Ci siamo mai chiesti quanto ci possono essere utili i nostri pollai? Teniamo le galline in un recinto e diamo mangime per ottenere uova o soggetti, possiamo ottenere di più?
Basta guardare qualche foto di alcuni decenni fa per vedere come le corti e le case nelle campagne erano strutturate e fatte in modo da ospitare più varietà di animali da cortile, così da sfruttare al massimo le potenzialità degli animali stessi secondo una logica sostenibile; tutto questo portava ad avere meno sprechi e avere cibo fresco al bisogno: era un modello circolare e completo di ottimizzare le risorse. Oggi questa cosa si è completamente persa e quei pochi che hanno animali li gestiscono con una logica moderna: soggetti che devo rendere al massimo in spazi e con spese contenute; ciò è il riflesso di una società consumista e troppo di corsa che non guarda le cose in modo completo.

Nelle aie e nei cortili, gli animali erano liberi di razzolare ovunque. Nelle vecchie stalle erano presenti galline che giravano liberamente e covavano nei fienili. I conigli venivano tenuti in gabbie come oggi, ma di dimensioni più generose e di tanto in tanto venivano liberati nei fienili per pulire tutto quello che era rimasto a terra quando venivano tolte le balle di fieno che non poteva più esser dato al bestiame. Le pelli dei conigli, una volta macellati, venivano conservate, previa salatura, e accantonate così che quando sarebbe passato un commerciante per il ritiro gliele avrebbero potute vendere in cambio di un contributo. Al maiale venivano dati gli scarti alimentari domestici e forniva cibo in abbondanza nel periodo invernale; le oche ricoprivano il ruolo di guardiani dai predatori e dagli estranei; il piumino d’oca era utilizzato per riempire materassi e cuscini; erano presenti tacchini per le abbondanti carni ma fungevano anche da ottimi animali da cova e tenevano sotto controllo i topi.
Ho visto in alcune vecchie case che il pollaio era costruito sopra i forni a legna che erano presenti all’esterno delle abitazioni: questi fatti in materiali refrattari venivano accesi per la produzione del pane, arrosti, torte e rimanevano alimentati per parecchio tempo così il calore immagazzinato dai mattoni venisse rilasciato per giorni all’interno del ricovero notturno situato sopra di esso, fornendo calore nei giorni successivi aumentando quindi la produzione di uova nei periodi freddi per ottimizzare la resa degli animali.

Ogni corte o paese aveva le sue galline e ci si scambiava con amici e conoscenti o nei mercati locali animali per “cambiare il sangue” di tanto in tanto.
Il pollaio domestico era un punto focale della vita rurale, fornendo alimenti freschi e sosteneva l’autosufficienza delle famiglie. La sua gestione era parte integrante delle attività quotidiane agricole, che si svolgevano con attenzione e cura per garantire il benessere degli animali.
Oggi si acquistano animali al consorzio o da qualche allevatore con l’obbiettivo di prendere la specifica razza che detiene il record di uova deposte, come se una decina di uova in un anno faccia la differenza, senza valutare che un animale nei giusti spazi, con la giusta alimentazione e un buono stato di salute rende molto più che animali tenuti in spazi ridotti o in modo errato.
Esistono razze autoctone che nel tempo si sono andate a perdere, erano state selezionate in zone specifiche adattandosi al meglio alle condizioni climatiche e venivano allevate a seconda dell’attitudine: alcune per la produzione di uova, altre per le carni e altre ancora per un buon compromesso delle due portando con se patrimoni genetici importantissimi. Grazie ad alcuni allevatori si stanno recuperando e riscoprendo questi splendidi animali che, anche grazie al loro livello estetico e di colori sono molto più belle rispetto alle galline commerciali. Provate a pensare anche solo al colpo d’occhio del passante, che vede un gruppo di galline da consorzio rispetto ad un bel gruppo di galline con forme e colori sgargianti in un cortile o al pascolo, oltre al valore storico e di biodiversità che portano con sé; una volta una persona mi ha detto:
“Un animale bello mangia tanto come un animale brutto”.
Il pollaio domestico è una possibilità. Possibilità di avere un hobby con animali di varie razze, colorazioni, originali, possibilità di avere animali in uno spazio relativamente ristretto che comunque garantisce un alto livello di benessere, possibilità di passare del tempo libero a casa condividendolo con i figli per cercare di trasmettere loro valori sani, possibilità di insegnargli come ci si prende cura degli animali, possibilità di dilettarsi nel riprodurli; possibilità di scambiarsi idee e consigli con altri appassionati, possibilità di avere cibo autoprodotto ed è soprattutto la possibilità di allevare animali molto utili alla sostenibilità domestica moderna che sarà quella del futuro: sprecare il meno possibile sfruttando sostenibilmente le risorse che abbiamo.
Per rendere fattibile un pollaio domestico dobbiamo guardarlo da un’altra prospettiva, come si faceva una volta, analizzando e sfruttandolo al meglio quello che gli animali ci possono dare. Personalmente cerco di riconvertire al massimo tutto quello che ruota attorno ad esso, non tanto per un discorso di risparmio economico, che di per sé è ininfluente in quanto se si valutassero le spese rimarrebbero estremamente più convenienti le uova e le carni sugli scaffali del supermercato, ma per un discorso di etica e di economia circolare, dando scarti di cucina, gli sfalci del prato, avanzi dell’orto, sfruttando il compostaggio delle lettiere, l’interazione degli animali con piante e pascolo.
Entrando nei dettagli, gli scarti di cucina vanno quasi tutti bene: le galline hanno una vista ottima e selezionano anche le più piccole parti a loro gradite, quindi, regolarmente butto in un punto del pascolo gli avanzi della cucina e loro mangiano tutto quello che vogliono, poi prendo quello che resta e lo getto nella compostiera; in questo modo la quantità da compostare è ridotta al minimo e ho variato la loro alimentazione. La stessa avviene cosa quando pulisco l’orto metto tutto a loro disposizione prima di buttarlo nel compost. A fine ciclo nell’orto prima di vangare o zappare si possono liberare le galline che faranno un banchetto di tutti gli insetti presenti eliminando tutti i parassiti come cimici, lumachine, larve, ecc.
Le lettiere del pollaio sono una risorsa preziosa, negli anni ho provato varie soluzioni passando dalla segatura che personalmente trovo troppo polverosa e può dare problemi all’apparato respiratorio; al cippato di abete per cavalli che però ha un costo elevato, per arrivare ad oggi alla paglia macinata. Questa, oltre ad avere un costo molto basso è molto comoda e ha un’ottima resa. Posso metterla direttamente nel compost, posso usarla nell’orto con qualche accortezza come pacciamatura, posso stenderla sul terreno e zapparla prima dell’inverno in modo che marcisca e apporti sostanze nutritive. Nel caso la si usi come pacciamatura va messa solo dove ci sono piante già grandi e che sopportino bene l’azoto in quanto le deiezioni di avicoli ne sono molto ricche. Infine il compost generato dalla macerazione delle sostanze organiche una volta maturo lo utilizzo nell’orto di casa.
Ricordo il racconto di un anziano che teneva gli avicoli in un pollaio con davanti una grande pavimentazione in cemento, raccoglieva le feci in un bidone e poi riempiva questo bidone di acqua e le lasciava lì qualche giorno; l’acqua poi la usava per innaffiare le grandi piante del cortile in quanto l’azoto solubile era passato in fase acquosa e quello che restava lo utilizzava per concimare piante come rose o altri fiori. Gli scarti della caffettiera possono esser usati nelle lettiere, hanno un’ottima capacità di assorbire gli odori e quando verrà tolta la lettiera finiranno anch’essi nel compost. Personalmente quando ne ho la possibilità mescolo in piccole quantità le potature secche della lavanda, oltre a dare per qualche giorno un ottimo profumo tiene lontano insetti come le mosche essendo ricchi di oli essenziali.
In estate quando il verde del pascolo soffre un po’ la siccità, lo sfalcio del prato di casa, anziché buttarlo lo si può dare alle galline, che apprezzeranno, si apporta così sali minerali, fibra e acqua nella loro alimentazione. Se ne resta sul suolo tenderà a decomporsi dando sostanza organica al terreno e offrendo l’habitat ideale ad insetti e animali che saranno anch’essi nutrimento per le galline. Le galline sono anche utili perché sono delle vere e proprio cacciatrici di animali come cimici, cavallette e anche piccoli topi e bisce.
Il pascolare delle galline fa bene al terreno, nel razzolare lo smuovono ossigenandolo e le deiezioni apportano nutrimento e microorganismi utili, è infatti molto utile ogni tanto lasciarle libere in zone dove solitamente non girano in quanto ci saranno maggiori quantità di erbe, insetti e altre cose per loro edibili e porteranno prosperità al terreno. Avendo più spazi di pascolo disponibili è utile ogni tanto zappare il terreno e si possono nell’occasione seminare piante di cui gli avicoli sono ghiotti come radicchi, tarassaco o erba medica; quest’ultima è ricca di betacaroteni che apporta un ottimo colore arancio al tuorlo dell’uovo e la pianta sviluppa radici profonde decine di centimetri, sopportando bene la siccità estiva oltre ad essere una ottima pianta azoto-fissatore per il terreno, ottimizzando così la sinergia tra la pianta e le feci delle galline si può migliorare il terreno. Per evitare problemi di predazione o altro si trovano in commercio o si possono autocostruire dei recinti mobili così da poter spostare gli animali in sicurezza nei vari punti.
Si può sfruttare la sinergia che alcune piante più grandi hanno nei pascoli, come piante che producono bacche o frutti graditi, andranno a fare ombra preziosa nei periodi estivi molto importante per gli animali e quando i frutti saranno maturi daranno nutrimenti preziosi alle galline. Ci sono piante come il Mirabolano, il Prunus o altri simili che producono dei frutti ricchi di vitamine, l’Olivello Spinoso, la Rosa Canina o grandi piante come Gelsi , Fichi che con le loro grandi foglie possono fare un’ottima ombra e i frutti che sono molto graditi. Il consiglio è per i grandi arbusti o piante è quello di posizionarli o averli comunque lontano dalle recinzioni in quanto possono fungere da trampolino di fuga alle razze più leggere e con attitudine al volo. Le galline grazie alla loro voracità di insetti possono esser utilizzate per combattere gli insetti nocivi all’interno di frutteti, come anche le oche che possono tenere sotto controllo piante infestanti nei prati.
Un altro scarto di casa che è di buona utilità nel pollaio è la cenere che può esser recuperata dal camino o dalla stufa domestica, la cenere è molto utile alle galline, se messa a disposizione in un punto del pollaio o del pascolo, purché non si bagni. Verrà utilizzata dagli animali per fare dei veri e propri bagni, così facendo aiuta a prevenire parassiti come acari. Di tanto in tanto si può cambiare la cenere e utilizzare la vecchia come ammendante nel terreno, fiori o altre piante.
Io ho la fortuna di avere sotto la stalla una vecchia vasca di raccolta liquami essendoci state nel podere per tanti anni, mucche da latte e cavalli, ad oggi facendo le opportune modifiche ho convogliato in questa vasca le grondaie per recuperare l’acqua piovana e alcuni tombini adiacenti al pollaio. Quando, una volta rimosse le lettiere, lavo i pollai queste acque confluiscono nella vasca diluendosi con l’acqua piovana e utilizzo questa miscela “arricchita” per innaffiare le piante e l’orto in estate.
Per chi volesse e la scelta è puramente personale, le galline e i polli possono dare anche ottime carni a maggior ragione se nella loro vita hanno avuto ampi spazi di movimento e una varia alimentazione. Ci sono razze che hanno come attitudine la cova, con un gallo nel pollaio si possono far nascere i pulcini in modo naturale e poi decidere se una volta adulti tenerli o macellarli. In fase di macellazione, le piume possono esser gettate nel compost in quanto ricchissime di azoto e altre sostanze, le altre parti dell’animale che non verranno mangiate come testa, interiora (tranne il tratto digerente) possono esser bollite e usate di tanto in tanto per la classica zuppa del cane di casa. Se non si volessero utilizzare le interiora, il consiglio è quello di smaltirle regolarmente e non gettarle nel compost o in altri punti perché attireranno predatori come volpi e altri predatori.
In conclusione, se guardiamo l’assieme delle cose che possono interagire ed essere al meglio sfruttate che ruotano attorno ad un pollaio sono veramente tante e aiutano a ridurre sprechi, rifiuti e altro. In un’ottica di sostenibilità bisogna guardare quello che può esser lo scarto per noi esseri umani come una risorsa per altre specie. Oltre a quanto elencato sopra ci sono tante altre cose che si possono sfruttare, come una cassetta di frutta di plastica può essere usata come nido con della paglia dove andranno a deporre le uova, una vecchia scopa si può recuperare il manico per farne un posatoio per la notte e tante altre idee.
Possiamo cogliere l’occasione e la fortuna di accudire animali come questi portando tanti benefici a noi e a loro come qualità di vita, è palese che è sicuramente più comodo avere un piccolo recinto dedicato a loro e nutrirle con solo mangime acquistato ma, ad oggi, penso che dobbiamo andare oltre a questo modo comodo di accudire animali guardando quello che si faceva una volta con consapevolezza.
Scritto da Pietro Alberici


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