ALIMENTAZIONE DEI COLOMBI

In un allevamento amatoriale o professionale la salute degli animali  rappresenta la chiave per molti successi: perché essa sia mantenuta alta, oltre a pulizia e spazi, l’alimentazione rappresenta un tassello fondamentale. Nelle colombaie questo principio rimane fortemente valido: la scelta di mix di qualità, una somministrazione regolare e ponderata in base al periodo dell’anno sono solo alcuni dei principi che il colombicoltore deve conoscere e rispettare.

E’ importante sottolineare già in questa premessa che non esistono ricette o formule “magiche” che si adattino a tutti i tipi di colombi o a tutti i contesti: ogni allevatore deve sperimentare e, grazie anche ad articoli come questo, prendere spunto da esperienze altrui per migliorarsi e raggiungere una situazione ottimale. Ciò che sembra essere ideale in un contesto, potrebbe non esserlo in altri. Temperature ed  età colombi sono solo due delle tante variabili in gioco: in periodi più freddi sono consumati maggiori quantitativi di cibo per un maggior quantitativo di calorie, mentre con climi più caldi l’apporto di grassi e carboidrati è da dosare con parsimonia.

Il suggerimento è quindi quello di provare e verificare sui colombi e sui loro comportamenti l’eventuale successo o insuccesso di una determinata pratica.

APPARATO DIGERENTE

Prima di iniziare a parlare di alimentazione è bene comprendere come sia strutturato l’intero apparato digerente. I colombi sono volatili granivori: ciò significa che essi ingeriscono le granaglie intere ed il loro apparato digerente è strutturato in modo tale che possano assorbire i nutrimenti per il loro sostentamento per mezzo dell’ingerimento di grani e semi. 

L’intero processo inizia dal becco, organo attraverso il quale il colombo afferra il cibo, ne riconosce le caratteristiche organolettiche (con la lingua) e lo ingerisce. Dopo ciò le granaglie finiscono nell’esofago fino al gozzo, detto anche ingluvie: qui il cibo viene immagazzinato per alcune ore per subire un piccolo rammollimento predigestivo. L’apparato digerente prosegue con il primo stomaco ghiandolare (pre-ventriglio), dove avviene la prima digestione e le granaglie vengono ammorbidite dai succhi gastrici; si passa poi al secondo, lo stomaco muscolare detto ventriglio succentoriato, dove i grani interi vengono schiacciati dalla strurruta dell’organo, che si contrae fino a triturare le granaglie gli uccelli non avendo denti ed ingerendo granaglie anche molto dure ed intere, hanno bisogno di parti solide (come pietre e sassolini) per triturare e grazie al ventriglio, organo particolarmente muscoloso e forte, spezzettano il mangime. Il flusso digerente si conclude con l’intestino, in cui sono assorbiti i nutrimenti per mezzo dei vasi chiliferi ed infine esce sotto forma di feci dalla cloaca.

“[…] e talvolta gli serve ancora, come di medicamento, l’ingojare col cibo, dei piccoli sassetti o frammenti di marco che trova per i campi o veramente calcinacci o matton pesto che trova per la Colombaja. […] porre nella detta Colombaja un pane composto di ciottoli di pentole pestati, terra argilla, calcinacci e sale.”

Così scrive Jacopo Antonio Buonfanti nel suo libro “Del pollajo e della colombaja Trattato rustico economico riguardo l’ingestione da parte dei colombi di pietre e sassi – 1826

L’apparato del colombo è meno sviluppato rispetto agli altri volatili da cortile: per esempio nel pollo rappresenta 1/8 dell’itero corpo, nel colombo rappresenta 1/7. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che il colombo grazie ad un minor peso, associ una migliore capacità di volo. Si potrebbe pensare così che la capacità di assimilazione delle sostanze nutritive da parte del colombo sia peggiore, ma in realtà i villi intestinali sono ben sviluppati e l’intero apparato digerente è più acido, quindi capace di elaborare gli alimenti più rapidamente.

Miniatura storica raffigurante l’apparato digerente nel colombo [a) becco; b,c) esofago; d,e) gozzo; f,g) pre-ventricolo; l) ventriglio; h,i,j,k) muscoli del ventriglio; m,n,o,p,q) intestino; r) cloaca] tratto da “Pigeons” di W.B. Tegetmeier – 1868

ALIMENTAZIONE

Come abbiamo già sottolineato precedentemente il colombo è un uccello granivoro: attraverso quindi le granaglie ingerite deve ricavare tutti i valori nutrizionali per un corretto sviluppo e mantenimento, soprattutto a seconda della fase di vita o stagione in cui si trova. Generalmente il colombo tende a preferire certi alimenti rispetto ad altri, ma a largo spettro è capace di autoregolarsi. Significa che avendo a disposizione un insieme ampio di granaglie, saprà scegliere ciò di cui ha più bisogno, preferendo comunque sempre i più calorici. 

Durante un anno, a seconda della razza, un colombo adulto di taglia media può consumare 35-45Kg di mangime: si ricorda che molto spesso questo nutrimento non è tutto per l’animale che lo ingerisce, ma in fase riproduttiva è convertito anche in latte di gozzo per i pulli.

Il tenore proteico medio dell’alimentazione del colombo si aggia intorno al 15%: ciò è dato da un 65% di cereali (mais e frumento), 25% da leguminose (pisello proteico e favino) e da un 10% di oliacee (girasole). Quando i riproduttori dovranno creare latte di gozzo per i pulli il consumo delle leguminose aumenterà, come anche nel periodo della muta, dove la parte proteica sarà convertita in buona parte per la creazione delle nuove piume (queste sono composte per il 61% di proteina e rappresentano circa il 4% del peso di un colombo adulto).

Due miniature storiche raffiguranti due tipologie di mangiatoie:
quella di sinistra da posizionare al centro della colombaia e
quella di sinistra a ridosso di una parete
Tratte da “The patical pigeon keeper” di Lewis Wright

GRANAGLIE

FRUMENTO (digeribilità 84%): questa granaglia rappresenta il principale alimento nella dieta dei colombi. Essa ha ottime qualità nutritive, è ricca di amidi, grassi e proteine. E’ importante sottolineare che però non deve essere l’unica granaglia, ma deve essere mischiata con le altre: un abuso potrebbe causare forti problemi lassativi per le troppe calorie generate. Inoltre un quantitativo di massimo il 20% nel mix generale è il valore limite: superarlo, soprattutto nei mesi caldi, potrebbe significare avere animali grassi con conseguenti problematiche (volo, riproduzione…).

In generale è importante tenere in considerazione che deve essere somministrato ai colombi frumento essiccato: fornire alimenti freschi potrebbe portare gli animali ad ammalarsi; anche se in Natura i colombi selvatici sono soliti nutrirsi di granaglie fresche senza problemi, quando vivono in voliere o colombaie è preferibile adottare queste cure: probabilmente in libertà gli animali si muovono maggiormente e riscono ad eliminare quelle tossine che in cattività con meno dinamismo e maggiore sedentarietà risulterebbero nocive.

Il grano è un alimento fondamentale nella dieta del colombo e saperlo dosare durante l’anno può rappresentare un importante successo per l’allevamento: per i colombi viaggiatori spesso viene somministrato dopo le gare di lunga percorrenza per recuperare le energie spese e nei colombi ornamentali per passare l’inverno o le fredde notti primaverili nel miglior modo possibile.

Tabella estratta dal libro “A to Z Pigeons and Bantams” di Frank W. DeLancey del 1910 in cui sono mostrate le varie proprietà di ogni granaglia solitamente usata per nutrire i colombi

GRANTURCO (digeribilità 86%): insieme al grano sicuramente l’altra granaglia su cui si fonda l’intera alimentazione dei colombi, anche perché la parte cruda (non digeribile) è veramente bassa; di fondamentale importanza per l’apporto di grassi e di calorie, assume un valore più importante nei mesi autunnali e invernali. Maggiore parsimonia e minori dosaggi nei mesi primaverili ed estivi.

La pezzatura del mais è da prendere in considerazione: indipendentemente dalle qualità nutritive e dai valori nutrizionali, ai colombi con becco piccolo deve essere somministrato con granturco di piccole dimensioni, per riuscire anche a somministrare i nutrimenti ai pulli. C’è anche chi utilizza mais spezzato, di più facile assimilazione, ma con una probabile perdita, se non consumato subito dopo la rottura del grano, di molti elementi nutritivi.

I cereali (frumento e granturco) sono le prime granaglie che i colombi solitamente mangiano, ma sono anche le più povere da un punto i vista di vitamine (B1 ed E in piccole quantità). Eccezione è fatta dal mais rosso, contenente una buona percentuale di vitamina A.

PISELLO (digeribilità 78%): i colombi da questa granaglia assimilano la maggior quantità di proteine (23%) e ne vanno ghiotti. Questa granaglia ha un buon contenuto di cellulosa e di minerali; particolarmente utile durante il periodo di produzione di latte di gozzo, assume un valore di rilievo anche in fase di muta. Molti allevatori lo sostituiscono con il favino (digeribilità 76%), ma questa granaglia ha un sapore diverso e più amaro rispetto al pisello ed una apporto proteico minore in proporzione al volume, ma un mmiglior equilibrio aminoacido.

A sinistra il granturco ed a destra il pisello proteico

MIGLIO: è conosciuto anche come sorgo. Rispetto al mais ha un minore apporto di grassi, ma maggiore proteine. Ottima via di mezzo quindi tra grano/granturco e pisello/favino. Può essere un importante granaglia da inserire al mix classico della dieta dei nostri colombi, soprattutto in un’ottica di dieta variegata, anziché considerarla una semplice integrazione.

CANAPA E GIRASOLE: questi semi hanno una forte concentrazione di grassi. Particolarmente utili durante l’inverno per l’apporto calorico, in questo periodo possono essere sempre disponibili ai colombi ed invece sono somministrati occasionalmente durante gli altri mesi dell’anno: il girasole in particolar modo è spesso fornito ai colombi con il tegumento (pellicola fibrosa esterna nera) e grazie a questa parte è molto utile in fase di pulizia dell’intestino. Queste sono tra le granaglie preferite dai colombi, anche se dopo lunghi digiuni gli animali tendono a preferire granaglie più voluminose, come granturco, pisello o favino.

RAPIDITA’ DI ACCRESCIMENTO

Il colombo è tra gli uccelli più rapidi in fase di accrescimento e questa straordinaria dote è dovuta principalmente al latte di gozzo, sostanza lattiginosa di tipo proteico e lipidica: la maggior parte degli studi sono stati condotti su razze allevate per la produzione di carne e negli allevamenti intensivi si è visto che il pullo raddoppia il proprio peso nel giro di 2 giorni (il pulcino riesce in questa impresa in 9 giorni e l’anatroccolo in 6) ed il suo incremento di peso oscilla tra 15 e 20 grammi al giorno.

SOMMINISTRAZIONE

Molti allevatori si avvalgono di miscele già pronte, altri integrano questi composti preparati con piccole aggiunte di granaglie specifiche ed altri ancora somministrano i grani separati: spesso infatti accade che quest’ultima soluzione favorisca un minor spreco (circa -11%) da parte del colombo dato che sarà l’animale stesso a selezionare la granaglia specifica, non andandola a cercare invece nel mix e scartando ciò che non gli interessa in quel momento; allo stesso tempo però lo spazio dentro e fuori dalla voliera per gestire le singole granaglie è sicuramente maggiore che nel caso si usino mix preparati. Inoltre con questo metodo il colombo mangia irregolarmente (non ad orari precisi ed anche quando non ne ha bisogno).

Esempio di sistema di stoccaggio delle granaglie separate;
da sinistra a destra: grano, granturco, orzo, favino e girasole.
Orzo e favino sono stati successivamente sostituiti da miglio e pisello
per i motivi descritti in questo articolo

Spesso molti colombi vivono all’interno di voliere e mai durante la loro vita escono da esse: alcuni allevatori scelgono di distribuire le granaglie, anziché nelle mangiatoie, sul fondo della voliera, così da impegnare i volatili nella ricerca della granaglia che preferiscono, senza che si creino fitti affollamenti di fronte alle mangiatoie. Questa pratica è suggeribile quando si dispone di ambienti asciutti e si distribuisce un quantitativo di granaglie equivalente ad 1 singolo pasto: gli avanzi potrebbero attrarre roditori e soprattutto inumidirsi e muffare, indebolendo così il colombo una volta ingeriti.

E’ anche vero però che somministrare le granaglie con questa modalità premierà i colombi più rapidi e capaci di dimenarsi tra i coinquilini della voliera; al contrario i colombi più deboli e pigri tenderanno sempre a mangiare meno, perdendo in tonicità muscolare ed in salute. I riproduttori in fase di cova per non arrivare dopo gli altri quando molte granaglie saranno esaurite, tenderanno ad abbandonare il nido non appena il colombicoltore offrirà il cibo, lasciando incustodite le uova o i pulli per un tempo indefinito, ma soprattutto con il rischio che tra i pulli ed i riproduttori qualcuno alla fine restini senza granaglie.

Le mangiatoie, indipendentemente dalla forma che hanno (comunque sempre strutturate nella parte superiore in modo che i colombi non vi si possano appollaiare), devono quindi essere sempre poste in un luogo riparato dall’umidità e dalla pioggia. Si prediligerà quindi lo spazio interno della colombaia, rispetto a quello esterno. Ovviamente è importante posizionare le mangiatoie anche in punti dove i colombi non possano defecare, andando a contaminare le granaglie: si posizioneranno quindi lontano da posatoi e nidi.

In molti casi, ad esclusione dei colombi gozzuti e di poche altre eccezioni dove è fondamentale lasciare sempre le granaglie a disposizione (come in fase di svezzameno pulli), esse vengono somministrate 2 volte al giorno: al mattino e prima del tramonto. Questo aumenta la probabilità che tutti i grani somministrati vengano esauriti tra un pasto e l’altro, senza che si abbia una maggiore predilezione per uno o un altro seme. Alcuni allevatori che offrono due pasti ai colombi, differenziano le granaglie fornite agli animali nella prima somministrazione da quelle della seconda.

Distributori di mangime ottenuti con tubi dell’acqua.
Da sinistra a destra: grit, girasole, pisello proteico, mais e frumento

INTEGRAZIONI

L’acqua è di fondamentale importanza nei colombi: deve essere sempre fresca e pulita. Un adulto consuma dagli 80 ai 200 ml di acqua al giorno ed essa è particolarmente rilevate nell’allevamento dei pulli per la creazione del latte dei gozzi nei primi giorni di svezzamento e per ammollare il cibo nell’ultima decina di giorni, prima che il piccione abbandoni il nido. Nel caso in cui manchi acqua al riproduttore, esso interrompe la somministrazione di cibo alla prole.

Da sottolineare un’importante differenza tra i colombi e la maggior parte degli altri uccelli (in particolare il pollame): in fase di abbeveraggio sorbiscono l’acqua e la inghiottono come i mammiferi. Nei polli per esempio questo non avviene: essi raccolgno l’acqua nel becco per capillarità e poi sollevano la testa così che il liquido possa scorrere nel retro della cavità orale prima che sia inghiottito.

Ulteriori integrazioni da somministrare ai colombi sono spesso a discrezione del singolo allevatore e con il tempo sono affinate: c’è chi fornisce una piccola parte verde (erba fresca triturata) per esempio e chi lascia germogliare dell’orzo che distribuisce poi nella voliera. L’orzo rappresenta nel mondo della colombofilia un punto interrogativo: molti allevatori lo somministrano con regolarità, mentre altri saltuariamente ed alcuni in nessun caso. Seppur grazie al tegumento che lo ricopre rappresenti un ottimo modo per ripulire l’intestino dei colombi da parassiti intestinali o tossine accumulate (per esempio nei colombi viaggiatori dopo una gara), ciò che divide i colombicoltori è il fatto che l’orzo abbia al proprio interno una parte che rimane cruda/fresca/verde. Questo aspetto, come indicato anche nel capoverso “Alimentazione” non è gradito all’apparato digerente dei colombi: essi non riescono a digerire la parte cruda e per questo l’orzo per molti versi non garantisce alcuna fonte di nutrimento per i colombi. A tutti gli effetti pulli che ricevono orzo in fase di svilupo crescono meno, dato che stano ingerendo materiale inerte, ed anche gli adulti che in inverno ne mangiano poco, arrivano in primavera deboli con pessimi risultati da un punto di vista di deposizione.

Guido Monciatti

BIBLIOGRAFIA

Notiziario della Federazione Italiana Allevatori Colombi Febbraio 2021 – Numero XI

NOT_FEBBRAIO 2021 WEB.pdf (fi-ac.it)

A to Z Pigeons and Bantams” di Frank W. DeLancey – 1910

Del pollajo e della colombaja Trattato rustico economico” di Jacopo Antonio Buonfanti – 1826

“The practical pigeon keeper” di Lewis Wright

Pigeon food: barley, corn, millet, wheat | PIPA” by Baeten Edward

Nutrition of the domestic pigeon (Columba livia domestica) | World’s Poultry Science Journal | Cambridge Core

“100 norme pratiche per allevare anatre, oche, piccioni e quaglie” di Cesare Aghina

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