CHICKEN TRACTOR

PREMESSA: negli ultimi anni attraverso i social si è sempre più concretizzato lo stile di allevamento identificato con il termine anglosassone “chicken tractor” ed in questo articolo andremo ad approfondire di cosa si tratti, quali siano i vantaggi, gli svantaggi e soprattutto da dove nasca questa idea, se effettivamente oltre-oceano come molti credono oppure sia originaria del vecchio continente.

Partiamo con l’analizzare il termine CHICKEN TRACTOR: traducendolo letteralmente ha il significato di “POLLO – TRATTORE”, che così a primo impatto non ha un grandissimo significato esplicativo e di supporto a chi non lo conosca ed è quindi per questo che ci viene in aiuto il sillogismo italiano direttamente collegato: “ARCA MOBILE”. Se a quest’ultimo concetto colleghiamo poi l’applicazione in campo avicolo, se ne deduce che il chicken tractor è una struttura mobile per polli. È questo a tutti gli effetti la descrizione in pochi termini che spiega nel miglior modo quale sia l’oggetto di questo articolo.

Definire una data di scoperta di questo strumento di allevamento è pressoché impossibile, dato che non vi è un inventore specifico, ma ogni singolo allevatore potrebbe averne adottato dei prototipi che possano parzialmente o completamente ricordare gli attuali chicken tractor. Lo troviamo già citato in molti libri del XIX secolo inglesi, tedeschi ed italiani: in linea generale l’arca mobile ha sempre una struttura centrale all’interno della quale sono presenti tutti gli elementi di vitale importanza per i polli, come posatoi, mangiatoia, abbeveratoio e nidi (nel caso di animali adulti). Oltre a questi vi è ovviamente un sistema che ne agevoli e faciliti lo spostamento: nel caso di piccole costruzioni saranno sufficienti due prolunghe che supportino l’intera struttura come una portantina, oppure una piccola ruota su un lato stile cariola; nel caso di chicken tractor più grandi saranno necessari complessi di ruote di dimensioni importanti e capaci di sorreggere l’intera costruzione con forza, così da riuscirla a spingere o tirare.

Immagine tratta dal catalogo avicolo tedesco “heinrich groos” del 1922, foto e catalogo di Paolo Cortopassi

Un primo elemento contraddistintivo di alcuni chicken tractor è che il fondo sia sollevato da terra: la base della costruzione spesso in questo caso è in rete o comunque in un materiale forato che permette alle feci di cadere sul suolo sottostante ed evitare che i predatori si intrufolino da sotto. In questo contesto si ha a tutti gli effetti un ricovero chiuso su tutti e sei i lati. Ovviamente con questa soluzione si possono avere animali 24h/24h chiusi nel loro spazio, oppure come con un ricovero fisso, liberarli durante il giorno per poi richiamarli la notte al riparo da eventi pericolosi esterni. Nella maggior parte dei chicken tractor con il fondo rialzato non si adoperano vassoi sul fondo, dato che essendo la struttura mobile questa “sporca” a rotazione spazi diversi e mai un unico punto si ritrova gravato di un accumulo eccessivo di deiezioni.

Vi è comunque la possibilità che l’arca mobile abbia come fondo naturale il terreno: poggiando direttamente con il suolo l’allevatore avrà premura di non mettere una rete, che seppur di protezione, disturberebbe il pollame atto a razzolare, scavare e fare bagni di terra. In questi casi l’intera area di spostamento del chicken tractor dovrà essere delimitata da una recinzione anti-intrusione (filo elettrificato o rete), dato che l’eventuale arrivo di un predatore medio-grande nei pressi della struttura comporterebbe il rischio che questo scavi sotto di essa per arrivare poi all’interno.

Chicken Tractor di concezione moderna in legno e protetto dai venti gelidi da teli in plastica;
da notare nella parte sinistra le ruote: removibili in fase di sosta ed integrabili al momento dello spostamento
(foto di Sanjeye Silvia dell’azienda agricola MyFarmProject [MC])

VANTAGGI

Partendo con l’analizzare quelli che sono i vantaggi iniziamo considerando i costi di realizzazione: il chicken tractor non è altro che un ricovero notturno fisso classico dotato di ruote, quindi con un piccolo investimento si riesce ad ottenere un buon risultato. Tale investimento poi sarà proporzionale alla durabilità e la grandezza che l’allevatore vuole che abbia la struttura.

Inoltre il motivo per cui molti allevatori adottano questo sistema è trovarsi di fronte ad una soluzione che comprenda concettualmente e praticamente una rotazione del pascolo regolare: spostando infatti l’arca mobile periodicamente (spesso dipende dal numero di animali) non ci troveremo mai con un pascolo ridotto alla sola terra o peggio ancora con fango, ma con un’erba di varia lunghezza (dipende dai tempi di rotazione e movimentazione dell’arca) e capace di avere anche periodi di pausa tra un passaggio del pollame e il successivo intervallato da uno spostamento. Questo garantirà l’applicazione di questo sistema anche in ambienti meno rustici, dove i polli svolgeranno il ruolo di “tagliaerba”, mentre il prato non sarà ridotto in alcune aree a fanghiglia, come spesso accade con ricoveri fissi.

A questi importanti pro si aggiunge anche che il passaggio degli animali da uno spazio di pascolo, in tutti i contesti sopra descritti, ne garantisce la possibilità che questo venga anche concimato con la pollina: le feci ancora mature si accumulano in piccole quantità in una determinata area, senza che si verifichi un accumulo eccessivo che comporti un danneggiamento della componente vegetale di quello spazio. La rotazione su altri pascoli garantisce poi ai precedenti di far maturare le feci e che tale materia organica diventi ben presto fertilizzante da agevolare la crescita dell’erba grazie anche al supporto di microrganismi.

Esempio di pollaio mobile in legno
con semplice recinsione in legno per garantire una zona di pascolo agli avicoli
(foto tratta da “Polli e pollai”)

SVANTAGGI

Passando a quelli che sono i lati negativi della pratica del chicken tractor consideriamo un aspetto fondamentale: la dedizione che l’allevatore deve avere nella gestione dei propri polli. Questa deve essere massima per ogni appassionato o professionista che si prenda cura di animali in generale, ma nel caso dell’arca mobile deve essere ancora maggiore, poiché serve una pianificazione specifica degli spostamenti e quindi anche dei tempi di permanenza in un determinato spazio della struttura. E se il chicken tractor rimanesse fermo più a lungo? Non succederebbe niente e si trasformerebbe a tutti gli effetti in un ricovero fisso, ma quelli che sono i vantaggi sopra descritti decadrebbero completamente.

Fondamentale considerare anche che le dimensioni dell’arca hanno dei limiti, dettati soprattutto dal peso della struttura nella sua interezza: avere troppi animali comporta avere un ricovero mobile molto grande e di conseguenza strumenti per movimentarlo altrettanto robusti. Si parte quindi da un chicken tractor indicativamente di 1m3 che si può spostare in autonomia, fino anche a chicken tractor che vengono spostati proprio con trattori per mezzo di ganci, passando da strutture facili da muovere da almeno 2 persone.

Esempio di Chicken Tractor pesante in acciaio: per la movimentazione è stato dotato di gancio di traino e ruote di automobile
(foto di Stefano Ballatore dell’Azienda Agricola Ballatore [Busca (CN)])

In casi dove la struttura diventi difficile da muovere e non si disponga di veicoli motorizzati, si suggerisce di moltiplicarle per distribuire il peso.

Di conseguenza tra i contro il lettore avrà intuito che vi è anche lo spazio: in funzione del numero di animali da muovere e dai tempi di riposo che si vogliono concedere al pascolo appena “lavorato dai polli” serviranno terreni più o meno grandi. Si consideri che se per ogni pollo vengono lasciati 10m2 di pascolo, potenzialmente la rotazione non sarebbe neppure necessaria, dato che comunque l’erba riuscirebbe a crescere regolarmente.

Infine, forse più marginale, è l’instabilità della posizione dell’arca mobile: per alcuni volatili più di altri modificare la posizione del ricovero crea una difficoltà concreta per gli animali nell’identificarlo come luogo sicuro. Non si consideri tale questione solo perché il chicken tractor può stare in una certa posizione o 7-8 metri più avanti o più indietro, ma anche come orientamento verso il sole, orologio vitale per gli animali. Si consiglia quindi con l’arca mobile di muovere la struttura, ma mantenerla sempre con lo stesso orientamento cardinale.

Un piccolo zoom riguardo l’impiego dei materiali: come spesso accade l’uso di componenti di alta qualità garantisce una maggiore durabilità della struttura, comunque sempre a fronte di un maggiore investimento iniziale. Si consideri quindi che materie prime di un buon spessore e qualità saranno da preferire se si crede che il chicken tractor sia il sistema che fa per noi: ciò deve però essere un ottimo compromesso se si considera che poi l’arca la dovremo spostare e non rischiare che essendo troppo pesante sia per noi un sacrificio.

Il legno quindi a tutti gli effetti potrebbe essere un ottima soluzione, anche se i metalli coibentati, rimangono sempre la miglior soluzione, seppur la più cara, dato che freddo e caldo saranno di maggior impatto quando ci ritroveremo in spazi poco coperti da venti gelidi o piante ombreggianti. Per questo, una volta considerata la variabile peso, l’arca mobile differisce ben poco dal ricovero fisso per quanto riguarda materiali per costruirla: consigliamo quindi la lettura di questo articolo LINK https://confraternitagallus.com/2023/01/17/i-materiali-per-il-ricovero-notturno/

Pollaio mobile in ferro con area di pascolo integrata
(foto tratta da “Idee pratiche di pollicoltura moderna”)

Si conclude che la tecnica di allevamento chicken tractor è una valida alternativa di allevamento al classico pollaio statico, applicabile in determinati contesti, quando i vantaggi assumono un valore importante e gli svantaggi hanno un peso minore: esserne a conoscenza per il singolo allevatore garantirà una valutazione caso per caso nel trovare la soluzione migliore.

BIBLIOGRAFIA

⁃ “Idee pratiche di pollicoltura moderna” di Giavarini Ida

⁃ “Polli e pollai” del Dott. Venino Piero

COME COSTRUIRE UN CHICKEN TRACTOR // video tutorial Podere 101 – YouTube

Foto in copertina:

Moderno esempio di Chicken Tractor pesante su ruote (nella parte sinistra si nota il gancio di traino) (struttura progettata e realizzata da Tommaso Lenzi – Podere101 Azienda Agricola [BO])

Scritto e curato da Guido Monciatti

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