Fagiano di Reeves Syrmaticus reevesii

Fagiano di Reeves o Fagiano Venerato

Ordine: Galliformes

Famiglia: Phasianidae

Genere: Syrmaticus

Specie: reevesi

Originario dell’Asia centro-settentrionale, è avvistato spesso allo stato naturale nella provincia di Wuhan, Henan ed in alcune aree del Tibet. Il suo habitat naturale comprende le foreste sempreverdi popolate da bambù, rododendri, querce, aceri, noccioli ed altre specie arbustive ed erbacee locali, ma non disdegna, di tanto in tanto, la visita di luoghi più antropizzati.

La sua diffusione è però molto particolare in quanto è rinvenibile allo stato selvatico anche in Francia, in Inghilterra, in Olanda e in Repubblica Ceca come specie alloctona, importata in passato come a scopo venatorio e, riscontrando qui un habitat analogo al suo ambiente originario, si è diffuso anche in Europa; oggi è ancora allevato sia a scopo venatorio che ornamentale.

Dal 2019 il Fagiano Venerato è inserito nell’allegato CITES B, ogni disposizione necessaria per questo tipo di allegato è rinvenibile sul sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale alla sezione CITES (CITES commercio internazionale fauna e flora – Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale).

Si pensa che il suo nome popolare ovvero “Venerato” sia stato affibbiato a causa della sua proverbiale bellezza ai quali le antiche popolazioni erano affascinate tanto da divinizzarlo e adorarlo.

CARATTERISTICHE E DIMORFISMO SESSUALE

Mediamente diffuso tra gli allevatori amatoriali, è una specie spesso apprezzata e diffusa per la caratteristica coda appariscente nel maschio che può raggiungere svariati metri. L’allevamento non è eccessivamente difficoltoso, la specie però mantiene la propria selvaticità e possiede una natura abbastanza schiva.

Viene classificato spesso nei testi come un fagiano adatto all’attività venatoria data la sua rusticità e il carattere battagliero e testardo. Può raggiungere un peso di 1-1,7 kg nel maschio e 0,9-1,1 kg nella femmina.

Per quanto possa sembrare goffo e corpulento viene chiamato dalle popolazioni locali “Tche-ky” il cui significato è “uccello freccia” dato che è in grado di alzarsi in volo verticalmente con il minimo sforzo e con grande velocità, oltre ad essere in grado di compiere grandi voli e cambiare traiettoria con molta facilità.

Maschio

La testa del maschio è completamente bianca interrotta però a metà da una “mascherina” nera che divide il collo dalla nuca e che contorna tutta la testa. Possiede una piccola macchia bianca sotto gli occhi che crea contrasto con la fascia nera che interrompe il bianco della testa. Il becco è chiaro e ricorda il colore candido della testa: ha la tendenza in cattività ad allungarsi e ad incurvarsi molto; è quindi necessario che l’allevatore provveda a pareggiarlo. Come molte specie di fagiano possiede un collare di piume, che per questa specie è di colore nero, che separa la testa dal resto del corpo. Le piume del corpo hanno varie sfumature che variano dal giallo ocra al rosso mattone, con orlature bianche e nere. Le ali sono a portamento lobato e presentano una “fascia” di piume bianche orlate di nero. La coda è orizzontale, ma non è raro rinvenire soggetti che la portano arcuata; le piume, che presentano un’orlatura ocra e l’interno bianco interposto a linee più scure, nei maschi di più anni possono arrivare anche ai due metri di lunghezza. I tarsi sono di color ardesia con presenza di speroni che tendono a crescere molto con l’avanzare dell’età (consigliato anche in questo caso un pareggio funzionale degli stessi).


Fagiano di Reeves (maschio) – foto e soggetto di Nicoló Polo

Femmina

La femmina di questo fagiano, come la maggior parte delle altre specie, è meno appariscente del maschio e presenta una tonalità di base bruno-giallognola con piccole piume bianche sul collo e sulla porzione ventrale della coda. Il ventre è color caffè latte con presenza di alcune barrature più scure sui fianchi. I tarsi come nel maschio sono color ardesia con assenza di speroni.

Fagiano di Reeves (femmina) – foto e soggetto di Nicoló Polo

HABITAT E COMPORTAMENTO NATURALE

È una delle specie più sociali di fagiani ed infatti in Natura si distribuisce in stormi di una ventina di individui che si separano però durante il periodo riproduttivo. È solito frequentare sia ambienti montani che collinari preferendo le foreste sub-tropicali tipiche dell’ambiante asiatico, ma non disdegna gli ambienti palustri.

Come le altre specie di fagiano in Natura la sua dieta è molto varia e comprende semi, frutti e invertebrati a seconda della stagione (di norma quella riproduttiva).

Fagianotto di Reeves (di tre giorni) con chioccia Moroseta nana (foto e soggetti di Nicoló Polo)

RIPRODUZIONE

Il maschio è conosciuto tra gli allevatori per il suo carattere battagliero che lo spinge a non tollerare (soprattutto nel periodo riproduttivo) la presenza di altre specie avicole o di altri fagiani nei dintorni della voliera, anche se non è rissoso e testardo come altre specie (es. Argentato). Con l’avvicinarsi della stagione riproduttiva il fagiano diventa irascibile sia nei confronti dell’allevatore sia nei confronti della femmina. Il maschio corteggia insistentemente la femmina, inseguendola e mettendosi in mostra; in questa fase del picco ormonale può diventare aggressivo con altri membri dello stormo e in alcuni casi anche con le femmine. È consigliabile mantenere un unico maschio per voliera evitando cos liti per le femmine ed è ottimale dare al Reeves un minimo di tre compagne. A volte capita che la femmina si rifugi, a causa degli inseguimenti del maschio, in zone sopraelevata della voliera prendendo la pessima abitudine di deporre dall’alto rompendo le uova.

La riproduzione in cattività inizia con i primi corteggiamenti nel mese di marzo: il maschio si gonfia e mostra il fianco alla femmina, apre la coda in una vera e propria danza. Le prime deposizioni nel mese di aprile per alcune femmine risultano essere abbastanza prolifiche tanto da superare le trenta uova annue; la cova naturale in voliera è possibile e le femmine iniziano a deporre già dal primo anno.

Il nido solitamente è creato in un avvallamento nel terreno, una sorta di “buca” dove la femmina si mimetizza utilizzando elementi che trova a disposizione: il nido cerca di riprodurre un ambiente naturale. In natura il nido sarebbe posto tra le rocce e in pendii scoscesi di modo da non essere visto dai predatori, poi rifinito con muschi, rametti, aghi di pino e piume per creare una buona imbottitura per la cova. La deposizione naturale è di norma composta da 5-9 uova covate completamente dalla femmina mentre il maschio resta nei paraggi in protezione, dimostrando di tanto in tanto il proprio dominio con il frullare d’ali.

Come le altre specie di fagiano valgono alcune regole per la nidificazione in cattività:

si possono fornire delle adeguate “scatole-nido” anche se la fagiana difficilmente le userà come luogo di deposizione, preferendo luoghi coperti e riparati della voliera dove può nascondersi. Utile fornire materiali per la creazione del nido come paglia, foglie, piccoli sassi e rami che lei possa usare.

ALIMENTAZIONE

Il fagiano venerato ha una dieta principalmente granivora costituita in natura da semi di piante selvatiche (principalmente graminacee), ma non disdegna se ne ha l’occasione di cibarsi di piccoli invertebrati (anellidi, insetti ecc…) soprattutto nel periodo riproduttivo, o di frutta e/o foglie di piante appetibili. Non sono rare le incursioni in campi coltivati della zona o nelle più classiche piantagioni di tè.

In cattività la migliore strategia è quella di fornire un mangime studiato appositamente per la selvaggina con integrazioni alimentari di frutta e verdura e di cibi proteici come uovo sodo bollito e tarme della farina/caimani (due o tre volte alla settimana). Molti allevatori di fagiani ornamentali lasciano digiunare gli animali per un giorno intero facendogli saltare il pasto, pratica che simula il comportamento naturale dell’animale che non riesce a reperire cibo ogni giorno, evitando così l’ingrassamento e l’appesantimento dei soggetti che potrebbero provocare problematiche specialmente nel periodo riproduttivo.

CENNI DI ALLEVAMENTO IN CATTIVITA’

Indole:

L’allevamento di questa specie è classifica nei testi come di media difficoltà in quanto come citato sopra in questo articolo è ancora presente in questi animali l’istinto prettamente selvatico e timoroso.

NB: Ricordiamo che le norme CITES per questa specie sono specifiche e vanno lette dal potenziale allevatore prima di acquistare questi animali.

Gestione della nidiata:

Durante la riproduzione, i piccoli nati da cova naturale sono già vispi e in grado di correre dopo mezza giornata dalla schiusa e si involano già al terzo giorno di vita: è quindi buona pratica prestare attenzione alla pulcinaia che non dovrà avere lampade ad infrarossi a contatto con gli animali in quanto con l’avvicinarsi dell’allevatore i fagianotti potrebbero spaventarsi e colpire la lampada incandescente.

In diversi testi, siti di allevatori e forum è indicato come i pulcini di questa specie non siano facili da svezzare: si consiglia quindi di nutrire la nidiata per i primi giorni esclusivamente con insetti (tarme della farina o camole bollite) con integrazioni di mangime per insettivori e pulcini di modo da abituarli al mangime vero e proprio. Raggiunta la prima settimana si passa gradualmente al mangime per pulcini classico mixato con il mangime per insettivori in percentuale 50% e 50%, con integrazioni saltuarie degli insetti da pasto suddetti.

La cova e l’allevamento dei fagianotti risulta essere più semplice se affidata a una chioccia.

Spazio di allevamento:

È importante fornire a questa specie una voliera di adeguate dimensioni con presenza se possibile di piante, tronchi o rami in quanto gran parte della giornata potrebbe essere spesa sulle zone sopraelevate che sono inoltre un’ottima zona di rifugio per la femmina nel periodo degli amori.

Scritto e curato da Nicoló Polo

Fonti:

https://www.gbp.bio/lophura-nycthemera

https://ebird.org/species/silphe

http://www.peafowlpheasantforum.com/

https://www.agraria.org

– Fagiani, pernici e altri galliformi da caccia e da voliera (A. Ghigi).

– I FAGIANI Allevamento Alimentazione Malattie (A. Sabbadini).

– L’allevamento amatoriale dei fagiani esotici (G. Palagini).

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑