischio, dato che un qualsiasi contrattempo potrebbe ritardare la somministrazione. Nel caso in cui una mancanza si verifichi è importante che l’allevatore somministri poco alla volta sia acqua che cibo, così da evitare il riempimento eccessivo del gozzo (verificare comunque che tutti i colombi riescano a nutrirsi, anche i più deboli o piccoli).

Valida alternativa è lasciare sempre le mangiatoie piene, tenendo costantemente e quotidianamente sotto controllo le scorte, così che non finiscano mai. Ovviamente per quest’ultima proposta le accortezze da avere sono molte: mangiatoie predisposte per ridurre gli sprechi, monitoraggio delle granaglie “preferite” e relativo dosaggio (il girasole per esempio se sempre a disposizione sarà sempre il preferito e quello che finirà prima, quindi da dosare con parsimonia, anche perché oltre che a livello di indigestione può creare problemi di diarrea).

In linea generale la possibilità di trovarsi con le mangiatoie vuote ed i colombi affamati è un caso che può verificarsi con soggetti più famelici e forti in prima linea non appena le granaglie saranno disponibili: solo il tempo renderà pienamente padrone il colombicoltore di valutare visivamente ed al tatto il riempimento dell’ingluvie: solitamente, quando il volatile ha il gozzo vuoto, questo è sgonfio o carico di sola aria (come fosse un palloncino), quindi l’allevatore non riscontrerà la minima durezza nel sotto pelle; nel caso il colombo si sia appena alimentato sarà importante verificare solo un parziale riempimento in un mix tra aria ed elementi ed un volatile attivo ed in forze; se invece il gozzo sarà saturo di granaglie al tatto è percepibile un ammasso solido e compatto ed il colombo, incapace di sorreggere il peso del cibo eccessivo con i propri muscoli del collo, del dorso e delle spalle, apparirà appesantito, goffo, affaticato e con portamento orizzontale con la testa posizionata tra le spalle (vedi foto di copertina a confronto con la foto successiva dove il soggetto è in entrambi i casi un Gozzuto Gaditano, qui di seguito in salute).

Solitamente il Gozzuto Gaditano ha di natura una postura leggermente orizzontale,
ma evidente come quando è in salute il gozzo sia gonfio in modo armonioso e rotondeggiante e non pendente
come nel caso del soggetto di copertina affetto da indigestione

Altra valutazione non invasiva che il colombicoltore può effettuare è quella di odorare l’aria espirata dall’animale: questa risulterà acida e maleodorante, sintomo che nel gozzo si sia avviato un processo di fermentazione.

E’ importante precisare che alcune linee di sangue sono maggiormente predisposte a poter incorrere con facilità in indigestioni, dato che alla fine la capacità di richiamare cibo dal gozzo è una questione di forza nei muscoli; inoltre alcune razze dal gozzo particolarmente grande sono maggiormente predisposte (Norwich, Marchenero, Gaditano, Pomerania): i colombi gozzuti sono ovviamente gli animali più a rischio data la particolare e straordinaria estensione dell’ingluvie. Particolare attenzione dovrà essere rivolta a questi volatili: complessi da allevare in particolare proprio per questo aspetto. Il primo step di prevenzione partirà quindi dalla selezione: qui di seguito alcune linee guida suggerite da Gallio Agostino, esperto allevatore italiano di Gozzuti di Norwich ed Amsterdam, proprio in merito alla scelta di soggetti con una minor predisposizione all’indigestione:

Selezionare sempre soggetti a collo lungo e gozzo più sferico possibile, senza sbilanciamenti né a destra né a sinistra e tanto meno in avanti (soprattutto se il collo è corto) e ben posizionato sopra le spalle.

In passato vi sono stati anche casi di selezione che puntavano ad ottenere soggetti il cui gozzo fosse enormemente sviluppato e quindi particolarmente predisposti a disturbi di indigestione: è il caso del Gozzuto di Valencia che quando nel 1937 è arrivato in Olanda è stato selezionato così che avesse un’ingluvie talmente grande da rendere difficoltosa non soltanto la digestione, ma anche il movimento, la riproduzione, il volo…di questo colombo. Negli anni ’80 poi lo standard è stato rivisto ed il G. di Valencia selezionato per una vita più serena ed attiva.

In questa coppia di foto il G. di Valencia di metà ‘900 allevato in Olanda e l’attuale G. di Valencia, visivamente più sano e bilanciato
(fonte Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl))

Infine il problema della coccidiosi è probabilmente il più concreto e pericoloso: riuscire a prevenire questa malattia sicuramente permetterà di prevenire a sua volta numerosi casi di indigestione. La coccidiosi infatti se curata in tempo, soprattutto in soggetti adulti, non rappresenta un concreto pericolo per la vita del volatile: ovviamente si avrà certamente un leggero indebolimento dei soggetti affetti e, come tutte le malattie, non è da trascurare, ma da curare ai primi sintomi. Sarà quindi da monitorare regolarmente anche lo stato delle feci del colombo, in fase di prevenzione da indigestione, dato che il peso dell’acqua potrebbe bloccare lo stomaco ed il processo digestivo.

COME RISOLVERE L’INDIGESTIONE

Ad ogni modo anche allevatori più esperti potrebbero ritrovarsi con un colombo incapace di svuotare il proprio gozzo perché troppo pieno di cibo: escludendo sistemi invasivi per l’animale che SOLO un veterinario può condurre, esistono anche metodologie meno traumatiche per il volatile che se applicate ad uno stadio non avanzato del problema potrebbero condurre ad un recupero completo della salute del colombo.

Per un allevatore che per la prima volta si imbatte in un problema simile l’obiettivo principale e di cui deve essere consapevole pienamente è INERVENIRE SUBITO!

Partiamo con il considerare quindi quale sia l’obiettivo primario: richiamare granaglie ed acqua che stanno sostando da tempo sul fondo del gozzo e che l’animale da solo non riesce a digerire. Nel caso in cui si tratti di sola acqua (situazione molto difficile da valutare, dato che il gozzo non è pieno di materiale solido e potrebbe il liquido essere confuso con aria) la situazione fisica del colombo è complessa e più affaticata, dato che i liquidi rispetto alle granaglie hanno un peso specifico maggiore, tale da portare il volatile a sbilanciarsi in avanti. L’intervento che il colombicoltore deve attuare è prendere con una mano il colombo per le zampe capovolgendolo con la testa verso il basso e con l’altra mano mantenere alto sopra il livello della testa il gozzo, che altrimenti scenderà sotto il becco con un nulla di fatto: l’acqua così uscirà naturalmente (forza peso) dall’ingluvie svuotando la sacca. Importante è che l’allevatore non schiacci troppo il gozzo: i liquidi potrebbero penetrare nei bronchi del colombo ed uscire dalle narici. Inoltre l’azione dovrà essere rapida e se richiedesse troppo tempo dividetela in due o più atti intervallati da un riposizionamento del colombo per 1-2 minuti nella sua postura standard (eretto sulle zampe): l’animale con la testa verso il basso e l’acqua che fuoriesce dal becco potrebbe non respirare e soffocare.

Se il problema di indigestione riguardasse solo granaglie il problema non è grave come il caso precedentemente trattato: essendo minore il peso specifico del materiale che riempie il gozzo, anche il colombo risulta meno appesantito; il suggerimento di far bere leggermente il colombo, così che i liquidi smuovano la massa solida sul fondo del gozzo: l’animale poi è da posizionare verticalmente dentro alcuni fogli di giornale arrotolati e stretti così che l’ingluvie piena rimanga alta e fuori dai fogli (non schiacciata dentro). In alternativa è possibile utilizzare anche una bottiglia di plastica (vedi foto sotto) da appendere alla parete nella fase di digestione del volatile. Il fondo sia nel caso di fogli di giornale che della bottiglia deve essere tagliato così che il colombo non riesca a spingersi fuori dal contenimento. Fondamentale tenere d’occhio l’animale in questa situazione: il nutrimento deve essere smaltito dal volatile stesso poco alla volta (aggiungendo ogni 30-45 minuti un po’ d’acqua per facilitare il deflusso) ed il tempo in questa posizione non deve assolutamente superare le 4 ore, altrimenti le zampe potrebbero avere conseguenze gravi (diventare inabili) a causa di un prolungato tempo di mancato afflusso di sangue. Anche in questo caso se un intervento fosse insufficiente, la possibilità di ripeterlo il giorno successivo (ricordarsi di fornire anche in quel caso un po’ d’acqua al colombo) è la soluzione migliore. Logico non fornire cibo (e neppure acqua in abbondanza) nell’arco di questo periodo.

In questa foto l’allevatore ha inserito il colombo in una bottiglia in plastica senza fondo:
si vede come la muscolatura del gozzo adesso sia agevolata nella digestione
(fonte Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl))

In Spagna i tanti esperti conoscitori dei gozzuti iberici, colombi particolarmente predisposti ad indigestione, utilizzano una tecnica ancora meno invasiva: hanno creato una sorta di bavaglio (3cmX3cm, vedi sotto) con degli elastici o del velcro da mettere attorno alle spalle dei colombi così che sorregga e spinga verso l’alto il gozzo. Ciò garantirebbe una vita regolare al volatile, senza essere troppo invasivi.

Due “bavagli” per curare l’indigestione nei colombi:
in alto munito di elastici ed in materiale jeans, in basso con velcro
(fonte Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl))

Le sostanze che fuoriescono a seguito di un’indigestione dal gozzo del colombo hanno odori forti e penetranti: tutto dipende da quanto tempo il disturbo persiste, dato che si tratta a tutti gli effetti di un processo di fermentazione. Durante quindi le fasi sopra descritte munitevi di guanti, una divisa “da lavoro” e spostatevi all’aperto.

In queste due foto abbiamo 2 soggetti di Gozzuto di Norwich:
a sinistra un colombo appena recuperato da una situazione di indigestione (fonte Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl))
a destra un soggetto sano [Mezzaluna Rosso con Verghe, maschio classe B di Benni Andrea 34° Mostra Colombofila Toscana, Empoli, 2022];
si noti l’evidente differenza tra il gozzo del primo (pendente e sgonfio) ed il secondo (ben rotondo e pieno)

Un sincero ringraziamento a chi ha contribuito alla scrittura di questo articolo:

F.I.A.C. – Federazione Italiana Allevatori Colombi di razza (fi-ac.it)

– Tiziano Trinci

Aviculture Europe (aviculture-europe.nl))

– Gallio Agostino

Foto di copertina: Gozzuto Gaditano sofferente di indigestione; evidente il suo stato di affaticamento e la sofferenza con la quale si sorregge sulle proprie zampe. Chiara situazione che richiede l’intervento dell’allevatore e del veterinario (fonte Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl))

BIBLIOGRAFIA

– “I colombi domestici e la colombicoltura” di Paolo Bonizzi – 1887

– “I colombi: allevamento, educazione, storia naturale“ di Ermanno Loesher – 1887

– “Pigeons: their structure, varieties, habits and management” di W.B.Tegetmeier – 1868

– “Der Brieftaubensport” di Jean Bungarty – 1889

Kropproblemen bij onze duiven (aviculture-europe.nl)

Guido Monciatti

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