TOSA NO ONAGADORI

Il Tosa-no-Onagadori (in breve Onagadori) è una razza molto particolare di polli nativi giapponesi ed è stata designata come Tesoro Naturale Nazionale Speciale del Giappone.
Il percorso per ottenere questo titolo è stato documentato partendo dal 1922, nei quali documenti vengono stabilite le modalità di conservazione di questo patrimonio naturale, oltre ad un’indagine su gli allevatori e sulle varie linee di sangue presenti all’epoca. In questa documentazione, troviamo menzioni di un vero e proprio contributo economico da parte della Prefettura d’origine, nel caso in cui questo animale si trovasse seriamente a rischio di estinzione.
Nel tempo il nome di questo pollo, ha
subito diverse variazioni: Pollo
Nagao, Nagadori, Onagakikochi,
Pollo Tosa No Nagao. Finalmente il
29 marzo 1952 il Comitato per la
Tutela dei Beni Culturali, cambiò il
nome del “PolloTosa Nagao”
Monumento Naturale, in “Tosa no Onagadori” Monumento Naturale Nazionale Speciale Giapponese.

In Giappone, ci sono diverse razze che appartengono alla famiglia dei polli dalla lunga coda, tra le quali si trovano la Totenko, la Shokoku, la Minohiki, la Onagadori ecc…
La Phoenix, la Yokohama e le loro versioni nane invece furono create, sviluppate e selezionate in Europa; solo i loro progenitori provenivano dal Giappone. Anche se in passato venne erroneamente chiamata “Phoenix Onagadori”, la Onagadori è una razza specifica, distinta da qualsiasi altra razza. Diventa ovvio, che nessun’altra razza può rivendicarne il nome quando si capisce chiaramente cos’è un Onagadori, ovvero, il possessore di un corredo genetico unico, che fa sì che i maschi della razza non facciano la muta di alcuni gruppi di penne della coda per molti anni (o anche tutta la vita) nel momento in cui viene fornito l’ambiente corretto.
La leggenda narra che questo pollo sia il risultato dell’incrocio tra dei Galli e dei Fagiani. Secondo la leggenda infatti si pensa che la razza abbia avuto origine da una miscela di galli della giungla in particolare Gallus Gallus e Gallus Varius. Questi ibridi portano i geni della coda dell’Onagadori, così come il gene del lungo canto di razze come Tomaru, Denizli, Totenko e Koeyoshi.
Oggi l’Onagadori è allevato principalmente nella città di Nankoku, nella prefettura di Kochi. Ha tre varietà di colore del piumaggio: Selvatico Argento (nome giapponese, shirafuji), Selvatico Oro (akazasa) e Bianco (hakushoku). Si pensa che questa razza sia stata creata durante l’era Edo del Giappone (1603-1867), con il Selvatico Argento come colore originale del piumaggio.
La “German Phoenix and Onagadori Association” riferisce che le origini degli Onagadori sono alquanto misteriose. Si ritiene che la Shokoku sia stata utilizzata principalmente per creare la razza, selezionando mutazioni a coda lunga e muta lenta durante il periodo Edo della storia giapponese (1600-1868).

II. Foto per gentile concessione di Marc King

L’Onagadori non veniva allevato solo a scopo ornamentale, infatti, a Tosa, (l’odierna Kochi) dove è stato sviluppato, gli agricoltori che allevavano Onagadori usavano le penne della coda come forma di pagamento delle tasse al Daimyo regionale dello Shogun della prefettura, durante il periodo feudale. Questi allevatori erano quindi esentati dal pagamento di tasse monetarie. I racconti tramandati oralmente di generazione in generazione narrano la storia di un principe, Yamanouchi, che governava la prefettura di Kochi e in onore dell’imperatore Tenno fece adornare le lance e gli elmi dei soldati con queste piume insolitamente lunghe per eventi speciali.

L’origine di questo tipo di pollo è dalla contea di Nagaoka, dove esistono numerosi allevamenti, tra cui i più famosi Hamakaita, Satokaita, Inao, Ohara, Shinohara e Gomen. Tra questi, Satokaida è il più famoso e popolare. Il nome di questo pollo è comunemente usato per riferirsi alla linea Shinohara, che pare abbia qualcosa a che fare con il villaggio di Shinohara. E’ possibile che questo villaggio sia il luogo in cui è nato questo pollo. Tekeichi Riuemon di Shinohara, nella prefettura di Kochi sull’isola di Shikoku, questo allevatore ha fatto grossi passi avanti per lo sviluppo delle code di questa razza. Per questa ragione gli Onagadori di quel periodo erano chiamati ” Shinoharato “. Per un periodo di tempo furono chiamati ” Nagaodori ” ovvero “Pollame Onorevole”. Più tardi qualcuno si riferì a loro semplicemente come “Tosa” in riferimento alla provincia in cui erano maggiormente allevati.

Nelle vicinanze della città di Kochi, sulla strada in direzione della città di Nangoku , è stato eretto un monumento in onore di Takeichi , un memoriale di pietra che resiste ancora nel tempo.

Un botanico giapponese Koyu Nishimura ha pubblicato un libro nel 1857 dal titolo “Schizzi e pensieri ” in cui descriveva il fenomeno della crescita continua della coda degli Onagadori. Da allora gli Onagadori sono conosciuti in buona parte del territorio giapponese.

Ai tempi le code non raggiungevano ancora le lunghezze odierne. Attraverso l’allevamento selettivo e un alto livello di cura da parte dei loro custodi, le code hanno raggiunto lunghezze maggiori nel tempo. Alcuni secoli dopo code di 3 metri o più stavano diventando più comuni. Nel Guinness dei primati il record risale al 1974 ed è di 10 metri e 60 centimetri, ma nello stesso anno è stata registrata una coda di circa 13 metri.

All’inizio degli anni ’20 alcuni allevatori iniziarono ad utilizzare apposite gabbie per i galli che sono tutt’ora in uso. Gli allevatori giapponesi chiamano queste gabbie Tomebako, ovvero “scatola di arresto”. Il nome “scatola di arresto” deriva dalla pratica di utilizzare la gabbia per mantenere calmo il gallo, impedire ai suoi ormoni di esprimersi appieno e quindi sopprimere la muta delle falciformi e delle lanceolate della groppa, che di solito si verifica ogni uno o due anni come per tutto il resto del piumaggio. Le penne della coda principali sono sempre più lunghe rispetto a quelle delle altre razze ma vengono comunque mutate ogni anno.

Una volta implementato il Tomebako, nelle linee migliori, apparivano lunghezze della coda di 3 e più metri.

L’obiettivo con l’allevamento di un maschio in un Tomebako è impedirgli di fare la muta o danneggiare la coda. Durante questo periodo queste piume dovrebbero crescere a una velocità di un metro o più all’anno. Le penne della groppa crescono un po’ più lentamente, ma dovrebbero raggiungere almeno un terzo della lunghezza delle falciformi.

Alcune persone hanno insinuato che i Tomebako siano in qualche modo disumani. Questo potrebbe essere vero, ma non si possono fare affermazioni o critiche accurate riguardo a questo modo di allevare se non si è fatto uno studio personale del metodo e su gli animali coinvolti. I galli vengono maneggiati giornalmente e fatti uscire spesso per fare esercizio e razzolare, sempre stando molto attenti all’integrità della coda.

Quando i galli hanno dai cinque ai dieci mesi di età, possono iniziare a essere tenuti in un Tomebako. Il miglior gallo dovrebbe essere scelto considerando la salute e la robustezza, il temperamento e il piumaggio della coda. Quelli che esibiscono un temperamento calmo, molte frange multiple e una buona lunghezza delle piume sono quelli da scegliere per crescere ulteriormente in una Tomebako.

III. Onagadori con Tomebako sullo sfondo, presso l’Onagadori Center a Nankoku

Il Tomebako è una scatola di legno alta circa due metri, larga 1 metro e profonda 22 centimetri. La sua costruzione interna è tale che il gallo, la sua coda e il vassoio degli escrementi abbiano ciascuno il proprio scomparto. I galli allevati in questo modo devono avere un contatto quotidiano con i loro allevatori e vengono manipolati ogni giorno. È richiesta almeno un’ora di esercizio e passeggiate tutti i giorni. I maschi devono anche essere tenuti al caldo durante l’inverno, a una temperatura tra i 10 e i 15°C per evitare eccessivo stress.

L’Onagadori come altre razze, fa fatica ad adattarsi a climi temperati-freddi, infatti andrebbe tenuto al caldo d’inverno e al riparo da eventuali correnti d’aria gelida, quando è allevato per la crescita della coda, per una migliore salute e lo sviluppo.

Gli Onagadori sono ottimi volatori. Sono in grado di spiccare brevi voli sin da tre settimane di età. Le loro grandi ali e l’eccellente controllo della coda consentono virate, tuffi e ripide risalite in aria; possono anche sorvolare distanze piuttosto lunghe. Nelle voliere dei riproduttori sono consigliati infatti posatoi alti e le voliere devono esse lunghe almeno il doppio di quanto sono alte, in modo da consentire un atterraggio sicuro.

La caratteristica più nota della razza, lo straordinario piumaggio della coda del maschio, è determinata da tre tratti genetici. Questi, nonostante i tentativi, non sono stati ufficialmente documentati o trovati nei filamenti di DNA, vengono semplicemente registrati seguendo le osservazioni degli allevatori.

Il primo e più evidente tratto è causato dal gene dominante della crescita rapida, Gt, che è evidente anche quando i galli vengono allevati a terra, poiché fa sì che le piume della coda siano molto più lunghe rispetto a quelle di altre razze, anche in giovane età. Il secondo gene fa crescere una quantità di piume superiore al normale nella regione della coda e della groppa. Questo tratto dominante è indicato come piumaggio multiplo, o semplicemente Mf.

Il terzo gene è il gene recessivo della “non muta”, indicato come “mt” ed è unico della razza Onagadori. La Phoenix e altre razze dalla coda lunga mancano di questo gene, il loro piumaggio della coda muta ogni 1 o 2 anni.

Quindi geneticamente gli Onagadori sono : Gt/Gt mt/mt Mf/Mf.

Le altre razze dalla coda lunga, come Phoenix, Shokoku ecc sono Gt/Gt Mt+/Mt+ Mf/Mf, il che significa che hanno il tratto dominante che determina il ciclo di muta regolare invece del carattere recessivo della “non muta” delle piume della coda. Tutti i polli che non sono varietà a coda lunga sono gt+/gt+ Mt+/Mt+ mf+/mf+, il che significa che mancano del tratto di crescita rapida della coda e delle lanceolate della groppa così come del tratto di non muta.

IV. Foto per gentile concessione di Francesco Vispiano

Questa è una delle caratteristiche più evidenti che separano l’Onagadori dalla Phoenix e dalla Shokoku. L’espressione del tratto mt dipende in parte dall’ambiente. Anche i galli che esprimerebbero la caratteristica dalla “non muta” se allevati in un Tomebako possono fare la muta una volta ogni uno o due anni se allevati a terra e lasciati assieme alle loro galline. È solo usando il Tomebako che gli ormoni che controllano il ciclo di muta vengono parzialmente soppressi per consentire l’espressione del gene mt.

Data la natura di questo carattere, è importante rendersi conto che non il 100% dei soggetti esprimerà la “non muta”.

Se due individui portatori di questo tratto recessivo (Mt+/mt) vengono accoppiati, il

25% dei loro figli saranno mt/mt e esprimeranno la caratteristica della “non muta” delle piume della coda se allevati in un Tomebako, a causa dell’eredità del tratto recessivo da entrambi i genitori.

Nessun’altra razza al mondo ha la stessa combinazione di geni dell’Onagadori, ciò rende questi animali unici nel loro genere. Solo quando questi geni sono combinati in questo preciso modo, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio Onagadori.

V. DIFFERENZA DI CRESCITA DELLA CODA TRA UN SOGGETTO USATO PIU VOLTE PER RIPRODURRE E UN SOGGETTO CON QUALCHE MESE DI DIFFERENZA ALLEVATO IN UN’APPOSITA STRUTTURA (TIPO TOMEBAKO) PER LA CRESCITA DELLA CODA foto e soggetti di Gabriele Marchetti.
VI. DIFFERENZA TRA GLI ASTUCCI DI NUTRIZIONE DELLE FALCIFORMI E DELLE LANCEONATE DELLA GROPPA TRA UN GALLO DI 1 ANNO (1) E UN GALLO DI 4 (2). QUESTE PIUME NELLE ONAGADORI RIMANGONO VASCOLARIZZATE TUTTO L’ANNO A DIFFERENZA DELLE PIUME DEL RESTO DEL CORPO CHE HANNO UNA CRESCITA LIMITATA.
Foto e soggetti di Gabriele Marchetti

Ora andiamo ad analizzare secondo lo Standard Giapponese come deve presentarsi un Onagadori

Il Tosa No Onagadori ha un corpo leggero e robusto, con un portamento aggraziato e molte penne della groppa.

Le penne della coda sono ben sviluppate, flessibili e di grande bellezza.

VII. Foto dello Standard Giapponese

Le colorazioni del piumaggio riconosciute in Giappone sono: la Selvatica Argento, la Selvatica Oro, la Bianca e la Fulva a coda nera:

Quest’ultima variante è nota a tutti come “wakuyato” (il nome deriva dall’attività dell’ allevatore Shinohara nella sua fabbrica di telai, in giapponese “waku”). Tuttavia, la varietà Fulva a coda nera si estinse nel 1943, in tempo di guerra.

Peso standard: maschio 1.800 g, femmina 1.350 g.

difetti da squalifica principali

– Colore dell’orecchione non completamente bianco ma rosso per più di 1/3.

– Lunghezza della coda inferiore a 1,5 m .

Gallo

La testa deve essere di taglia media, tonda con un viso piccolo e liscio, cresta semplice di media grandezza, eretta sulla testa con 5 denti ben formati. Bargigli lunghi e arrotondati, becco lungo e appuntito, leggermente ricurvo, occhi piccoli, orecchioni bianchi, grandi, ovali e lisci. Deve avere delle piume cervicali poco lunghe e moderatamente ricurve, lanceolate della mantellina abbondanti, lunghe e ben ricoprenti le spalle, pendenti su entrambi i lati, raggiungono la parte inferiore della gola. Il tronco è lungo e rettangolare come per il dorso che deve essere lungo con la parte anteriore per lo più ricoperta di piume della mantellina. Lanceolate della groppa abbondanti, strette, ben sviluppate e allungate. Il petto è ben arrotondato, si appiattisce andando verso il ventre, piumino folto e morbido. Le ali di medie dimensioni, inclinate verso il basso, spalle e punte delle ali ricoperte di piume della mantellina e della groppa. Le timoniere sono estremamente lunghe, raggiungono oltre i 30 cm. Le falciformi sono molto lunghe, leggermente ricurve e coprono le timoniere. Le cosce sono sottili e allungate, i tarsi sono sottili e lunghi, le dita dritte e aperte. Il colore dei tarsi è verde salice tranne nella colorazione bianca dove possono essere gialli.

VIII. Onagadori Selvatico Oro soggetto di Gabriele Marchetti

Gallina

A differenza del gallo, la gallina ha la cresta molto più piccola e eretta sulla testa, bargigli piccoli e rotondi. la coda non presenta delle vere e proprie falciformi, ma una coppia di grandi copritrici della coda particolarmente sviluppate.

Uovo

Peso minimo g. 40

Colore del guscio: Crema

IX. Onagadori Selvatico Argento soggetti di Gabriele Marchetti

Giovanni di Cicco in uno dei suoi post divulgativi descrive così la coda del gallo Onagadori:

“ un soggetto di ottima qualità non deve soltanto avere le falciformi molto lunghe, ma sono molto importanti la loro struttura, (è preferibile che siano sottili, appuntite, elastiche e possibilmente non avvitate), ed il loro numero: nella maggior parte delle razze di pollo i galli hanno 2 grandi falciformi e circa 7 paia di piccole falciformi, che insieme alle 6 coppie di timoniere, arrivano ad un totale di 24 piume. Nei galli di Onagadori invece si può arrivare ad un massimo di 46 piume, cioè quasi il doppio! In Giappone ogni piuma ha un nome specifico in base alla posizione, alle dimensioni e alla sua durata, qui da noi invece ci limitiamo a definirle grandi falciformi, piccole falciformi e timoniere:

Le grandi falciformi sono le più lunghe e spesse, e sono posizionate nella parte più alta della coda;

Le piccole falciformi sono invece le più abbondanti, ma hanno lunghezza e spessore minore delle piume precedenti;

Le timoniere invece sono le piume adibite agli spostamenti in volo, sono larghe e al contrario delle falciformi, non crescono in continuazione e cadono ogni anno.

La femmina non possiede un numero così elevato di piume ma, solo qualche coppia di copritrici più lunghe del normale.”

Ecco di seguito i nomi di ogni specifica piuma nello standard Giapponese:

SCRITTO E CURATO DA MARCHETTI GABRIELE

FONTI:

– Marc King

– Nancy Shigeta

– Giovanni di Cicco

– Francesco Vispiano

– “Long Tailed Fowl, Their History and Care” by David Rogers and Toni – Marie Astin “Onagadori” text from Festschrift©

-German Phoenix and Onagadori Association — translated by Marc King — used with permission

http://kythuatnuoitrong.com/

https://www.city.nankoku.lg.jp/ https://tosakei.jimdofree.com countrywhatnotgardens.com

Foto in copertina per gentile concessione di Nancy Shigeta

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