Ogni volta che mi preparo alla stesura di un nuovo articolo, in particolar modo per la sezione “razze”, mi immagino nella mia mente il colombo: ad ogni flash mi si palesa un volatile unico nel suo genere. Tanti, per non dire tutti, avrebbero sicuramente qualcosa da raccontare, ma ogni volta la scelta ricade sempre su quella razza che mi colpisce di più e che in quel momento mi incuriosisce maggiormente: ogni fase di scrittura di un articolo è preceduta dalla lettura di libri, documenti, riviste che trattano quella razza specifica, indispensabili ad arricchire il mio bagaglio conoscitivo su di essa.
Non nego ovviamente che le razze trattate rispecchino a pieno i miei gusti: chi scriverebbe volentieri di un soggetto incapace di suscitare in lui emozioni?!?! Tante volte però non è solo l’estetica che pesa sul piatto della bilancia, bensì per me acquisisce un importante valore anche la Storia che il colombo porta in grembo.
Data questa premessa, oggi tratteremo la razza MODENA: un colombo particolare dalle caratteristiche uniche, del quale alcuni allevatori mi hanno sommerso di informazioni in italiano ed in lingua straniera e dal quale sono rimasto particolarmente attratto per il suo passato e il suo essere poliglotta.

Banalmente infatti leggendo il nome di questa razza si potrebbe pensare che nasca e cresca proprio in Italia; al Belpaese però questo colombo deve essenzialmente solo le origini, dato che il ceppo primordiale è proprio relativo al ben noto Triganino Modenese: il professore naturalista modenese Paolo Bonizzi (autore di vari saggi sul mondo della colombofilia) intorno alla fine del XIX secolo inviò in Germania qualche decina di coppie di questo colombo e qui furono allevate principalmente per le sue doti di abile volatore; il perfezionamento ed il riconoscimento come razza indipendente e ben distinta arrivò però nel Regno Unito: R.C. Chavasse di Sutton, Coldfield (Inghilterra) fu il primo che proprio da Berlino recuperò dei soggetti di quello che potremmo riconoscere come un “primordiale Modena”.
“La razza non è stata selezionata, bensì forgiata in Inghilterra.
Gli Inglesi sono grandi forgiatori di razze animali
[…] oltre ad essere un popolo amante degli animali, lo sono anche della selezione,
guardano molto lo standard ed applicano la consanguineità quasi costantemente
per mantenere le caratteristiche ben fissate nel ceppo.”
Così parla Gianfranco Mosso del Modena nel 1998 in un opuscolo relativo allo standard di razza ed arricchito proprio da una parte relativa ai suoi commenti.

(Illustrazioni di A.J.Simpson)
Si intuisce come il nome “Modena” possa trarre leggermente in inganno, ma in realtà non è proprio così: questa razza infatti fino al 2022 aveva il nome di “Modena Inglese”, proprio a rispecchiare a pieno le sue origini selettive (curioso fu il fatto che inizialmente questo colombo fosse chiamato “Modern”, non tanto per un’accezione temporale/estetica, quanto per un semplice errore di dicitura o trascrizione).
Ed allora perché oggi ha perso questo suffisso?
Il motivo è molto semplice: l’Europa continentale, soprattutto negli ultimi anni la Francia, ha annoverato sul proprio territorio grandi ed attivi estimatori di questa razza, i quali hanno perfezionato e migliorato nel tempo linee e ceppi provenienti dall’Inghilterra, tanto da arrivare fino a dettare linee guida. Basti pensare che nella mostra di Chambery del 1998 gli allevatori Francesi portarono all’ingabbio oltre 1600 colombi oppure che nel 1992 il presidente di razza del club ufficiale inglese fosse Roger Guillemot, allevatore francese.
Nel 2013 il contributo da questo punto di vista degli allevatori inglesi è stato minimo, mentre i colleghi continentali e l’Entente Européenne d’aviculture et cuniculture (EE) hanno più volte sollecitato il club inglese nel generare aggiornamenti riguardanti lo standard del Modena, senza però ricevere alcun responso: così quando la Gran Bretagna attraverso la Brexit ha lasciato l’Unione Europea (quindi anche l’EE) questo colombo è passato sotto la gestione della Commissione Standard Europea, che è divenuta infine ufficialmente referente del Modena, concretamente e continuamente supportata da tutti i vari club nazionali di specializzazione di razza: così la trasformazione del nome da “Modena Inglese” a semplicemente “Modena”.

Oltre al nome c’è ovviamente una forma complessa dietro questo colombo: particolare ed appariscente trova tra i propri geni piccoli elementi derivanti da varie altre razze; se abbiamo quindi appena scritto che deve le sue origini al Triganino Modenese, per forgiare il Modena ad inizio XX secolo gli Inglesi hanno scelto il Gozzuto di Amsterdam, il Ciuffolotto ed il Capitombolante Inglese a faccia lunga. Indagando bene il ruolo di ognuna di queste razze è stato fondamentale per ottenere il Modena attuale: la forma e posizione del Gozzuto di Amsterdam, i mantelli del Triganino Modenese, il Ciuffolotto per i brillantezza e lucentezza del piumaggio ed il Capitombolante Inglese per la forma della parte alta, in particolare di testa e collo.
Come spesso accade per colombi con alle spalle questa Storia e questo girovagare tra Paesi e culture diverse ha portato anche ad importanti cambiamenti di forma, dimensioni e proporzioni: aspetti che oggi si legano e pietrificano nello standard di razza.

Destra immagini recuperate dallo standard di razza ufficiale del 2019
Si notino le importanti differenze fisiche dei soggetti a distanza di decenni
Oggi, come oltre un secolo fa, grazie alle sue forme il Modena attrae l’attenzione di molti appassionati di colombicoltura: nella classificazione tipica di questa branca della zootecnia questo colombo rientra tra i “gallina”, dato che rispecchia a pieno la struttura, il portamento e le proporzioni di un volatile che ricorda lontanamente una gallina. Le prime volte infatti che ho avuto modo di osservarlo ho notato come la sua posizione con il petto gonfio, l’occhio vigile e la coda portata alta sormontata dalle ali fossero tutte caratteristiche capaci di trasmettere un’idea di un volatile fiero, sicuro di sé ed anche temerario.
Queste tre caratteristiche, non me ne vogliano i più attenti estimatori, rendono questo colombo unico nel suo genere e credo che ogni osservatore, poco o molto esperto che sia, a primo impatto rimanga proprio attratto da tali peculiarità: le remiganti si posano sopra la coda, portata sempre alta, così da permette al Modena di risultare molto corto nel complesso della sua struttura totale che lo porta comunque ad essere un colombo di taglia media, dato il volume del petto arrotondato. Questi lineamenti rotondeggianti devono essere ben apprezzabili da ogni angolatura e non solo di profilo, così da permettere geometricamente di poter contenere tutto il colombo in una sfera, dove larghezza, lunghezza ed altezza hanno rapporti analoghi tra loro. La sfericità del corpo la si ritrova anche sulle ali in un’ottica di omogeneità complessiva: compatti, corti e rotondi nella loro forma iniziale si allungano sopra la parte della coda.

Ovviamente l’insieme totale raggiunge un buon livello di stabilità con le zampe sottostanti che sono ben distanziate tra loro, dritte e robuste: queste in rapporto al volatile possono sembrare corte, ma invece sono di media lunghezza. Nello standard di razza è permessa una leggera impiumatura delle zampe.
Il collo ha una lunghezza tale da permettere alla testa di rimanere centrata sopra il petto, senza sparire indietro come accade in altri colombi da caratteristiche simili come il Gozzuto di Amsterdam. La fronte è rotonda e trasmette armonia con il resto del corpo. Osservando da un’angolazione leggermente sopraelevata il colombo deve presentare una fronte ampia ed il punto di giunzione con il becco non deve essere linearmente conico, ma l’ampiezza di quest’ultimo deve essere leggermente inferiore.

foto e soggetto di Goletto Mauro
Nel rapporto tra le altezze di coda e testa queste dovrebbero essere ben allineate: eventualmente quanto il colombo è in posizione la coda potrebbe essere più alta.
Concludo la parte descrittiva del Modena soffermandomi sul dorso: meno appariscente perché nascosto dal collo, reputo sia tra tutte le varie parti del corpo di questo colombo uno degli elementi fondamentali perché questo volatile riesca a mantenere la sua posizione tipica; basilare che sia corto (mantenere ridotta la lunghezza dell’animale) e largo (permettere di avere un petto ampio).
In fase di giudizio in mostra o in allevamento la rotondità del colombo nel suo insieme e l’idea di equilibrio rappresentano due parametri da ricercare in ogni soggetto: per il primo aspetto quindi le linee disegnate da petto, ali, dorso, collo e coda sono ovviamente oggetto di selezione, scartando quei soggetti dove la forma complessiva ricorda un ovale scacciato dai lati di testa e zampe; per il secondo aspetto dimensioni e proporzioni rappresentano elementi chiave. Non si sottovaluti quindi come i vari elementi si pongano in rapporto gli uni con gli altri: per esempio è da evitare un portamento del corpo squilibrato o sbilanciato in avanti; tale aspetto può essere analizzato (anche dal neofita) semplicemente “disegnando” una linea immaginaria che unisca testa e zampe: se questa è perpendicolare al terreno si avrà un colombo stabile, altrimenti un soggetto sbilanciato indietro o in avanti.

Come abbiamo approfondito sopra l’impressione generale che il Modena deve trasmettere inizialmente è fierezza e sicurezza: questa peculiarità è giusto che la si ritrovi anche nel temperamento e nel carattere di ogni soggetto di questa razza. Spesso è proprio così, dato la genetica vivace originaria del Triganino Modenese: in questo è certamente rimasta, andando nei decenni addirittura ad aumentare; il comportamento si è evoluto in turbolento e territoriale.
Questo temperamento fiero e sprezzante del pericolo nel Modena l’allevatore potrà verificarlo in prima persona quando per un semplice controllo quotidiano proverà ad inserire le mani nel nido: il riproduttore che sarà al suo interno caparbiamente e senza timore difenderà la posizione con robusti colpi d’ala e beccate indipendentemente che vi siano uova o piccoli. Sarà così evidente il temperamento vivace ed attivo, anche in ambito riproduttivo, ereditato dal Triganino Modenese: il Modena come il “cugino più piccolo” ha una buona regolarità produttiva e non è raro aspettarsi che una coppia riproduttrice deponga già le uova di una successiva schiusa quando i piccioncini della precedente sono ancora nella posta; questo è ovviamente possibile a patto di tre condizioni:
1)Nella posta devono essere presenti due nidi (che siano di terracotta, di legno, cemento o metallo) ed avremo un adulto che cura la prole in uno e l’altro che cova nell’altro;
2)I due nidi siano separati così che i piccioncini di un nido non disturbino l’adulto nell’altro in ricerca di nuovo latte di gozzo (ottimale sarebbe proprio che non lo vedano);
3)I riproduttori godano di una tranquillità tale da non disturbare la cura dei piccoli e delle uova.

Destra: due pulli Modena Schietto Blu Vergato Rosso
foto e soggetti Zani Lorenzo

si noti in quella centrale come i due riproduttori occupino attivamente i due nidi della posta
(misure 60 x 35 x 50 cm con 2 nidi in metallo alti 20 cm, in modo che i piccoli non sporchino esternamente)
Di fronte ad ogni posta si può aggiungere un predellino 60 x 40 cm in modo che i colombi possano accoppiarsi senza essere disturbati dai vicini con una protezione divisoria fra coppia e coppia
(foto e voliera di Bellò Patrizio)
Sotto questo aspetto è quindi cruciale non sovrappopolare la voliera delle coppie (non oltre 1 coppia per m2) : i maschi tenderanno a trascorrere molto del loro tempo a scacciare altri soggetti e dedicare molte delle loro energie a quest’attività, anziché alla cura della coppia ed alla riproduzione. Ciò potrebbe comportare una deposizione regolare (2 uova a cavata), ma situazioni frequenti di uova chiare, ovvero non feconde. Sarà inoltre importante offrire i giusti spazi ai novelli, indipendentemente dal loro sesso: questo perché naturalmente cercheranno di annidarsi in quelle poste già occupate ed i riproduttori “proprietari” veementemente vorranno difendere il loro territorio, a discapito della cova e della salute delle uova.
Questa situazione sarà facilmente arginabile se divideremo i novelli una volta diventati indipendenti; ulteriormente una volta conclusa la stagione riproduttiva (intorno alla fine della primavera/inizio estate) i maschi (novelli e adulti) dovranno essere divisi dalle femmine (novelli ed adulte): in questo modo avremo modo di tutelare la salute e l’estetica di tutti i soggetti, dato che sarà attenuato l’istinto riproduttivo.
Oltre alla densità da mantenere bassa, sarà utile che ogni coppia goda della propria privacy, in particolare dentro la propria posta, luogo che con il successivo annidamento e la formazione della coppia sarà identificato come un luogo tranquillo, indipendente e sicuro anche in fase di accoppiamento. E’ cruciale per il Modena che l’intero accoppiamento sia sereno e soprattutto il maschio non venga disturbato dagli altri abitanti di voliera: dato il temperamento descritto sopra non sarà raro infatti notare soggetti che disturbino l’accoppiamento di altre coppie, seppur questi siano già parte di un’altra coppia a loro volta.

Destra: due foto in cui si nota la densità dei soggetti ottimale per un quieto vivere – foto e voliera di Goletto Mauro
Nell’analisi complessiva della colombaia sono valide molte delle regole generali applicabili anche per altre razze: l’igiene ovviamente rappresenta per molti versi la priorità su cui ogni allevatore deve porre massima attenzione. Sarà quindi suggeribile adottare un fondo che garantisca alle deiezioni dei colombi di asciugare rapidamente (sabbia per esempio) oppure un grigliato sopraelevato che le “nasconda” al di sotto di esso, così che i colombi non vi entrino in contatto diretto.
Il grigliato può essere un qualcosa ce si replica anche nelle poste, ma esistono valide alternative costruite in metallo, materiale non poroso che garantisce una rapida pulizia; una maggiore manutenzione deve essere rivolta quando si utilizza il legno, dato che questo si impregna rapidamente delle feci, spesso anche difficili da rimuovere.
Attorno al concetto di pulizia ruota quindi anche la freschezza delle granaglie e come vengano queste somministrate: si ponga particolare attenzione agli sprechi, non tanto per il costo, ma per il rischio di attrarre ratti e topi, noti antagonisti dei colombi. Infine anche l’acqua per abbeveraggio dovrà essere sempre fresca e mai ristagnante, con un’importante distinzione della vaschetta per il bagno: in questo caso non dovrà essere fissa, bensì proposta in voliera ciclicamente per periodi relativamente brevi; il motivo di questa indicazione è che non venga scambiata per acqua da bere dai colombi.

e grigliato per evitare il contatto diretto con le feci.
Si noti anche la ciotola per la deposizione con fondo usa e getta in juta.
Per dovere di cronaca: il nido in questa posta è solo 1 perché il secondo viene aggiunto successivamente la prima deposizione.
(foto e voliera di Zani Lorenzo)
Seppur le forme generose e uniche nel proprio genere del Modena siano per ampi tratti la motivazione principale per cui un allevatore sia incuriosito ed affascinato da questa razza, non si può negare che la vasta gamma di colorazioni che questo colombo porta con sé come segno tangibile dell’eredità trasmessa dal Triganino, siano un altrettanto forte incentivo.
Partendo dai disegni il Modena, come possibile vedere anche dallo standard, distingue chiaramente gli schietti dai gazzi: i primi hanno un piumaggio colorato (non bianco) su tutto il corpo (ad eccezione dei bianchi, dei farfallati e dei tigrati, i quali portano il bianco come colore distintivo del loro piumaggio, come comunque risulta uniformemente distribuito), mentre i secondi hanno proprio come colore di fondo il bianco, mentre la testa (comprensiva della gola, detta bavetta), le ali ( remiganti comprese), il groppone, le timoniere della coda e le sue copritrici superiori ed inferiori (cuneo) colorate. Si intuisce come già questa importante distinzione delle due marcature definisca i primi parametri di giudizio: i cromatismi delle piume e delle penne in funzione della loro posizione sono parametro di selezione in allevamento. Il Modena, in quanto colombo-gallina, sarà monitorato principalmente dall’allevatore per la sua forma, ma anche il colore è quindi un elemento da valutare: nei gazzi per esempio il livello di estensione delle piume colorate sulla bavetta è una caratteristica da monitorare, così da mantenere un profilo arrotondato e non eccessivamente corta sotto la gola; il punto di confine tra il corpo e la coda deve essere ordinato una linea diritta e regolare deve formare il punto di demarcazione.

Destra: Modena Schietto di Grauss Jacky (Illkirch 2019) foto di Rouanet Fabrice
L’approfondimento delle colorazioni, come appunto nel Triganino Modenese, è talmente ampio che non vorrei annoiarvi con un banale elenco: vi rimando per questo allo standard di razza, dove è possibile recuperare l’ampia descrizione dedicata proprio alle varietà di razza, alle marcature, ai colori di fondo ed ai disegni alari. Per l’allevatore, in particolar modo neofita, sarà importante conoscere le colorazioni presenti nel proprio allevamento e ciò che si ottiene dall’incrocio di due soggetti: come si riconoscono i dominanti dai recessivi, gli intensi dai diluiti e come queste differenze si rapportino tra loro considerando anche il sesso del soggetto. Qui di seguito lascio alcune foto che hanno lo scopo di incuriosire il lettore proprio in questo tipo di approfondimento: un giusto mix tra colorazioni classiche e colorazioni “particolari”.

Destra: Modena Gazzo Argento Martellata di Rouanet Fabrice (Best in the Show Woincourt 2024) foto di Bellò Patrizio
PAROLA ALL’ESPERTO – Bellò Patrizio
Un punto di vista sul miglioramento della razza Modena attraverso dagli anni ’90 ad oggi
“Mi sono avvicinato alla colombofilia nel 1984, iscrivendomi alla Società Vicentina.
Già da alcuni anni allevavo dei soggetti di razza King, Mondano e Lince di Polonia, esponendoli alla Mostra Sociale con discreti risultati, ma è stato nell’autunno del 1989 che la mia vita di allevatore hobbista ha preso una strada ben precisa: mi sono appassionato al Modena Inglese Gazzo Nero. Ciò grazie ad un amico e grande allevatore, Adriano Dalcò, il quale, per motivi di spazio, aveva deciso di privarsi di sei coppie. Mi sono innamorato immediatamente di questa contrapposizione di colore bianco e nero, corpo bianco e parti esterne nere, divenuto in seguito il simbolo europeo della varietà Gazzo.
Nel 1992 ho partecipato alla mia prima Europea del Modena in Germania (Selingestadt) insieme all’amico Mosso Gianfranco, con scarsi risultati: lì erano molto più avanti di noi per quanto riguarda la selezione.
Nel 1993 sono divento giudice FIAC : questo ruolo mi ha aiutato molto a migliorare la mia conoscenza anche in altre razze.
Nel 1994 fui chiamato a giudicare fuori dai confini italiani e precisamente in Svizzera (Giubiasco) con l’Internazionale del Modena. Gli espositori italiani presenti erano Auguadro, Bettini, Costa, De Petris, Garbaccio, Mosso, Panetti, Prete e il sottoscritto. I colombi esposti erano 380: 46 Gazzi, 58 Magnani e 276 Schietti; prevalenza nei colori blu a verghe bronzo, pietra chiara, neri, rossi e gialli dominanti, bronzi, neri tigrati e farfallati, gialli e rossi recessivi e infine bianchi. Il giudizio svolto insieme a Prandi Giuseppe, ricordo che i soggetti esposti erano di ottimo colore specialmente i bronzi, i tigrati e i farfallati di nero, però mancavano di eleganza ed erano difformi come morfologia. Inoltre erano lunghi di dorso con fronti strette e sfuggenti, favette nasali molto evidenti e gambe piegate che portavano il corpo ad avere una posizione ovale. A quel tempo si giudicava con lo schema dei punteggi tradizionali, i mezzi punti (90 – 90,5 – 91 – 91,5 ecc.). Il campione raramente superava i 95 punti.
Il sistema di giudizio è poi cambiato a livello europeo nel 2006, con il Campionato di Francia a Chambery. Si doveva giudicare senza i mezzi punti e ai soggetti migliori di potevano assegnare 97 punti; ci sono voluti alcuni anni, soprattutto in Italia, per andare in questa direzione.
Nelle prime mostre dove ho giudicato, la varietà di colori presenti nelle tre razze del Modena — Schietti Gazzi e Magnani — erano un centinaio. Ai giorni nostri sono presenti oltre 320 diversificazioni di colore.
Con il 50° anniversario del Modena Club Francese a Chambery nel 2010, si è iniziato a vedere dei soggetti molto interessanti: corti di dorso, teste e nuche potenti, posizione delle gambe più dritte e piumaggi molto aderenti non più con la tendenza a gonfiare. Confermo che gli Schietti sono migliorati moltissimo rispetto ai Gazzi e ai Magnani specialmente nei colori base. Questo perché raccolgono molti più appassionati garantendo l’80% degli ingabbi. Il rimanente 20% delle presenze sono Gazzi e Magnani.
È normale che la selezione estrema porti a caratteri positivi, ma a volte anche indesiderati: mi riferisco alla testa, dove molti soggetti tendevano ad abbassare la palpebra dell’occhio, a volte tutte e due, un grave difetto da correggere. Così si è dovuto tornare a una testa più leggera, meno larga, con meno spessore, tenendo conto che il Modena deve dare sì l’impressione di forza ma anche di armonia in proporzione con il corpo.
Nelle manifestazioni estere successive, alle quali ho partecipato sia come giudice che come espositore, il miglioramento della razza è stato costante. Nel 2014 venendo a mancare la componente inglese della razza, la Commissione Europea degli Standard cambia la dicitura della razza: non più “Modena Inglese”, ma Modena. Alla manifestazione europea di Oeding – Germania nel 2017 il nostro presidente con i suoi Magnani multicolore presentati in maniera eccellente, ci fa capire che noi allevatori italiani siamo presenti: Best in Show e campione di gruppo europeo con una media di oltre 96 punti. Con l’esposizione di Ath – Belgio 2022 si è alzata ulteriormente la qualità negli Schietti per quanto riguarda i colori zarzano di blu (sembravano delle piccole statue nelle loro gabbiette). Si avvicinavano a queste forme alcuni rossi dominanti martellati e blu vergati. Al Best in Show vanno due allevatori italiani: Mosso Gianfranco con uno Schietto blu vergato bronzo e Goletto Mauro con un Magnano multicolore.
Sono molti i Campionati Francesi ed Europei a cui abbiamo partecipato e nei quali ci siamo sempre distinti a pari merito con i colleghi europei. Ricordo l’ultima manifestazione di Woincourt, dove erano presenti 935 soggetti a concorso: la qualità negli Schietti e nei Magnani resta molto elevata, mentre per i Gazzi il lavoro è ancora impegnativo, anche se si iniziano a vedere dei soggetti vicini allo standard. Tuttavia sono ancora pochi gli allevatori che si dedicano a questa varietà, e i motivi sono semplici: il Gazzo per essere esposto necessita di una toilettatura che richiede molto tempo; inoltre con l’avanzare dell’età, questo colombo aumenta la quantità di piume che devono essere tolte con le forbicine per assicurare una pulizia fino alla successiva muta. L’accoppiamento è un continuo lavoro di compensazione: va bene Gazzo per Gazzo, ma se vogliamo migliorare la razza, dobbiamo usufruire degli Schietti in quanto migliori come forma.
Se qualcuno desidera avvicinarsi a questa razza, sono ben disposto ad aiutarlo nel percorso, grazie alla mia esperienza quarantennale.“

Arriviamo così alla parte conclusiva dell’articolo: abbiamo avuto modo di elogiare in lungo ed in largo il colombo Modena e proprio per quanto descritto anche in Italia esiste un club di specializzazione: il Modena Club Italy.
Qui di seguito lascio il commento Di Mauro Goletto in merito alla Storia del Club italiano e di come la radicata passione per il Modena sia resistita negli anni:
“Il club del Modena Inglese è stato il primo club di specializzazione creato in Italia esattamente nel 1979 . La registrazione è avvenuta a Milano il 25 aprile appunto nel 1979. Erano presenti Gianfranco Mosso, Beniamino Biasibetti, Michele Tira, Guido De Petris, Bruno Franco, il Conte Labia e l’ allora presidente della FIAC Federico Voltolini. Purtroppo alcuni di loro non sono più con noi…Biasibetti, Tira, De Petris, il Conte Labia.
Il club del Modena Inglese aderisce alla Federazione Italiana allevatori colombi (FIAC ) e con questa all’Entente Europeo d’Aviculture ed è membro attivo del Coordinamento Europeo del Club del Modena.
Il primo presidente fu Beniamino Biasibetti della società Canavesana, poi subentro Michele Tira sempre della Canavesana e poi tocco a Claudio Costa della Madonnina. Il segretario in questi anni fu Gianfranco Mosso. Qui bisogna aprire una parentesi in quanto posso dire senza ombra di dubbio che Gianfranco è stato sin dalla fondazione del club il suo maggior trascinatore. La sua passione, competenza, e la sua visione direi Europeistica della selezione del Modena, i suoi contatti con i più grandi allevatori francesi (Jacky Grauss, Roger Guillemont, Antoine Renk, Paul Excofon, Benoit Toussaint, Christophe Mathe e molti altri ) ha fatto sì che gli allevatori Italiani più “scatenati” trovassero la possibilità per migliorare la selezione ed arrivare pian piano al livello attuale alla pari di quello Francese.

Destra: Modena Gazzo Rosso Martellato adulto femmina di Fabrice Rouanet (Woincourt 2024) foto di Rouanet Fabrice

I soci a quel tempo erano poco più di una decina, ora siamo circa una ventina.
L’attuale presidente del Modena club Italia è il sottoscritto (Mauro Goletto), sono presidente dal 2018 e sono subentrato a Claudio Costa ora presidente onorario. Il vice presidente è Patrizio Bellò, il segretario è Lorenzo Zani e i consiglieri sono Graziani Claudio, Bettini Mauro, Vittorio Garbaccio, Gianfranco Mosso. Claudio Costa è stato insignito della carica di presidente Onorario.

Da sx Giulio Graziani, Mauro Goletto, Patrizio Bellò e Giudo Graziani.
Le nostre attività più importanti in Italia sono sicuramente la rassegna del Club e la partecipazione ai campionati Italiani. Oltre a queste manifestazioni organizziamo tutti gli anni la giornata di studio. In questa occasione le discussioni sono prevalentemente tecniche e vengono affrontare le varie questioni riguardo alle svariate caratteristiche del Modena.
Il nostro club ha dei contatti costanti con le altre federazioni Europee e in particolare con il MCF ( club Francese ). Da tantissimi anni alcuni degli allevatori Italiani sono iscritti al MCF e ne facciamo parte a pieno titolo. In Francia, (viste le dimensioni territoriali e il gran numero di allevatori ci sono ben 6 sezioni ) tutti gli anni viene organizziamo il campionato del MCF al quale noi partecipiamo in 3/4/5 allevatori praticamente da più di 10 anni. In Francia la carica di coordinatore di tutti i club Europei è ricoperta dal grande Jacky Grauss. Doveroso un ringraziamento a Jacky per quello che ha fatto per questa bellissima razza, sia in termini di selezione, di divulgazione, di impegno per tutte le manifestazioni sia a livello Francese che a livello Europeo (la rassegna europea del Modena viene organizzata ogni 3 anni). Mi sento di ringraziarlo personalmente per avermi dato la possibilità di migliorare la selezione mia e degli amici Italiani donandoci dei soggetti eccellenti e di averci aiutato tanto per arrivare ad essere assolutamente competitivi nelle manifestazioni sopra citate. L’attuale Presidente è Fabrice Rouanet con il quale abbiamo ottimi rapporti di collaborazione e che ringrazio
per la sua grande disponibilità. Ottimi i rapporti con tutti i colleghi allevatori Francesi che ci considerano parte integrante del loro gruppo. Come club Modena Italia abbiamo ottimi rapporti con il club Tedesco e in particolare con la sezione Bezirk Bayern.

Campione Italiano 2024 Gonzaga e Campione di rassegna a Modena gennaio 2025
Destra: Modena Gazzo Blu Barrato Rosso di Mosso Gianfranco (MOUNTLOUCON 2016)
Le manifestazioni Nazionali più importanti del Club Modena sono sicuramente la mostra Nazionale e in particolar modo la rassegna. Per diversi anni abbiamo abbinato le due cose e all’interno della Nazionale abbiamo anche svolto la rassegna. Purtroppo negli ultimi anni, visto il problema aviaria, la Mostra Nazionale si svolge alla fine del mese di ottobre e questo crea dei problemi per l’esiguo numero di Modena pronti all’esposizione e nell’annata 2024 si è deciso di spostare la rassegna a gennaio 2025 ( con il rischio di
non poterla fare ): è andato tutto bene e la manifestazione si è svolta con 126 soggetti esposti…pochi ma meglio di nulla. Speriamo nei prossimi anni di fare meglio!

Il livello di selezione dei Modena Italiani è assolutamente competitivo anche a livello europeo: partecipiamo in modo costante al MCF da più di una decina di anni e al campionato europeo (che si svolge ogni 3 anni ) da più una ventina.
I nostri risultati più importanti sono stati :
Miglior Schietto adulto Rosso Cenere Martellato maschio a Claudio Costa nel 2008 (campionato EUROPEO ) Bull Svizzera
Miglior Schietto giovane Pietra Chiara Vergato femmina a Mauro Goletto nel 2016 (MCF ) a Montlucon Francia
Miglior Gazzo giovane Blu Verghe Rosse femmina a Gianfranco Mosso nel 2016 ( MCF ) a Montlucon Francia
Miglior Magnano giovane maschio a Mauro Goletto nel 2016 (MCF) a Montlucon Francia
Miglior Magnano giovane maschio a Mauro Goletto nel 2017 (campionato EUROPEO) Oeding Germania
Miglior Magnano giovane e adulto maschio e miglior femmina adulta nel 2018 a Mauro Goletto (MCF) Mazamet Francia
Miglior Magnani giovane e adulto maschi e adulto femmina nel 2019 a Mauro Goletto (MCF) Illckirch Francia
Miglior Magnano adulto maschio a Mauro Goletto nel 2022 (campionato europeo) Ath Belgio
Miglior Blu Vergato schietto adulto a Gianfranco Mosso nel 2022 (Campionato Europeo) Ath Belgio
Miglior Magnano maschio adulto e miglior femmina giovane a Mauro Goletto nel 2024 (MCF) Woincourt 2024 Francia
Miglior Schietto maschio adulto Rosso Cenere Martellato a Mauro Goletto nel 2024 (MCF) Woincourt 2024 Francia
Miglior Schietto femmina adulta Rosso Cenere Vergata a Mauro Goletto nel 2024 (MCF) Woincourt 2024 Francia
Campione Gazzo Blu Andaluso giovane a Patrizio Bellò più premio SNC (per mantello raro) Woincourt Francia nel 2024

Destra: Modena Gazzo Blu Barrato Rosso di Graziani Guido (ATH 2022) foto di Graziani Guido
Naturalmente oltre a questi direi strepitosi risultati ci sono molti altri premi vinti nei campioni di varietà da tutti i partecipanti a queste manifestazioni (Costa, Mosso, Bellò, Graziani ed il sottoscritto) che confermano la nostra assoluta competitività a livello nazionale ed europeo.
Gli obbiettivi dei prossimi anni sono di una continuazione del lavoro fin qui intrapreso, l’inserimento di alcuni giovani ai quali è stata data la possibilità di crescita a livello qualitativo e di un maggior impegno da parte di ognuno di noi per poter essere sempre più al centro di interesse del mondo colombofilo.
Modena Forever!!!”

Anche in questo articolo il supporto ricevuto da parte di persone esterne all’associazione Confraternitgallus per la stesura dell’elaborato (testo e fotografia) è stato fondamentale per l’ottimale riuscita: sintomo dell’immensa passione che quotidianamente li stimola nel raccontare il mondo della colombofilia e l’amore per questa razza; in particolare il loro sforzo nel promuovere tale iniziativa anche a terze parti, italiane ed estere, così da condividere la filosofia divulgativa di cui Confraternitagallus si fa portavoce da quasi 3 anni:
Modena Club Francais
Goletto Mauro
Zani Lorenzo
Bellò Patrizio
Graziani Guido
Tiziano Trinci
Comi Roberto
Scritto e curato da Guido Monciatti
In foto alcune delle persone che hanno collaborato nella stesura dell’articolo riuniti in occasione del 43° Campionato Italiano di Colombicultura FIAC a Gonzaga (Ottobre 2025):
da sinistra Bellò Patrizio, Goletto Mauro, Zani Lorenzo, Guido Monciatti, Graziani Guido

Bibliografia
Accueil – Site de modene-club-francais ! (jimdofree.com)
C.I.M.I Standard 1998
“The Modena Pigeon” si W.F.Holmes – 1921
Notiziario FIAC n°43 – Gennaio 2022

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