CHABO

INTRODUZIONE AL MICRO-MONDO CHABO

Il nome Chabo si riferisce a dei piccoli polli con la coda dritta che sono stati selezionati in Giappone per più di 300 anni. Il nome della razza deriva dal suo paese d’origine: Champa, l’odierno Vietnam. Polli piccoli simili alla Chabo esistono in tutto il mondo, in occidente sono chiamati Bantam. La parola Bantam si riferisce a polli in miniatura rispetto a polli che esistono già in una dimensione “Standard”. Ma la razza giapponese Chabo è unica: non esistono Chabo di grandi dimensioni. Nella penisola dell’Indocina esistono polli simili ai Chabo, sebbene il nome sia diverso, i Serama in Malesia ricordano le Chabo. In Germania ci sono più allevatori di Chabo rispetto che al Giappone ne consegue il fatto che siano state create anche molte più colorazioni rispetto alle originali. In Thailandia esiste uno standard “statale” con tutte le colorazioni riconosciute.

Per dare una definizione di Chabo come razza di pollo, la prima cosa che salta all’occhio sono le sue zampe corte dalle quali deriva la bellezza delle sue proporzioni e il suo bell’aspetto. La seconda è il portamento eretto della coda, in particolare delle Falciformi. La forma delle penne della coda varia a seconda delle particolari varietà di piumaggio, ma la più comune è detta “Sashio” (letteralmente: coda affilata). Sashio è detta una coda con le falciformi e le copritrici della coda che si estendono verso l’alto. Poiché la forma ricorda le foglie di Iris in Giappone è anche chiamata “Coda di Iris”. Il terzo elemento è la cresta singola. La qualità e la consistenza della cresta differiscono a seconda del tipo, ma la cresta scarlatta divisa in 5/6 punte e in posizione eretta mostra un equilibrio armonioso con i bargigli. L’ultima caratteristica sono i lobi auricolari rossi. Considerando questi elementi si può anche capire il perché i nomi Uzura-Chabo e Minohiki-Chabo, siano nel tempo stati cambiati con Uzurao e Ohiki, a causa delle loro code e dei loro lobi delle orecchie bianchi.

Foglie di Iris

I nomi delle diverse varietà di Chabo sono piuttosto antichi e si riferiscono alla cultura Giapponese. La maggior parte di questi nomi si riferisce a dei toni di colore, ma ci sono anche dei nomi più interessanti come Genepei o Daruma che non si riferiscono ai colori. Lo Shojo (Fulvo coda nera) è anche chiamato “Kapitain” dall’abbigliamento rosso brillante del capitano Olandese a cui fu permesso di entrare nel porto di Nagasaki durante il periodo dell’Edo (1600 circa) e riflette il contesto storico in cui questa varietà fu creata. Per allevare e selezionare polli mantenendo questo tipo di colori bisogna avere delle basi di genetica, per esempio da genitori a zampe corte si possono ottenere anche figli a zampe lunghe. Molte delle caratteristiche delle Chabo sono fenotipi geneticamente recessivi che sono riusciti a fissarsi. Il mantenimento della forma del corpo è un lavoro molto complicato ma che da piacere nello sperimentare l’arte dell’allevamento.

Chabo Kapitain o Shojo (Fulvo Coda Nera)

Quindi qual è il fascino della razza Chabo? Il signor Koyama, autore di scritti sulle Chabo a fine anni 80 definisce l’aspetto carino del pollo come uno dei suoi fascini. La tenerezza non deriva solo dall’aspetto, ma anche dalla natura gentile, per cui questa razza è stata a lungo amata come animale domestico. Si potrebbe anche definire la cordialità di questo pollo: mostra interesse per le persone e si muove in maniera divertente tra di loro. Le Chabo sono delle eccellenti covatrici. Lasciare che covassero nella storia giapponese era una vera e propria tradizione: fare schiudere naturalmente le uova era un grande obbiettivo anche per far comprendere all’allevatore il loro comportamento in maniera più profonda. Venivano regalati Chabo agli asili e alle scuole con l’obbiettivo di far vivere ai bambini e ai genitori questa esperienza di cova e su come questi animali poi a loro volta allevassero i loro figli, per questi motivi le persone si sono sempre più affezionate a questa bellissima razza. Sin dai tempi antichi, i giapponesi hanno coltivato questa cultura di incorporare le quattro stagioni naturali e stagionali nei cambiamenti della loro vita. La cultura del miglioramento della razza Chabo fiorì dalla metà alla fine del periodo dell’Edo (metà 1700- 1868 circa) Questo è il periodo in cui questa cultura si stava diffondendo parecchio tra i ricchi mercanti. I giardini Giapponesi abbracciavano riccamente la bellezza della natura, mentre i giardini di piccole dimensioni adottavano scenari in miniatura. Anche il Bonsai (definito dai giapponesi un microcosmo immobile) era di moda. Chabo e Bonsai rappresentavano la natura in miniatura, si adattano l’uno all’altro probabilmente perché il movimento delle Chabo e la volontà dei bonsai si completano a vicenda. In un articolo il Prof. Shoda Yoichi osserva che se il bonsai rappresenta “la cultura orientata alla miniatura nel mondo delle piante, la Chabo rappresenta la cultura orientata alla miniatura nel mondo degli animali”.

Chabo e Bonsai foto di CHABO-Japanese Bantam Keeper Mindanao

D’altra parte un giudice della Japan Chabo Association, sottolinea che l’aspetto della Chabo abbraccia l’idoneità che i giapponesi desiderano. Quando si alleva una coppia di Chabo si può osservare la mascolinità e la femminilità dei polli in base ai loro ruoli, in particolare, l’affetto reciproco e gli atteggiamenti premurosi dei polli presentano l’aria di una coppia felice e offrono tranquillità a coloro che li osservano. Oggi la Chabo è la razza più popolare tra i polli giapponesi e sono considerati opere d’arte che i nostri predecessori hanno creato attraverso un lungo e laborioso processo di selezione. Il peso Standard della Chabo è di 730g per il gallo adulto e 610g per le femmine adulte.

Scritto e curato da Marchetti Gabriele

FONTI:

Web

Polli Giapponesi, queste bellissime creature. Di Stanislaw Roszkowski

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